“Scansione degli esercizi meno macchinosa e più intuitiva” a Lingua Francese

Anche per la cattedra di Lingua Francese del primo anno della Triennale, alla quale afferiscono i professori Maria Centrella, Maria Cerullo e Claudio Grimaldi, a partire da giugno la prova scritta non avrà luogo nella sua forma tradizionale. Resta anche per questa Lingua la divisione dell’esame in due fasi con lo scritto, programmato il 14 giugno, propedeutico ai fini del colloquio orale. Si è tenuto, infatti, nella prima settimana di maggio un incontro con gli studenti delle tre suddivisioni per la presentazione della prova, che mostra dei cambiamenti rispetto allo scorso anno. “Abbiamo cercato di ricontattare tutti gli studenti che avevano seguito il corso di Lingua Francese I nell’aula virtuale di Teams durante il primo semestre, quando sarebbe stato impossibile tenere il corso in presenza, con numeri così elevati e nel pieno della seconda ondata dei contagi”, racconta la prof.ssa Maria Centrella, referente per la prima annualità di Francese. Sono all’incirca 400 gli studenti che l’anno scorso hanno scelto Francese come lingua curriculare. Le novità del test scritto on-line riguardano, innanzitutto, la combinazione delle due piattaforme Teams e Moodle in via sperimentale. “Grazie all’aiuto datoci dal CLAOR, abbiamo potuto durante tutto l’anno rinforzare e arricchire notevolmente i materiali presenti nei percorsi delle aule virtuali per offrire agli studenti un supporto più organizzato, dividere le lezioni per argomento e in vista degli esami riuscire a testare le competenze con una scansione degli esercizi meno macchinosa e più intuitiva”, sulla scorta delle esperienze accumulate quest’anno in tutte le cattedre di lingue occidentali, a cominciare da Inglese, una delle prime a testare molteplici strade per convertire lo scritto attraverso gli strumenti online. Ed è proprio per questa ragione che nella formulazione della prova “abbiamo voluto tenere conto di tutte le difficoltà. Siamo ben consapevoli che nell’ultimo periodo tutti i ragazzi abbiano dovuto fare uno sforzo in più. Lo richiede l’apprendimento di una lingua a distanza che immette ogni studente in un clima meno immersivo rispetto a una lezione basata sull’interazione tout court”. Una prova semplificata che non deve destare alcun tipo di preoccupazione. Il consiglio è: “vivere il momento dell’esame con la massima serenità. L’esame rappresenta il momento finale di un percorso durato almeno un anno. E, si sa, le lingue si imparano lavorandoci con assiduità”. Anche il bilancio della didattica a distanza resta positivo. “Abbiamo avuto una buona partecipazione. E sebbene il corso generale sia terminato a gennaio, è sempre garantita una sorta di continuità, grazie alle lezioni con i collaboratori madrelingua – divise tra débutants (livello principiante) e avancés (livello avanzato) – che si concentrano più sugli aspetti legati al dialogo”. E grazie, inoltre, anche ai percorsi su Moodle, la piattaforma di e-learning del CLAOR.
Lo scritto del 14 giugno sarà articolato in tre parti
Il 14 giugno lo scritto. La prova consta di tre parti: esercizi relativi alla comprensione orale, “che nella prova tradizionale somministravamo attraverso la dictée (il dettato)”; traduzione di frasi dall’italiano al francese e comprensione di un testo scritto in lingua. Il tutto avrà una durata massima di 40 minuti. “Abbiamo scelto di adeguare il test online alle prove tradizionali, proponendo la stessa tipologia di esercizi (fatta eccezione per la produzione, che mancherà sul primo anno), nella forma di un test a risposta multipla”. Per il dettato, ad esempio, “lo studente non dovrà più scrivere il testo di sua mano, bensì limitarsi a selezionare la risposta corretta”. Questo per rendere le prove “più automatizzabili e non incorrere in un certo tipo di problematiche”. D’altronde, “la lingua francese ha molti accenti o prevede dei segni grafici particolari e non volevamo che l’esercizio potesse risultare invalidato ai fini della correzione automatica per un errore di trascrizione”. Vietato comunque l’uso del dizionario e di qualsiasi altro supporto elettronico. Per gli orali, “aspettiamo le direttive generali dell’Ateneo in seguito all’esito delle valutazioni espresse dei docenti che hanno creato un gruppo di supporto agli esami, di concerto con il Polo didattico, per indagare la praticabilità dei colloqui in presenza. Se per le lezioni, attentamente calendarizzate, è stato possibile garantire il rientro, risulterebbe molto più complicato applicare lo stesso discorso ad appelli consistenti che registrano grosse affluenze”, come le lingue.
Dialogando sull’argomento con gli studenti delle Lauree Magistrali, di Lingue e Comunicazione Interculturale in Area Euromediterranea e di Traduzione Specialistica, “mi sono resa conto delle effettive perplessità legate agli spostamenti da parte di coloro che non risiedono nel centro di Napoli. In questa circostanza, non c’è solo da pensare a quello che accade tra le mura dell’Università, ma anche al contesto che ci circonda e complica l’accessibilità alle sedi”. Hanno subito una revisione anche le prove scritte sulle Magistrali: si tratta in entrambi i casi di due produzioni, associate alla consegna di un portfolio, entro una scadenza precisa fissata prima di ogni appello. “Nel dossier sul primo anno avremo la synthèse, una sorta di rassegna stampa in cui snocciolare i punti appresi da vari testi, e sul secondo anno la dissertation, un saggio critico”. Del resto, “non avremmo potuto riconvertire in modalità online prove del genere, che tradizionalmente in aula prevedevano la durata di quattro ore”. Sulle riaperture la prof.ssa conclude: “è stato davvero bello rivedere gli studenti, essere di nuovo in aula. Nonostante tutti i timori, è stata una gioia ritrovare lo spirito di classe. L’Orientale quasi non la si riconosce. A primo impatto, si sente subito quella mancanza di vitalità tipica dei nostri Palazzi e della sede di Via Duomo in particolare. Ci vorrà purtroppo ancora del tempo prima che si possa ritornare a ripopolare i corridoi”.
Sa. Sa.
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