Rivieccio, giurista e attore comico

Oggi è un brillante attore comico, con 30 anni di esperienza teatrale e diverse trasmissioni televisive “da Mediaset negli anni ’90, prima che il Cavaliere (Berlusconi, n.d.r.) mi cacciasse”, in Rai e su molte Tv locali. Ma molti non sanno che è anche un brillante laureato in Giurisprudenza “con 110 e lode”, si vanta, “laurea conseguita negli anni in cui c’erano tanti grandi Maestri, con la M maiuscola, come professori”. “Senza offesa per quelli attuali”. Testimonial dell’edizione 2008 di ‘Porte Aperte’, l’attore Gino Rivieccio, “classe 1958” (come l’altro testimonial, Alessandro Bergonzoni) – e ne va fiero – racconta ad Ateneapoli la sua esperienza di “studente bravo”, ma con la passione “per il teatro”. “Sono stato studente dal 1977 al 1984, nell’84 la laurea con lode. Ho impiegato 7 anni invece di 4 – più che fuoricorso mi definivo fuori-legge – perché in contemporanea studiavo da attore. Il mio stage, invece che in uno studio legale o notarile, l’ho fatto a teatro. Ma gli studi giuridici mi piacevano parecchio, anche se non erano la mia passione principale”. “A teatro mi pagavano anche, allora prendevo 13 mila lire al giorno. In questo modo avevo una mia indipendenza”. “Mi laureai per fare contenti i miei genitori e fui chiamato in banca, al Credito Italiano: perché allora assumevano i 110 e lode. Solo che risposi loro che preferivo fare l’attore. Mi avrebbero pagato 1 milione di lire al mese, ma feci una scelta coraggiosa: lasciai per passione. Oggi, posso dire di aver avuto ragione. E dico ai ragazzi: scegliete sempre la passione, anche se ci vuole coraggio”.
Il ricordo dei professori. “Ricordo con piacere il prof. Antonio Lanzaro, mio relatore di tesi, a Diritto Internazionale, il prof. Francesco Paolo Casavola di Storia del Diritto Romano – che emozione quando seppi che era diventato Presidente della Corte Costituzionale, un mio professore – e poi il 30 e lode con Paolo Tesauro, a Diritto Costituzionale, e senza il libretto che volava dal balcone di Corso Umberto”. 
“Gabriello Piazza, che 
gran signore”
Ancora: “Storia del Diritto Italiano con Aldo Mazzacane e Diritto Privato con quel grande signore che era il prof. Gabriello Piazza”. Ancora: “5 dicembre 1983, ricordo ancora la data, unico su 120 studenti ad aver superato l’esame di Diritto Civile con il prof. Pietro Perlingieri: mentre c’erano studenti che si sentivano male, gente che sveniva, chi abbandonava senza neppure rispondere all’appello, visto l’andazzo. Fu il mio giorno di gloria”. Qualche esame invece andato male? “Con Palma, Diritto Amministrativo, presi 23. Che brutta giornata! E Diritto Commerciale con Venditti: 25”. Altra giornata invece memorabile: “a Diritto Romano. Cattedra del grande prof. Antonio Guarino, ormai lì lì per la pensione. Feci l’esame con una assistente, la Galieno”. “C’erano in quegli anni professori che hanno fatto la storia della Giurisprudenza e solo il nome già ti incuteva timore”. 
Le lezioni. “Alcune memorabili, belle quelle di Costituzionale con Tesauro, ma non solo. E poi conservo ancora il libro di Diritto Penale, credo usato ancora oggi, di Francesco Antolisei”. Cosa consiglia agli studenti delle superiori? “Iscrivetevi all’Università. È cosa importante. Per me è stata un’esperienza bellissima”. 
Paolo Iannotti
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