Un rapporto diretto con i docenti: il vantaggio di iscriversi all’Ateneo del Sannio

Per chi è stanco dei mega-atenei in caotiche metropoli, l’Università degli Studi del Sannio rappresenta il giusto connubio tra eccellenza della didattica e dimensioni a misura di studente.
Scienze, Economia, Ingegneria e Scienze Economiche e Aziendali (SEA): sono le quattro Facoltà che racchiudono l’offerta didattica dell’Ateneo.
A sottolineare la vivibilità del campus sannita, il prof. Ennio De Simone, Preside della SEA. “La nostra Facoltà conta circa 2000 studenti con 400 immatricolati ogni anno. Tutti hanno l’opportunità di essere seguiti da vicino. Teniamo molto ai nostri studenti, tutti i colleghi sono sempre disponibili ed anche parlare con il Preside è semplice, basta bussare alla mia porta”. Attenzione anche per gli studenti in difficoltà: “abbiamo avviato dei programmi per il recupero dei fuori corso, perché è importante non farli sentire abbandonati, ma stimolarli a studiare”.
Un concetto evidenziato anche dalla prof.ssa Antonella Polcini Tartaglia, Direttrice del Dipartimento di  Studi Giuridici e Sociali di Economia: “una piccola Facoltà che permette allo studente di essere seguito. E’ importante che i ragazzi sfruttino questa opportunità, che altrove non hanno, diventando fruitori attivi dei servizi offerti dall’Ateneo”.
“Siamo tutti concentrati in Piazza Roma, aule e uffici, – aggiunge il prof. Armando Lucio Simonelli, Presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Civile – I ragazzi hanno un rapporto diretto con noi docenti, grazie ai piccoli numeri. Inoltre, abbiamo sempre posto molta attenzione nel reclutamento dell’organico, per questo si è formato un corpo docente disponibile e molto valido, che ha innalzato il livello della nostra didattica. Così molti ragazzi beneventani che prima si spostavano a Napoli per studiare, oggi scelgono di rimanere da noi”.
Con un bacino d’utenza che raccoglie il beneventano, l’avellinese e l’alto casertano, l’Università del Sannio ha il vantaggio di avere le proprie sedi quasi tutte dislocate nell’area urbana. “Benevento è una cittadina tranquilla. I genitori quando devono iscrivere un figlio all’Università, tengono conto   anche di questo – sottolinea il Preside De Simone – La nostra Facoltà non si trova né in una città caotica e stressante, né in una landa desolata, ma in una cittadina piena di servizi, a misura d’uomo, dove gli studenti possono trovare tutto quello di cui hanno bisogno senza stress. Questo è un enorme vantaggio”.
Chi decide di iscriversi all’Ateneo sannita, ha una buona scelta tra diversi Corsi di Laurea.
TEST DI AUTOVALUTAZIONE E DI ACCESSO. Chi decide di iscriversi all’Ateneo sannita, ha una buona scelta tra diversi Corsi di Laurea. Tutti i Corsi prevedono una prova d’orientamento non selettiva ma obbligatoria, mentre Scienze Biologiche e Biotecnologie sono a numero programmato (150 e 75, rispettivamente, i posti disponibili) ed i test d’accesso si tengono il 12 settembre. Nessun timore per i test, tranquillizza la prof.ssa Maria Moreno, Presidente del Corso di Laurea in Scienze Biologiche- “rappresenta soltanto una verifica della loro preparazione. I test vertono su argomenti che gli studenti dovrebbero già conoscere – matematica, fisica, chimica, biologia, comprensione del testo-  e sui quali possono esercitarsi con le prove degli scorsi anni o con i quiz reperibili in libreria. Un Corso di Laurea come il nostro o Biotecnologie, dove si utilizzano i laboratori ha dovuto necessariamente inserire un limite alle iscrizioni”.
Per tutti gli altri, il risultato del test non è vincolante, ma questo non vuol dire che non va tenuto comunque in considerazione. “Chi va male ai test deve fare uno sforzo in più, ma può recuperare – incoraggia il Preside De Simone – La maggior parte degli studenti ha problemi con la cultura generale, che certo non si può recuperare, o con le lingue, che sono un handicap per tutti in Italia,  e con la matematica, che però non deve spaventare perché da noi non si fa certo matematica pura ma si studia una matematica strumentale all’economia, di cui si vedono subito i riscontri pratici. Basta studiare un po’ di più all’inizio, rendersi conto delle proprie lacune e cercare di recuperarle subito per rimettersi in carreggiata”.
Ingegneria prevede corsi di recupero proprio per i ragazzi che hanno avuto un  risultato negativo al test di valutazione che si è tenuto il 2 settembre. “Molto spesso i ragazzi arrivano all’Università con una scarsa preparazione di base in matematica e fisica e questo comporta dei grossi problemi nel superare gli esami del primo anno che sono fondamentali e, non di rado, propedeutici ad altri. Per questo il test è diventato obbligatorio, anche se non selettivo, ma con i corsi di recupero i ragazzi hanno buone possibilità di recuperare. Certo, chi si iscrive ad Ingegneria deve tener conto di dover studiare ed impegnarsi molto”, spiega il prof. Simonelli.
FREQUENZA, IMPEGNO, PARTECIPAZIONE. “Molto impegno e massima serietà – è anche l’indicazione della prof.ssa Polcini Tartaglia, docente di Diritto Costituzionale a Giurisprudenza – Il nostro studente deve essere attento all’attualità, impegnarsi quotidianamente in una lettura critica dei giornali; frequentare le lezioni in maniera attiva, ponendo quesiti o presentando argomenti di discussione; frequentare le biblioteche, le associazioni studentesche, lo studio dei docenti, operare confronti pratici con le esperienze istituzionali del Paese, fare ricerche personali (stando attenti però al materiale reperibile in internet che può essere pubblicato senza controllo e con notizie non vere)”. Dunque: “è importante che lo studente privilegi un’assimilazione ragionata in luogo di un’acquisizione meccanica delle nozioni. Deve ragionare. La peculiarità del nostro Corso, infatti, è proprio un’attenzione particolare al metodo, ad una lettura interdisciplinare degli istituti, legato ad uno studio del metodo interpretativo che fornisce ai ragazzi una preparazione critica e non nozionistica”.
Uno studente attento ed informato è anche quello che chiede il Preside De Simone che invita i ragazzi “ad essere attivi nella vita universitaria, consultare il sito della Facoltà per tutti gli aggiornamenti” e a non “avere alcun timore dei professori ma ‘rompere loro le scatole” con domande, chiarimenti, approfondimenti”.
Sottolinea la prof.ssa Moreno “spesso i ragazzi del primo anno non sanno gestire le ore di studio e si rilassano un po’ troppo, finendo per incontrare difficoltà in esami più corposi come Chimica, Matematica e Fisica”. La sua ricetta per ottenere un buon risultato negli studi: “frequentare le lezioni fin dal primo giorno, seguire le esercitazioni, chiedere chiarimenti ai docenti, studiare a casa”. 
Valentina Orellana
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