A Medicina, il secondo è un anno terribile

Sessioni d’esame mal organizzate, sbarramenti per l’iscrizione agli anni successivi, “esamoni” annuali. Sono solo alcuni degli ostacoli che rendono più complicato e, talvolta, più lungo il percorso degli studenti di Medicina. “Il primo anno, a differenza di quanto si possa pensare, non è poi tanto complicato”, afferma Stefano Giliberti, iscritto al secondo anno, che è riuscito a sostenere tutti gli esami nei tempi previsti, trovando anche un buon equilibrio tra le ore da dedicare allo studio e quelle al divertimento, alle uscite. I problemi cominciano l’anno successivo, “quando sono previsti esami molto più complicati e dal programma vasto, come Biochimica e Anatomia che, secondo me, vanno ad incrementare il numero dei fuori corso”. Anatomia, Fisiologia e Biochimica sono tre esami annuali previsti al secondo anno, fonte di preoccupazioni per la maggioranza degli studenti. “C’è uno sbarramento molto duro: se non si superano questi tre esami, non ci si può iscrivere al terzo anno – sottolinea un gruppo di studenti che preferisce rimanere anonimo perché, dice uno di loro, “da noi vigono le baronie” – Il programma dell’esame di Anatomia è estremamente vasto, ma proprio per questo, e per non trascurare alcun argomento, potrebbe essere diviso in due parti, come fanno in altre Facoltà!”. 
Anatomia, perché
 non suddividere
 il programma?
“Si tratta – aggiunge un altro studente, fuori-corso proprio perché non è riuscito a sostenere l’esame di Anatomia – di memorizzare nozioni contenute in tre volumi, in tutto circa 2400 pagine! Ma non si può dividere in due parti? In questo modo, riusciremmo anche a focalizzarci meglio sui diversi argomenti!”. Il passaggio dal secondo al terzo anno appare traumatico. “Visti gli esami, per tanti diventa difficile iscriversi al terzo anno – dice Marco, 20 anni di Napoli – I docenti sono molto preparati ma dovrebbero comprendere la grande difficoltà di noi studenti nel sostenere tre esami annuali che comprendono un programma vastissimo”. “Senza dubbio, le propedeuticità sono importanti, ma vengono gestite male!”, afferma Valentina. Se si resta indietro, il calendario delle sessioni d’esame non aiuta poi tanto. Ce ne sono tre: settembre, gennaio-febbraio e giugno-luglio. “Non c’è un appello per recuperare – dice uno studente del terzo anno – tra l’altro, da settembre a gennaio ci sono quattro mesi durante i quali non possiamo fare altro che seguire le lezioni. Perché non inseriscono un appello a dicembre? Il prof. Delrio ce l’aveva promesso ma non è mai stato fatto!”. “Il problema diventa ancora più grande per i fuori-corso, i quali si vedono negare ogni possibilità per recuperare esami – afferma Emilia, studentessa al terzo anno – Insomma, prima di Natale, si potrebbe inserire un appello. Non chiediamo tanto”. Per ora, gli studenti della sede di Napoli sono impegnati a frequentare quattro giorni a settimana. “L’orario non è molto duro: seguiamo le lezioni dalle 8.30 alle 14 spostandoci tra le strutture di S. Andrea delle Dame e S. Patrizia – dice Elio, altro studente del secondo anno – ma dal mese di novembre saremo in Facoltà fino alle 15.30 per recuperare le lezioni perse a causa del ritardo con cui sono cominciati i corsi quest’anno. Allora diventerà più difficile studiare”. Una nota positiva tra tante stonate. “Visto l’inizio posticipato delle lezioni – fa notare Domenico Ippolito, rappresentante e studente del quinto anno – ad ottobre è stato inserito un appello straordinario con gli esami di Fisiologia e Metodologia clinica, rispettivamente di secondo e terzo anno, senza sostenere i quali non ci si può iscrivere agli anni successivi. A dire il vero, speravamo in un altro appello a dicembre per i fuori-corso ma, almeno per ora, non c’è stato assicurato nulla, nonostante i ragazzi lo richiedano a gran voce”. 
Bagni indecenti 
a S. Andrea 
delle Dame
Diversi gli studenti (desiderano sempre rimanere anonimi, perché “tra qualche mese ci sono gli esami”, si giustificano) che si esprimono sulla carenza delle strutture. “Nei bagni di S. Andrea non si può andare. Sono perennemente sporchi – afferma una studentessa ventenne – è un’indecenza!”. “Ci sono anche le foto su YouTube!”, interviene un collega. Intanto, se sono stati risolti i problemi di microfoni e proiettori utilizzati durante le lezioni (“anche se c’è sempre un solo proiettore”, sottolinea  Barbara, altra studentessa del secondo anno), restano quelli relativi alle aule studio. “Disponiamo di cinque aule studio che, in totale, accorpano settanta posti. Sono troppo pochi! Ci siamo sempre chiesti perché non venga ristrutturata la zona adiacente alle aule, al piano terra, che, attualmente, è in completo abbandono”.
Presso la sede di Caserta, si è partiti con “i corsi compattati”. “Seguiamo  – spiega Vincenzo Diana, rappresentante degli studenti – dalle 8:30 alle 14:30, senza alcuna pausa. Per mangiare, approfittiamo dei minuti di spacco tra una lezione e l’altra, sempre per recuperare le lezioni perse a causa della protesta dei ricercatori”. E ad oggi c’è da dire che alcune lezioni saltano. “Capita che studenti del primo anno saltino ore di lezione che non si sa quando e se verranno recuperate, per esempio quelle di Statistica, perché i ricercatori si rifiutano di fare docenza”.
Maddalena Esposito
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