La Magistrale in Ingegneria Meccanica per la Progettazione e la Produzione continua il proprio percorso di innovazione didattica, rafforzando in particolare l’attenzione ai temi della sostenibilità e dell’internazionalizzazione. “Già dallo scorso anno abbiamo attivato un nuovo curriculum dedicato al sustainable development”, spiega il prof. Enrico Armentani, Coordinatore del Corso.
A questo si aggiunge un ulteriore ampliamento dell’offerta formativa: “Abbiamo introdotto altri cinque insegnamenti in lingua inglese, con contenuti innovativi legati alla produzione e alla progettazione ecosostenibile, anche attraverso l’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale”. I nuovi corsi affrontano ambiti strategici per il settore industriale contemporaneo: “Si tratta di insegnamenti su AI for structural design, sustainable manufacturing e smart systems, oltre a moduli dedicati alla sperimentazione di veicoli smart”.
Tematiche che si affiancano a un percorso già avviato negli anni precedenti: “Da tempo abbiamo inserito contenuti innovativi anche nei percorsi tradizionali, come l’ottimizzazione strutturale e l’efficientamento energetico, che stanno già riscontrando un discreto successo”. Parallelamente, anche gli insegnamenti in lingua italiana sono stati aggiornati: “Abbiamo modificato i contenuti adattandoli alle nuove esigenze del mondo della progettazione e della produzione”.
Tra i diversi indirizzi disponibili, alcuni registrano una particolare attrattività: “I percorsi più scelti sono quelli in meccatronica e nella progettazione dei veicoli stradali”. Accanto a questi, Armentani segnala anche un ambito emergente: “La meccanica ferroviaria dovrebbe crescere ulteriormente, anche perché in questo periodo è destinataria di importanti fondi del PNRR: è un curriculum che consiglio spesso agli studenti”.
Uno dei principali punti di forza del Corso resta l’ampiezza dell’offerta formativa: “Proponiamo un percorso molto variegato, che consente agli studenti di scegliere tra numerose materie con contenuti interessanti”. A questo si affianca un dato particolarmente significativo sul piano occupazionale: “I nostri laureati trovano lavoro molto rapidamente, spesso già prima di conseguire il titolo, tanto che molti richiedono alla seduta di laurea un’attestazione di presenza”. Anche gli indicatori di performance risultano positivi: “Circa il 70% degli studenti si laurea in corso o al massimo con un anno di ritardo, secondo i parametri ANVUR”. Inoltre, “i livelli di soddisfazione complessiva sono ben al di sopra della media del Dipartimento e dell’Ateneo”.
Resta tuttavia una sfida aperta sul fronte dell’internazionalizzazione: “Dobbiamo ancora migliorare l’attrattività verso l’estero, ed è per questo che stiamo aumentando i corsi in lingua inglese”. I primi segnali sono incoraggianti: “Quest’anno, grazie anche alla promozione del curriculum internazionale, abbiamo già registrato la presenza di diversi studenti stranieri”.
El. Me.
Scarica gratis il nuovo numero di Ateneapoli
Ateneapoli – n.7 – 2026 – Pagina 24








