“Predisposizione, impegno e volontà”: la ricetta per riuscire

In una realtà come quella di Aversa è possibile portare avanti un Corso di Laurea e un Dottorato di ricerca che consentono ai giovani di collocarsi presto e con successo nel mercato del lavoro. Il Corso è quello in Ingegneria Elettronica, l’omonimo Dottorato afferisce al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, diretto dal prof. Rocco Pierri. “Anche noi, in un’università piccola, riusciamo a creare storie di successo, che hanno come protagonisti laureati assunti in aziende operanti nel campo delle tecnologie avanzate”, dice il professore. Ne raccontiamo tre, particolarmente significative. 
Aniello Buonanno, 27 anni, contratto a tempo indeterminato alla Selex Sistemi Integrati S.p.A.
Laureatosi con il vecchio ordinamento a 24 anni, ha approfondito lo studio dei campi elettromagnetici durante il percorso di dottorato, a conclusione del quale è stato assunto in Selex. Dice di dovere molto al dottorato di ricerca, nonostante la sua sia una laurea da 110 e lode. “Dopo la laurea ho inviato due o tre curricula, poi però ho preferito dedicarmi a tempo pieno al dottorato. Secondo me il mercato non è saturo come a volte si sente dire, piuttosto è cambiato: si cerca una figura un po’ più definita, si investe meno in formazione. Il dottorato di ricerca fornisce la forma mentis richiesta perché abitua a pensare. Permette di capire velocemente quali sono i passi da fare per affrontare e risolvere i problemi”. Per questo motivo, l’ing. Buonanno consiglia ai laureandi di non buttarsi nel mondo del lavoro in maniera indiscriminata, ma di specializzarsi un po’ dopo la laurea, per “proporsi sul mercato più maturi”. Nello stabilimento Selex di Giugliano dal mese di novembre, ammette di essere un privilegiato. “E’ un lavoro ricercato, che mi dà l’opportunità di fare ricerca e applicarla”. Ma come si trova un lavoro così? “Nell’ambiente universitario ho avuto notizia del fatto che stavano cercando delle persone. Così ho mandato il curriculum e dopo poco sono stato contattato. I docenti della nostra Facoltà fanno un grande sforzo per aiutare le persone che formano a trovare delle possibilità lavorative. Il professor Pierri, in particolare, si impegna molto per questo scopo”. Conclude: “Mi iscrissi alla Sun per la vicinanza, dato che sono di S. Antimo, ma sono rimasto molto soddisfatto per la qualità della didattica e l’ottimo rapporto instaurato con i professori”. 
Vincenzo Russo, 24 anni, contratto a tempo indeterminato alla Selex Sistemi Integrati S.p.A.
Ha conseguito la laurea Specialistica in Ingegneria elettronica nel 2007. Aveva una media del “29 virgola qualcosa” e il voto finale non poteva che essere 110 e lode. Ingegneria alla Sun perché “sono di Caserta, era logisticamente più conveniente”, molto studio e ottimi risultati fin dall’inizio, tanto che dopo la laurea triennale è stato subito contattato da alcune aziende alle quali aveva inviato il curriculum. “Ma decisi di dedicarmi esclusivamente alla Specialistica per chiudere al più presto con l’università. E’ quello che consiglio a tutti. Ovviamente per trovare presto lavoro è anche importante chiudere con un buon voto, ma c’è 110 e 110, e alla fine la differenza la fa la persona”. Subito dopo la Specialistica, l’ing. Russo è stato immediatamente assunto come consulente alla Fiat di Pomigliano, dove è rimasto fino allo scorso 31 agosto. Dal primo settembre si è trasferito a Torino, assunto da General Motors. Pochi mesi, e una nuova occasione gli si è presentata: la Selex, Elettronica per la difesa, cercava per lo stabilimento di Bacoli. “Era ciò a cui aspiravo fortemente da sempre. Così, dal settore dell’automazione, sono tornato ai miei studi originari. La mia tesi di laurea era sui campi elettromagnetici. La mia esperienza insegna quanto è importante essere duttili, per trovare presto lavoro”. 
Antonio Manna, 29 anni, contratto a tempo indeterminato alla Elettronica S.p.A. 
Dopo la laurea conseguita con il massimo dei voti, cinque anni fa, il prof. Pierri gli ha proposto di continuare con il dottorato di ricerca. Ma trascorso un anno, è stato assunto alla Elettronica S.p.A., una società che opera in campo militare, con sede a Roma. “Ho potuto completare il dottorato, però ci ho impiegato un anno in più”, racconta. Non era la prima offerta di lavoro che riceveva, ma si trattava della classica occasione da non lasciarsi scappare. “Subito dopo la laurea avrò affrontato una decina di colloqui e ho avuto altre due o tre proposte oltre a questa. Ma la Elettronica per me era il non plus ultra. Nell’ambito della guerra elettronica, io progetto i sensori”. Studente quando era ancora in vigore il vecchio ordinamento, Manna ha sfruttato al massimo le potenzialità della Facoltà. “Era una Facoltà nuova, che all’epoca aveva strutture cadenti, ma il suo punto di forza è stato sempre il corpo docente, con molti professori provenienti dalla Federico II. Mi ci iscrissi perché abitavo vicino: la mattina andavo a piedi a seguire le lezioni. Studiavo, ma facevo anche altro, perché ho quattro fratelli e la mia non è una famiglia dell’alta borghesia. Il fine settimana lavoravo. Ce l’ho fatta a riuscire bene vivendo la Facoltà e impegnandomi al massimo. Oggi le strutture sono molto migliorate, gli studenti hanno una bella sede e nuovi calcolatori, non ci si può lamentare”. La ricetta per ottenere il suo stesso successo è: “Predisposizione, impegno e volontà. Non abbattersi alla prima difficoltà. E ricordare: qualunque sia il campo, conta dare il massimo e cercare l’eccellenza. “Anche se un settore è saturo, quando uno eccelle l’occasione giusta capita”. 
Sara Pepe
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