21 medaglie nelle arti marziali ai Campionati Nazionali Universitari

10 ori, 7 argenti e 4 bronzi ai Campionati Nazionali Universitari (CNU) di Pisa: è un bottino di tutto rispetto soprattutto se si pensa che è relativo ai risultati ottenuti dal Cus Napoli nelle sole arti marziali. I partenopei con queste prime 21 medaglie hanno già superato le 19 guadagnate lo scorso anno a Jesolo. Mentre andiamo in stampa, tocca agli atleti della pallavolo, del pugilato, del tennis tavolo, dell’atletica, della scherma e del tiro a segno conseguire nuovi successi.
“La Campania esprime alti livelli per il taekwondo e il karate, mentre difetta un po’ nel judo”, commenta il Segretario Generale Maurizio Pupo.  “La squadra di judo si è classificata al terzo posto. Siamo più che soddisfatti di questo risultato – dichiara l’allenatore Parlato – Contavamo su Fabio Dell’Anna che è arrivato primo e su Federica Schiappa che si è piazzata seconda. Giovanni Cortese e Ilario Cozzolino hanno fatto del loro meglio, conseguendo entrambi un quinto posto”.
Pupo sottolinea la prestazione eccezionale dei ragazzi del taekwondo: “l’allenatore Domenico D’Alise ha fatto una selezione durissima. Ha deciso di convocare 2 uomini e 5 donne: tutti e 7 sono finiti sul podio”.  
Giuseppe Iadicicco, studente di Scienze Motorie, ha vinto l’oro per il terzo anno di seguito: “è sempre difficile riconfermarsi. Stavolta è stata particolarmente dura, ho vinto tutti gli incontri sul filo di lana”. Giuseppe da bambino sognava di emulare gli eroi dei suoi film preferiti: Bruce Lee e Jean-Claude Van-Damme: “pratico il taekwondo da 15 anni. E’ uno sport molto formativo anche dal punto di vista psicologico. Si impara il sacrificio”.  Il taekwondo è diventata disciplina olimpica dal 2000; è simile al karate ma prevede il contatto diretto. Determinanti perciò sono l’esplosività e la velocità dei colpi. “Ci si fa molto male, io sono ancora semi-distrutto…  – afferma Giuseppe, poi però si affretta a precisare che non si tratta di uno sport violento: “i casi di atleti che subiscono incidenti gravi sono molto meno numerosi che nel calcio.  Gli effetti dei nostri colpi durano al massimo una settimana”.
Il secondo classificato Carmine Rago, iscritto al III anno di Scienze Motorie, critica la struttura sportiva che ha ospitato le competizioni: “l’impianto di Pisa era inadatto. Un tendone privo di spalti, in cui gli spettatori sono stati costretti a restare in piedi. In più faceva caldissimo, sembrava di essere in una sauna”. Carmine quest’anno si è tolto la soddisfazione di vincere contro l’atleta che l’aveva privato del podio l’anno scorso: “è stata una gara impegnativa. Speravo in un bel risultato ma non mi aspettavo che il livello si fosse alzato così tanto”.
Medaglia d’argento anche per Serena Dezio e Federica Fasano. “Sono cintura blu, tesserata rossa e ho combattuto con una salernitana che l’anno scorso ha partecipato agli europei. Non potevo proprio dare di più – sentenzia Serena, al I anno di Conservazione dei Beni Culturali, che si allena da appena tre anni – Avrei voluto iniziare da piccola ma i miei genitori me l’hanno impedito, pensando che fosse uno sport troppo maschile”.
Tre bronzi nella specialità taegeuk, ossia forme, sono, inoltre, andati a Francesca Ferraro, Federica Fasano e Claudia Cacciapuoti
Una vera e propria pioggia di medaglie è caduta sugli atleti del karate che si sono meritati anche il titolo di squadra. Alfredo Tocco, iscritto al I anno di Scienze Motorie, si è aggiudicato l’oro nei kata, ovvero successioni prestabilite di tecniche di parata e attacchi contro un avversario immaginario. “Da tre anni mi sono specializzato nei kata; sono esercizi che tendono alla perfezione formale – spiega – E’ stata una gara dura. Dopo la delusione dell’anno scorso, ho molto desiderato questa vittoria”. 
Nel kumite, cioè nei combattimenti, sono saliti sul gradino più alto del podio: Diletta Falconieri, Giuseppina Desiato, Aniello Arnone, Luigi Scognamiglio e Amir Hasayen.
“Ci hanno ospitati in un palazzetto fatiscente.. A parte questo, sono molto soddisfatta – dichiara Diletta, felice di aver confermato l’oro del 2007 – Ho incontrato ragazze con cui avevo già gareggiato a livello nazionale e ho disputato la finale  contro la stessa atleta dell’anno scorso”. Diletta è una studentessa di Ingegneria Aerospaziale del III anno che ci tiene a sfatare il luogo comune che nei combattimenti di karate si provochi dolore fisico all’avversario. La ragazza spiega che tutti i contatti effettivi vengono sanzionati dall’arbitro con punti a sfavore. Se l’addome si può colpire con una forza non eccessiva, la testa può solo essere sfiorata: “bisogna arrivare al bersaglio ma senza violenza. E’ una questione di agilità, tattica e tecnica di precisione. Occorre mantenere una certa distanza e sfruttare tutti i movimenti dell’altro a proprio favore”.
Un grande tifoso del karate è il Segretario Pupo che conosce tutti gli atleti campani perché da anni segue il figlio quindicenne che è già cintura nera. “E’ una disciplina molto praticata tra gli universitari. Diletta è una fuori classe ma anche Aniello Iarnone e Luigi Scognamiglio sono fortissimi.  Aniello Nocerino avrebbe meritato l’oro, invece si è dovuto accontentare dell’argento, assieme a Gennaro Loffredo, per la disattenzione degli arbitri. Non hanno visto punti evidenti”. I due ori Iarnone e Scognamiglio , entrambi carabinieri, studiano rispettivamente Ingegneria Aerospaziale e Scienze Motorie, si allenano tutte le mattine in una caserma di Roma e dedicano il pomeriggio allo studio. “Mi avvicinai al karate 16 anni fa perché lo praticava mio cugino. Ho provato e ho scoperto di avere talento – racconta Aniello – Come per tutti gli sport sono indispensabili determinazione, impegno e volontà. Per combattere occorrono, inoltre, velocità, potenza e coordinazione. Nel karate, in particolare, ci vuole anche molto controllo”. Amir, diciannovenne con origini giordane, è la prima volta che partecipa ai Campionati. Frequenta il I anno di Economia ma già ha deciso che in autunno cambierà percorso di studi: “mi iscriverò alle Professioni sanitarie perché mi piacerebbe diventare un tecnico radiologo.” Se sul futuro lavorativo ha ancora qualche incertezza, riguardo alla sua attività sportiva non ha alcun dubbio: “questo oro mi ha dato una gran voglia di impegnarmi seriamente. Dopo alcune delusioni sportive dell’ultimo periodo, ci voleva proprio!”. Amir si allena con Diletta in una palestra di Secondigliano. Lei donna, categoria –60kg, lui uomo categoria –75 kg: “povera Diletta…” verrebbe da dire. “Macché, povero me! – esclama deciso Amir – Sin da piccolo ho difficoltà a combattere con le ragazze. Lei sa di questo blocco e se ne approfitta, facendomi anche molto male”.
Manuela Pitterà
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