Professioni in camice bianco, “una splendida avventura”

Penultimo incontro, il 21 aprile, di ApriLeFacoltà. La tappa è al centro storico di Napoli, presso il complesso di S. Patrizia, in via Armanni, sede della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Come al solito, grossa affluenza da parte degli istituti superiori del napoletano: i diversi Corsi di Laurea che offre la Facoltà attraggono una vasta platea studentesca perché, dicono gli intervistati, “assicurano buoni sbocchi occupazionali”. 
Più di trecento nell’Aula Magna della Facoltà ascoltano il benvenuto dalle parole del Rettore prof. Francesco Rossi, docente di Farmacologia (una delle prove più complicate che i futuri medici affrontano, solitamente, al quarto anno). “Ci tenevo a darvi il benvenuto – dice Rossi – perché queste, per voi, sono giornate importanti, durante le quali riflettete sul vostro futuro…”. Ma perché scegliere proprio la Seconda Università? “Perché c’è un buon rapporto docenti-studenti (anche grazie ai numeri non troppo alti), ciò significa grande disponibilità da parte dei professori che seguono gli allievi passo passo. E poi la Sun sta investendo molto nei servizi agli studenti”. Rossi è molto legato alla Facoltà di Medicina: “sono stato prima studente, poi docente, e infine Preside a Medicina… è bene che i ragazzi sappiano che si tratta di un percorso di studi abbastanza pesante: in tutto sono sei anni e trentasei esami. In ogni caso, i docenti vi accompagneranno lungo la strada e posso dire che, quest’anno, oltre il 70% degli studenti si è laureato in corso….”. Un consiglio: “scegliete con la testa ma anche con il cuore!”. Per accedere a Medicina, è necessario superare i test di ammissione: ottanta domande a risposta multipla. 33 di Logica e Cultura generale, 21 di Biologia, 13 di Chimica e altre 13 di Fisica e Matematica, per superare i quali c’è bisogno sicuramente di una buona preparazione di base. I test sono uno dei principali ostacoli che più temono i ragazzi, e Rossi è d’accordo con loro. “Il numero programmato è la cosa più sbagliata che possa esserci per i ragazzi di diciotto-diciannove anni, purtroppo siamo tenuti a rispettare le regole”. Un consiglio da parte del prof. Giovanni Delrio, Preside della Facoltà. “Il numero degli iscrivibili è definito dal Ministero… – dice Delrio – il segreto è solo quello di studiare in modo sistematico”. Gli immatricolati saranno, per il prossimo anno, 185  per la sede di Napoli e 85 per Caserta. “Il nostro obiettivo – spiega il prof. Bartolomeo Farzati, Presidente del Corso di Laurea in Medicina di Napoli – è quello di formare medici con conoscenze teoriche e pratiche adeguate ad espletare autonomamente funzioni professionali”. Farzati illustra un po’ l’excursus di coloro che scelgono questo percorso di laurea, in quella che definisce “la splendida avventura della vita di fare il medico”. “Nei primi cinque semestri – dice – lo studente assimilerà tutte le informazioni e le nozioni inerenti alle discipline di base, compresa la Patologia. A questa prima parte, si affiancherà poi l’attività professionalizzante che viene svolta praticamente nei laboratori e nei reparti…”. 
6 anni per diventare
Odontoiatri
Attività didattica frontale, ma anche interattiva e professionalizzante anche per gli studenti che sceglieranno il Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria che, dall’anno accademico 2009/2010, allungherà il suo percorso dagli attuali cinque anni a sei anni. “Tra qualche mese – dice il prof. Gregorio Laino, Presidente del Corso di Laurea – lascerete la scuola che vi ha formato fino ad un certo punto per passare al mondo universitario, è una scelta da fare con attenzione…”, qualche riferimento poi all’attività dell’odontoiatra. “E’ inerente alla terapia di malattie e anomalie congenite e acquisite di denti, bocca, mascelle…”. Anche Odontoiatria è a numero programmato: 23 sono i posti disponibili. 
