“Ogni studente deve essere più bravo del proprio compagno di studi”

“Ci sono più aziende che richiedono esperti di quanto l’Università riesca a produrne”: afferma il prof. Montella nel ripercorrere i momenti della giornata dedicati all’orientamento ‘on the job’. Un’occasione “utile perché gli studenti hanno avuto modo di apprendere direttamente dalle parole di una persona di successo, laureatasi presso la nostra Università, come prepararsi per un settore estremamente competitivo quale lo sviluppo di software”. Campo in cui vige un imbarazzante problema, il disavanzo tra richiesta e offerta che si può bilanciare soltanto “imparando ad essere bravi e mostrando il coraggio di mettersi in discussione. Alcuni studenti vanno all’esame dopo aver compiuto il minimo sforzo, giusto per ottenere il minimo sindacale. Invece, devono imparare a essere eccellenti”. Inoltre, spesso si commette l’errore di pensare che “la Triennale sia un punto d’arrivo, una semplice coccarda. Il ‘non importa quello che sai fare’ forse andava ancora bene nel precedente secolo, ora, con la crisi economica internazionale, la Laurea Triennale è solo un rito di passaggio. Le aziende guardano laureati Magistrali e dottorandi con una solidissima istruzione”. I consigli più interessanti emersi: “ogni studente deve essere più bravo del proprio compagno di studi e quest’ultimo a sua volta più bravo di un altro ancora”. Anche perché “l’Università non è un luogo dove si ascoltano tutorial, ma è un luogo dove il docente dà degli input che lo studente motivato deve cogliere per discutere di tecnologie e creare applicazioni”. 
Quando si organizzano incontri con aziende che mostrano l’uso di una certa tecnologia, automaticamente gli studenti chiedono: “perché non ce la fanno fare all’Università?”. La risposta è semplice: “le tecnologie cambiano e spesso hanno vita breve. Lo studio universitario deve dare la chiave per poter imparare a usare un certo numero di applicazioni, similari tra loro, ed essere ‘agili’ – anche in questo caso – per passare dall’una all’altra”. Altra domanda gettonatissima: “dove si guadagna di più?”. “Lì dove il mercato è più dinamico sussistono maggiori possibilità. Con la sola Triennale in azienda si ha un bassissimo potere contrattuale. Solo il merito, cioè la propria educazione certificata da un titolo di studio e combinata con avanzate abilità pratiche, determina lo scatto stipendiale”. 
Conta, infine, tantissimo per un’azienda la dote del problem solving: “essere in grado di risolvere problemi significa far guadagnare denaro”. In ogni ‘success story’ s’intravede un finale comune: “si tratta sempre di studenti che andavano oltre il superamento dell’esame per porsi dinanzi a sfide più grandi e senza avere paura di fare le cose difficili, proprio quelle che non tutti sanno fare”.
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