250 nuovi alberi piantumati a Monte Sant’Angelo

Duecentocinquanta nuovi alberi nel Complesso Universitario di Monte Sant’Angelo, in via Cinthia. È il progetto del prof. Mario Losasso, delegato  del Rettore all’Edilizia, manutenzione e nuovi insediamenti, e della Commissione dai lui coordinata (composta dai professori Edoardo Cosenza, Raffaele Landolfo, Santolo Meo, Francesco Polverino e Andrea Prota), al quale hanno contribuito anche alcuni docenti del Dipartimento di Agraria. I quali, naturalmente, hanno espresso valutazioni ed indirizzi relativi in particolare alla tipologia dei nuovi alberi da sistemare. Lecci, acacie, pruni, aceri, ginchi biloba le specie sulle quali è caduta la scelta dell’Ateneo per imprimere una impronta più verde al suo polo di Fuorigrotta. La piantumazione è in corso. “Gli alberi – dice il prof. Lossaso – sono inseriti nelle zone di prato incolto e lungo i marciapiedi. Miglioreranno certamente la vivibilità, contribuiranno a sequestrare anidride carbonica, assicureranno ombra. Particolare non trascurabile, questo, perché in primavera avanzata ed in estate percorrere a piedi i viali di Monte Sant’Angelo può risultare faticoso e disagevole a causa del sole e del caldo”. Le nuove alberature sono il primo passo di un piano più vasto che riguarda la sede di via Cinthia e che è all’esame della Commissione coordinata dal prof. Losasso. È allo studio, infatti, anche un intervento di risistemazione del viale di accesso finalizzato a rendere più confortevole lo spazio e a risolvere i problemi di congestionamento di traffico che si verificano spesso in quel punto.
Scampia e San Giovanni
Un’altra questione al centro delle attenzioni della commissione è, naturalmente, quella della nuova sede di Medicina a Scampia, edificio progettato da Vittorio Gregotti, l’architetto che è morto circa un anno fa. “Recentemente – riferisce Losasso – abbiamo svolto un sopralluogo per fare il punto della situazione. Ci sono ottimi spazi per la didattica, i laboratori, le attività di diagnostica rivolte al territorio. L’Ateneo ha intenzione di partire a Scampia con il nuovo anno accademico e probabilmente si comincerà con una parte del nuovo edificio. In questi casi è fondamentale partire, dare un segnale. Nel sopralluogo ho verificato che l’Aula Magna e le aule ai piani terra sono praticamente complete. Si svolgono le prove sulle finiture. Il progetto di Scampia è centrale per l’Ateneo, sono state investite risorse ed energie e potrà dare un contributo importante anche dal punto di vista dell’apertura al territorio”.
Dalla zona occidentale a quella orientale della città, nei giorni scorsi la Federico II ha pubblicato una manifestazione di interesse relativa alla ricerca di nuovi edifici per l’espansione del Polo che l’Ateneo ha realizzato a San Giovanni a Teduccio. “È un fatto – dice Losasso – precedente alla mia nomina e rientra nel piano di sviluppo del complesso universitario a Napoli Est. Sono spazi necessari per nuovi laboratori ed incubatori di conoscenza”.
Nel centro storico, intanto, vanno avanti gli interventi di recupero ed ammodernamento di alcuni spazi in via Mezzocannone. Ne sono previsti anche altri, con l’obiettivo di mettere a disposizione degli studenti e dei ricercatori aule e laboratori più funzionali. Una questione che sta particolarmente a cuore al Dipartimento di Studi Umanistici che soffre da tempo per la penuria di spazi.
Residenze e sostenibilità ambientale
Tra le priorità della Commissione Edilizia, “c’è, naturalmente, anche la realizzazione delle residenze universitarie. Come Ateneo siamo indietro su questo. La Commissione sta sviluppando un discorso di prospettiva. Indaghiamo su possibili localizzazioni di residenze universitarie in centro storico, a Fuorigrotta e Bagnoli e a Napoli orientale. L’idea è quella di realizzare campus residenziali nei quali siano ospitati anche servizi ed attività formative. Non credo tanto a nuovi edifici, ma alla ristrutturazione di vecchi. Abbiamo prospettive che possono chiudersi in qualche anno e altre di lunga gittata. Per ora sono in corso alcune trattative. Noi lavoreremo con manifestazioni di interesse e poi trattative. La Commissione vorrebbe che questi interventi fossero all’insegna della sostenibilità ambientale. Quindi con il ricorso alle energie alternative – il mio collega Santolo Meo è, tra l’altro, un grande esperto di fotovoltaico – con attenzione al verde ed all’inclusione sociale. Le residenze universitarie sono un requisito indispensabile per un Ateneo che intenda essere sempre più attrattivo anche per studenti e ricercatori provenienti da altre regioni e dall’estero”.
Al di là dei nuovi progetti, c’è poi da migliorare e rendere più efficiente la manutenzione degli spazi esistenti. “Ci sarà molta attenzione su questo. Penso in particolare agli aulari, che sono la spina dorsale per migliorare e innovare la didattica. Ad Architettura, per citare una realtà che conosco molto bene, perché ho diretto il Dipartimento ed insegno proprio lì, sono state rinnovate le aule”.
Il docente conclude con un focus sui rapporti tra la Commissione che coordina e gli Uffici Tecnici dell’Ateneo: “Il lavoro della Commissione tende a velocizzare e facilitare le attività dell’Ufficio Tecnico che è molto operativo e funziona molto bene. Ha una sua struttura, una sua efficienza ed una sua tradizione. Noi dobbiamo velocizzare le attività. Insomma, lavoriamo in spirito di collaborazione e facciamo squadra nell’interesse dell’Ateneo”.
Fabrizio Geremicca

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