Grande interesse per i Corsi di Laurea triennale in Professioni sanitarie. Ne sono sedici quelli attivati presso la Sun, tutti a numero chiuso tranne quello di Informatore scientifico del farmaco. Per Fisioterapia ci sono 100 posti, a Igiene dentale 15, a Infermieristica 330, Infermieristica pediatrica 30, Logopedia 60, Ortottica e assistenza oftalmologica 10, Podologia 20, Tecnica della Riabilitazione psichiatrica 20, Tecniche audioprotestiche 10, Tecniche di laboratorio biomedico 45, Tecniche di radiologia medica per immagini e Radioterapia 55, Tecnico per le prevenzioni nell’ambiente e nei luoghi di lavoro 40, Terapie della neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva 40. Le notizie generali dalla prof.ssa Michela D’Istria, coordinatrice dei Corsi in Professioni sanitarie. “Sono 180 i crediti formativi, di cui ben 60 si acquisiscono con tirocini in laboratori e reparto”, ma la cosa più importante, cioè quello che interessa ai ragazzi, “dopo i tre anni, siete pronti alla professione”. 
Al termine, la testimonianza di una studentessa al quinto anno, in piena regola con gli esami e con una media alta. “Studiate con costanza, giorno per giorno, non arretratevi gli esami – è il consiglio che sente di dare alle future matricole – si può riuscire negli studi solo se c’è costanza, impegno e voglia di imparare”.
Ciò che, a primo impatto, intimorisce i ragazzi, sono i test d’ammissione. “Il numero chiuso mi spaventa – dice Giuliana, al quinto anno del liceo scientifico ‘Copernico’ di Napoli – Penso di non aver studiato abbastanza Chimica e Biologia, e quindi dovrò darmi da fare appena avrò concluso la maturità… Sono quasi certa che sceglierò Medicina: è un tipo di studi che mi attrae, per il quale, penso, sia importante anche la disponibilità e la volontà di aiutare l’altro”. Insoddisfatto Raffaele, altro studente del ‘Copernico’. “Cercavo informazioni sulla specializzazione in Oculistica, ma non ne ho trovate. Nessuno ne ha parlato…”. Giudizi negativi da qualche altro diplomando. “Ci sono state fornite solo informazioni generali – dice Lucrezia del liceo scientifico ‘E. Pascal’ di Pompei – piuttosto, dovrebbero parlare gli studenti! A noi serve ascoltare la testimonianza di chi già studia in questa Facoltà…”. Molti sono gli indecisi. “Non so se scegliere Lingue o Medicina – confessa Annalaura, altra studentessa del ‘Pascal’ – ma penso che, alla fine, sceglierò l’Ateneo L’Orientale perché non so se ho la  preparazione giusta per affrontare i quiz…”. Danilo, studente al secondo anno di Biotecnologie, ha accompagnato un gruppo di amici liceali al complesso di S. Patrizia. “E’ importante scegliere la Facoltà per la quale ci si sente più portati – dice –. Penso che Medicina rappresenti  un percorso di studi che può portare buoni frutti se affrontato con impegno”. 
