Roman Law Moot Court: podio sfiorato per la squadra federiciana

Dal 23 al 27 marzo, nella suggestiva cornice di Trier, in Germania, si è svolta la XIX edizione della Roman Law Moot Court: un vero e proprio processo simulato ambientato nell’antica Roma, ma condotto in lingua inglese e valutato da giudici provenienti da tutta Europa.

Tra le università partecipanti la Federico II è stata l’unica rappresentante italiana in gara. A difendere i colori dell’Ateneo, una squadra composta da quattro studenti del secondo anno di Giurisprudenza: Chiara Bellofiore, Daniela Zaffiro, Alessandro Volpe e Biagio Mastrogiacomo.

Una menzione d’onore

La partecipazione alla competizione è stata il culmine di mesi di preparazione intensa. Studio approfondito, simulazioni processuali e confronto continuo hanno scandito il percorso del team, tra adrenalina, ansia e grande entusiasmo. “I preparativi e i giorni di competizione hanno richiesto tempo ed energie – racconta Chiara – ma siamo davvero orgogliosi del risultato: ci siamo classificati quarti su tutte le università partecipanti”. Un traguardo significativo, arricchito da una Menzione d’Onore che ha premiato la qualità tecnica del lavoro svolto. “È un riconoscimento che dà valore non solo al piazzamento, ma alla profondità della nostra preparazione”, aggiunge.

Fondamentale il supporto accademico ricevuto durante tutto il percorso: il team è stato accompagnato alla competizione dal prof. Natale Rampazzo, insieme ai dottori Bordi e Attardi, “punti di riferimento costanti e guide esperte”, come sottolineano gli studenti.

La gara ha visto il confronto diretto tra otto università provenienti da diversi Paesi europei. Dopo una fase preliminare articolata in sei gironi, la squadra federiciana ha raggiunto la semifinale, affrontando l’Università di Tübingen e posizionandosi tra il terzo e quarto posto, con l’ultima sfida contro Atene.
“L’adrenalina era alle stelle, soprattutto nei primi round – racconta Daniela – C’era una grande voglia di mettersi alla prova, ma anche curiosità verso le argomentazioni delle altre squadre e le domande dei giudici.

All’inizio un po’ di paura c’è stata, ma siamo riusciti ad affrontare tutto con determinazione e grinta”. Con il passare delle fasi, la squadra ha acquisito sempre maggiore sicurezza: “Nei round finali avevamo ormai compreso i meccanismi della competizione e volevamo solo migliorare, rafforzare le nostre argomentazioni e ottenere risultati sempre più soddisfacenti”.

Il quarto posto conquistato rappresenta un risultato “agrodolce nel senso più positivo del termine”, sottolineano gli studenti: “Aver sfiorato il podio ci conferma che siamo all’altezza di un confronto internazionale di questo livello, ma ci ricorda anche quanto sia importante continuare a impegnarsi per superare i limiti. Adesso che tutto è terminato, certamente ci mancheranno la tensione e l’eccitazione provata in ogni singolo istante, ma resta una enorme soddisfazione per tutte le nostre performance”.

Al di là della classifica, ciò che resta è un bagaglio prezioso di competenze, esperienze e ricordi: “Sappiamo di aver dato il massimo e di aver tratto insegnamenti fondamentali, non solo per il nostro percorso universitario, ma anche per il futuro”, conclude Daniela.
Annamaria Biancardi

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Ateneapoli – n.6 – 2026 – Pagina 21

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