Sono le 16.00 del 30 marzo e la Biblioteca Storica di Ingegneria, a Piazzale Tecchio, è gremita di studenti del primo anno, riuniti per l’incontro odierno. L’appuntamento nasce con l’obiettivo di confrontarsi sulle difficoltà del primo semestre e offrire supporto e incoraggiamento alle matricole per il prosieguo della loro carriera universitaria.
Ad aprire l’evento è il prof. Antonio Marzocchella, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Chimica, dei Materiali e della Produzione Industriale, che sottolinea il ruolo fondamentale dell’università e dei docenti nel sostenere la crescita didattica e scientifica degli studenti. A seguire, la Vicedirettrice Veronica Ambrogi anticipa con entusiasmo i laboratori che coinvolgeranno le matricole nei prossimi mesi: inizialmente in forma virtuale, grazie a visori di ultima generazione capaci di offrire esperienze di realtà aumentata e immersiva.
Questo primo approccio permetterà di familiarizzare con gli strumenti e con le procedure di laboratorio, fondamentali per garantire la sicurezza propria e altrui. Successivamente, si passerà alla sperimentazione pratica, durante la quale gli studenti potranno vedere in prima persona la chimica di base e toccare con mano ciò che studiano quotidianamente.
Il prof. Ernesto Di Maio, Coordinatore del Corso di Laurea in Ingegneria dei Materiali e Biomateriali, evidenzia l’importanza di saper indirizzare la fatica iniziale, trasformandola in energia e conoscenza da utilizzare in futuro. Le materie del primo anno, pur apparendo ostiche, sono strettamente collegate a quelle degli anni successivi e costituiscono la base su cui si costruirà l’intero percorso. Le connessioni tra le discipline sono molteplici: Di Maio cita, ad esempio, il ruolo delle equazioni differenziali nello studio della corrosione del calcestruzzo. Anche le nozioni più teoriche risultano quindi indispensabili per sviluppare competenze solide e diventare professionisti consapevoli e responsabili.
Propone quindici ‘istruzioni per l’uso’, una serie di regole utili per vivere al meglio l’ambiente universitario, la prof.ssa Almerinda Di Benedetto, Coordinatrice del Corso di Laurea in Ingegneria Chimica Industriale. Tra queste, sottolinea l’importanza della generosità e della collaborazione e invita gli studenti a condividere appunti e consigli e ad aiutarsi reciprocamente. Il confronto con gli altri diventa così uno strumento essenziale per crescere, apprendere in modo più efficace e prepararsi al lavoro di squadra, elemento centrale nel mondo professionale.
Tra i suggerimenti emerge anche l’invito a non pretendere la perfezione da se stessi: accogliere il fallimento come un’opportunità, imparare dagli errori ed evitare confronti distruttivi, privilegiando invece un paragone costruttivo con i propri colleghi. Essenziale, infine, continuare a guardare il mondo con meraviglia, senza mai smettere di esplorare e stupirsi.
Anche i rappresentanti degli studenti danno il benvenuto alle matricole, offrendo informazioni utili per orientarsi nel nuovo percorso e ricordano il loro ruolo da intermediari con i docenti.
L’incontro si conclude con un buffet condiviso tra ragazzi e professori: un momento conviviale pensato per favorire la creazione di legami. Perché, sebbene la carriera universitaria sia impegnativa, affrontarla con dei compagni di viaggio rende le salite meno faticose e i successi più soddisfacenti.
Gaia Cimbalo
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Ateneapoli – n.6 – 2026 – Pagina 17