Nell’atrio interno e nel cortile del Complesso di S. Patrizia, sono stati allestiti più stand che illustrano ai ragazzi le caratteristiche dei Corsi di Laurea delle Professioni sanitarie. Le scolaresche sono alla ricerca di informazioni e materiale cartaceo. Giriamo anche noi. Uno tra gli stand più affollati è quello di Fisioterapia. “Entrare a Fisioterapia significa dedicarsi completamente allo studio. Fin dal primo anno alle lezioni in aula si affiancano le ore di tirocinio, durante le quali assistiamo ai trattamenti, ed è naturale passare l’intera giornata all’università – spiega Giovanni Moccia, studente al primo anno di Fisioterapia – Non è pensabile svolgere contemporaneamente un lavoro part time, perché lo studio prende molto tempo…”. Tre anni di sacrifici. C’è una ricetta per andare avanti? “Prima di tutto, quello che fai ti deve piacere, poi ci devi mettere l’impegno”. A Tecniche della riabilitazione pediatrica, spiegano che, seppure i posti disponibili sono solo 20, capita, dopo il primo anno che una percentuale abbandoni il corso di studi. “A mio avviso, per questo tipo di studi, occorre una vera e propria predisposizione – dice Anna Donnarumma, al secondo anno – L’impatto è molto forte, così non tutti riescono a proseguire. Praticamente, ogni mattina si è in reparto, il pomeriggio poi c’è lezione fino alle 18:00. Nel week-end non resta che studiare. Lo studente deve mettersi in gioco totalmente, è un percorso personale visto anche che, in reparto, ci si trova di fronte a pazienti con disagi mentali”. Dello stesso parere, Valeria Ghezzi, altra studentessa che sostiene: “c’è bisogno di impegno e anche di una buona abilità comunicativa…”. 
Professioni Sanitarie, 
dopo tre anni 
pronti per il lavoro
Situazione simile anche ad Ortottica e  assistenza oftalmologica: dieci sono i posti disponibili, ma al secondo anno sono arrivati solo in sei. “Fin dal primo giorno, lo studente entra nel reparto – spiega la dott.ssa Annamaria Avella, coordinatrice del Corso di Laurea – Viene insegnato loro come stare in ambulatorio, come comportarsi con i bambini… è un titolo questo molto professionalizzante. Dopo i tre anni, i laureati sono pronti per essere inseriti in strutture sanitarie”. Il parere di due laureandi. “Il Corso è molto impegnativo – dicono Alfredo Palmieri e Maria Grazia Tessitore, studenti del terzo anno – ma basta organizzarsi. E poi è una laurea che garantisce la professione”. Dopo aver conseguito il titolo triennale in una delle Professioni Sanitarie, di solito ci si ferma. Per coloro, però, che ambiscono a ruoli dirigenziali c’è il Corso di Laurea Specialistica in Scienze infermieristiche. “Proseguire non è obbligatorio – conferma Gianluca Marino, studente alla Specialistica – ma è necessario se si vogliono ricoprire posizioni manageriali…Io mi trovo molto bene. I docenti ci seguono costantemente, e questo aiuta”. Unico Corso di Laurea ad accesso libero è Informatore medico scientifico, al termine del quale i laureati hanno anche la possibilità di lavorare in aziende farmaceutiche e di svolgere attività di farmacovigilanza. “E’ un Corso di Laurea abbastanza duro – dice Maria, studentessa napoletana al terzo anno – per il quale occorre una buona predisposizione alle materie scientifiche: la Chimica e la Biochimica sono materie fondamentali”. 
Un aiuto su come orientarsi in Facoltà viene anche dal S.I.S.M. (Segretariato Studenti di Medicina) e da sunhope.it (www.sunhope.it), il sito ufficiale degli studenti di Medicina, dove si possono scambiare appunti, informazioni, si possono consultare i test di ammissione degli anni scorsi. Tra coloro che se ne occupano, ci sono Fabrizio Gritti e Angelo Fruncillo, entrambi laureandi in Medicina, esempio di come la volontà fa andare avanti. Angelo è di Salerno. “Ogni mattina prendo il treno alle 6.20 per arrivare in Facoltà dopo due ore circa…. Quando non studio, lavoro al 118 di Salerno…”. Fabrizio, invece, è responsabile anche del giornale, in versione cartacea, di SunHope: “quest’anno abbiamo ricevuto fondi dall’Ateneo che ammontano a tremila euro per la realizzazione di questo mensile, l’anno scorso ci siamo addirittura autotassati…”.
Maddalena Esposito
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