A Napoli una Scuola di alta formazione per 35 architetti

A Napoli una Scuola di Alta Formazione punto di riferimento europeo e cittadino con la partecipazione di importanti nomi dell’architettura europea e con la collaborazione della Fondazione Internazionale per gli Studi Superiori di Architettura, la Regione Campania e il Pan. E’ un progetto che parte da lontano e che trova realizzazione oggi nella Scuola Superiore Europea di Architettura Urbana (SSEAU), “vi stiamo lavorando da diversi anni – spiega l’architetto Federica Visconti, una delle anime del progetto – Ha ereditato il bagaglio di dieci anni di seminari  ‘Napoli, architettura e città’ che si sono tenuti dal 1989 al 1998 e che ci hanno fatto sentire l’esigenza di creare qualcosa di stabile. Nel 2002 abbiamo presentato il progetto al Ministero dell’Università per un corso annuale in Architettura e Studi Urbani che è stato approvato e sul quale si fonda tutta la struttura didattica della Scuola”. 
Dopo la nascita del corso annuale, al termine del quale viene rilasciato un diploma di alti studi, si è sentita l’esigenza di continuare per approfondire l’offerta della Scuola con un biennio di incremento al primo anno,  come una sorta di dottorato. “Il primo anno è basato su un’attività didattica full-time, quindi molto intensa e dinamica – aggiunge la dott.ssa Visconti – Al termine di questo primo anno verranno scelti, in base al voto di diploma, cinque giovani architetti che potranno continuare con i due anni integrativi di dottorato”. Durante i tre anni a questi studenti verrà fornito un rigoroso approccio all’analisi, alla progettazione e alla costruzione della città contemporanea. “Il nostro obiettivo è quello di creare con questa Scuola un centro culturale, basato su una concentrazione progettuale e non solamente teorica. Lo stesso fatto che abbiamo deciso di chiamarla ‘Scuola’ sta ad indicare la sua inclinazione verso una struttura di tipo unitario e aperto alla città. Nostro scopo – continua Visconti – è infatti quello di creare una sinergia con le istituzioni cittadine per presentarci in maniera costruttiva e propositiva nei confronti delle più importanti questioni architettoniche urbane”. Anche tutta la didattica è improntata su queste direttive, infatti, da questo primo anno di attivazione i 35 studenti ammessi, che hanno iniziato le lezioni dal 20 novembre, si troveranno a dover lavorare su progetti concreti. Il primo anno è articolato in tre moduli (è previsto anche uno stage all’estero). Per i cinque studenti che invece verranno selezionati per passare ai successivi due anni di dottorato non si parlerà più di lezioni in aula o di laboratorio, ma il loro lavoro sarà strettamente collegato con quello della Scuola e saranno affiancati in questa attività di ricerca da un tutor e da tutto il collegio docenti. Per gli studenti, quindi, non mancheranno i momenti di studio e di ricerca grazie ad un gruppo di venti docenti d’eccellenza: Uberto Siola, Eduard Bru, Hans Kollhoff e Vittorio Magnago Lampugnani come direttori della Scuola, nonché numerosi studiosi italiani e stranieri. Ma anche l’utenza è varia, infatti si contano studenti non solo provenienti da diverse città italiane – Venezia, Palermo, Roma-  ma anche architetti rumeni e bulgari. “I Paesi dell’est guardano all’Italia come un punto di riferimento – spiega Visconti – perché noi ci siamo trovati ad affrontare prima le tematiche di recupero dei centri storici, che loro stanno affrontando adesso”. E sicuramente su questo argomento la SSEAU può vantare le lezioni di grandi esperti delle diverse scuole di pensiero: dal professor Kollhoff, allievo diretto di quella scuola tedesca più vicina all’Italia anche per esiti stilistici, ai maestri della scuola spagnola che negli ultimi anni hanno dimostrato la possibilità d’intervenire all’interno della città in maniera moderna ma rispettosa. 
La Scuola prevede l’attivazione annuale del primo anno al quale possono accedere 35 architetti selezionati in seguito ad un colloquio basato sui progetti presentati dagli stessi candidati, è interamente finanziata dal Ministero e predispone anche un rimborso spese mensile per i partecipanti.
Valentina Orellana
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