“L’autonomia diventi sistema”

Memorabile la primavera 2006 per l’università napoletana. Dopo la nomina del prof. Luigi Nicolais a ministro del Governo Prodi, un’altra soddisfazione per la Federico II: il prof. Guido Trombetti, è stato eletto lo scorso 18 maggio presidente della Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane. A votare c’erano 72 rettori su 76 aventi diritto, Trombetti ha ottenuto oltre il 70 per cento dei consensi. Merito di un programma chiaro e deciso che il professore ha inviato a tutti i colleghi della Conferenza. I quali, comunque, avevano già avuto modo di apprezzare la tempra di Trombetti che della Crui, con il predecessore Piero Tosi, era già stato vicepresidente. 
Nel programma del neoeletto presidente Crui la parola autonomia si incontra con la parola sistema. L’autonomia di tanti atenei diversi tra loro, “tematici e generalisti, mega e mini”, di cui fanno parte anche “tanti atenei non statali i quali costituiscono una rete di formazione e di ricerca che integra in modo naturale quella degli atenei statali”, deve trovare necessariamente un luogo di raccordo, affinché non induca al caos. Un luogo dove “l’autonomia delle sedi diventi SISTEMA”. Il prof. Trombetti scrive sistema a lettere maiuscole. E’ una parola importante quanto autonomia. Esprime un concetto che il nuovo presidente vuole realizzare all’interno della Crui, luogo di raccordo dove “va evitata la logica del condominio, in cui ognuno si tiene stretti i suoi millesimi ed esercita il diritto di veto. Solo così tutti sono in grado di cogliere i vantaggi del far SISTEMA e non solo le rinunce”. Gli atenei devono imparare a muoversi tutti nella stessa direzione e per fare questo è necessario uno snellimento di certe procedure. Trombetti avanza la proposta di restituire poteri vincolanti ai Comitati Regionali di Coordinamento, chiamati a partecipare all’elaborazione dei piani di sviluppo del sistema universitario. “Ciò anche al fine di incentivare politiche che evitino inutili duplicazioni, sovrapposizioni, moltiplicazioni di costose infrastrutture”. Al contempo va risolto il grave problema della scarsità dei finanziamenti. Non può essere solo il mercato a fornire la risposta a questa questione, poiché prima di costituire servizi da vendere, formazione e ricerca sono un bene pubblico. “L’università produce beni pubblici; quindi è essa stessa un bene pubblico e tale deve restare”. Il Rettore reitera una richiesta già avanzata in passato dalla Crui al Governo: l’elaborazione di un piano pluriennale di incremento dei finanziamenti agli atenei, almeno il 10% all’anno di incremento del FFO per 5 anni. In questo modo si raggiungerebbe la media europea. Data però la difficile situazione finanziaria in cui si trova il Paese, è altamente improbabile che il piano parta in tempi brevi. Per questo motivo il programma contiene l’indicazione almeno di alcuni provvedimenti di cui chiedere immediatamente l’adozione. “Il primo: porre a carico dello Stato gli incrementi stipendiali del personale. Il secondo: intervenire sgravando il MIUR e gli atenei dai costi per l’attività assistenziale svolta dal personale di area sanitaria, come per altro richiesto dalla Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Medicina e Chirurgia. Il terzo e più importante si basa sull’analisi del flusso dei pensionamenti. La gobba dei pensionamenti si concentra negli anni tra il 2012 e il 2017 liberando ingenti risorse. L’idea che si presenta ragionevole è che lo Stato consenta di ‘incassare’ in anticipo queste che diventeranno ‘disponibilità’ spalmando l’utilizzo di tale cifra su tutto l’arco temporale, a cominciare da oggi”. Oltre che sul versante delle risorse economiche, è necessario operare anche su quello legislativo. Trombetti dice ovviamente no all’università “cantiere perennemente aperto”, ma rifiuta anche una legislazione “confusa e carente”. Il neo presidente della Crui, che “opererà come un primus inter pares”, avrà un ruolo di rappresentanza politica, di coordinamento e di propulsione dell’attività. Tra le numerose problematiche da seguire vale la pena ricordare la programmazione e lo sviluppo, i sistemi di valutazione, i rapporti con enti e istituzioni, la ricerca, la formazione, l’internazionalizzazione. Al Direttivo nella sua collegialità spetterà il compito di realizzare le linee politiche indicate dall’Assemblea. 
Sara Pepe
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