A Veterinaria boom di aspiranti matricole

“Si svolgeranno in presenza tutti i corsi del primo anno, che saranno ospitati nella sede collinare di Biotecnologie. Per le lezioni degli anni successivi al primo è prevista una giornata a settimana in presenza e negli altri giorni si andrà avanti con la didattica a distanza, quella che l’Ateneo ha sperimentato con buoni risultati in primavera. Le attività pratiche saranno tutte in Università. Abbiamo predisposto un’area di isolamento nella quale sarà trasferito, in attesa del medico, chi malauguratamente accuserà sintomi influenzali o malesseri”. Il prof. Paolo Ciaramella, Coordinatore del Corso di Laurea in Medicina Veterinaria, fa il punto sulla ripresa delle attività, dopo che ad inizio settembre si sono svolti i test a numero programmato. “La scelta di privilegiare la frequenza in aula di nuovi iscritti – sottolinea – è determinata da varie considerazioni. La principale è che chi inizia un nuovo percorso universitario ha la necessità di vivere l’Ateneo, di instaurare il contatto diretto con i docenti, di fare squadra con i suoi colleghi. Non potevamo rinunciare a tenere gli immatricolati in aula. Anche perché, giusto ricordarlo, il primo anno è quello delle materie di base, quelle che, a volte, i nuovi iscritti fanno più fatica ad affrontare”. Aggiunge: “Sono nel frattempo iniziati anche gli esami delle materie dei vari anni. Si svolgono in presenza e ci siamo attrezzati per rispettare le norme anticovid. Si misura la temperatura ai candidati, che poi ricevono una mascherina. Possono soggiornare contemporaneamente in aula al massimo otto persone, distribuite tra due postazioni. Per situazioni particolari, ad esempio ragazzi costretti alla quarantena in attesa del tampone dopo il rientro delle vacanze, c’è la possibilità di sostenere l’esame da casa tramite la piattaforma internet”. Il test di selezione per gli aspiranti immatricolati – 63 i posti in palio – si è svolto il primo settembre ed è stato il primo tra quelli dei Corsi a numero programmato dell’Ateneo. I candidati si sono ritrovati nel complesso universitario di Monte Sant’Angelo, in via Cinthia. Non sono stati segnalati particolari disagi, se non un certo affollamento all’ingresso, all’esterno dei cancelli che immettono alla sede universitaria. Prima di accedere alle aule i candidati, tutti con mascherina, hanno consegnato il modulo nel quale hanno autocertificato di non avere sintomi riconducibili al Covid e di non essere in quarantena. Quest’anno Veterinaria ha registrato una crescita vertiginosa di candidature alla prova di accesso. Si sono iscritte al test ben 1569 persone; lo scorso anno accademico i prenotati erano stati 809. Si è, dunque, registrato un incremento di 760 persone. Il dato, peraltro, va letto e calibrato anche alla luce di due considerazioni. La prima: ogni candidato ha dovuto partecipare al test nella sede di Veterinaria della città più vicina a dove risiede e non in quella che ha indicato come prima opzione. Il primo settembre in aula a Napoli, dunque, c’erano anche studenti che aspirano a frequentare Veterinaria a Bologna, a Milano, a Pisa, ma che abitano in Campania, in Molise, in Basilicata. La seconda: il giorno della prova molti candidati hanno rinunciato a presentarsi. Su 1569 persone quelle che hanno poi effettivamente sostenuto la prova sono state 995. Anche al netto di queste valutazioni, comunque, è innegabile che il Corso di Laurea della Federico II non teme perdite di interesse e, anzi, appaia in crescita nel gradimento degli studenti che si accingono ad intraprendere l’avventura universitaria. “Certamente – commenta il prof. Ciaramella – ci sono riconosciuti la buona qualità della didattica e della ricerca, la tradizione prestigiosa, gli sforzi che compiamo per offrire una didattica sempre migliore, nonostante permangano alcune critcità strutturali legate agli spazi, che mi auguro potranno essere risolte quando sarà pronta la nuova sede nella zona del Frullone. In generale, poi, al di là del caso specifico del mio Corso di Laurea, la vicenda del coronavirus ha messo in evidenza la stretta correlazione tra tutela del benessere e dell’igiene animale e tutela della salute umana e potrebbe avere giocato un ruolo nel motivare alcuni ragazzi ad intraprendere questo tipo di studi”.
Fabrizio Geremicca

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