A Veterinaria un seminario teorico-pratico sulle patologie del furetto

Sono sempre di più le persone che scelgono il furetto come animale domestico. Di conseguenza cresce l’interesse di studenti e docenti della Facoltà di Veterinaria. E fioriscono iniziative scientifiche e di aggiornamento. Ha questo scopo il seminario medico chirurgico alle complesse patologie del furetto, promosso dal Dipartimento di Patologia e Sanità Animale, che si svolgerà il 19 febbraio, alle ore 9.00, presso la Facoltà napoletana in via Delpino. E’ rivolto sia agli studenti del Corso di Laurea di Veterinaria che hanno seguito il modulo ‘Animali esotici’, sia ai laureati della Scuola di Specializzazione in Tecnologia e Patologia delle specie avicole, del coniglio e della selvaggina, ma anche ai liberi professionisti.
Spiega il dott. Dario D’Ovidio, tra gli organizzatori dell’appuntamento, “negli ultimi anni è in crescita l’interesse verso gli animali esotici in generale, e questo ha portato ad una crescente attenzione nei loro confronti anche tra chi svolge la libera professione”.
L’incontro si svolgerà in due fasi. La prima sarà una sessione teorica in cui verranno mostrate, con  foto e filmati, le principali procedure medico-chirurgiche utilizzate, approfondendo i temi delle patologie endocrine, dell’oncologia, dell’interpretazione di esami del sangue, e verrà inoltre esaminato un caso clinico oncologico. Interverranno due importanti nomi del settore come Paolo Selleri, Presidente della SIVAE (Società Italiana Veterinari per Animali Esotici) su ‘Endocrinologia: trattamento medico ed approccio chirurgico’, e Joerg Mayer, docente presso la Wildlife Clinic della Tufts University in Massacchusetts, che relazionerà su ‘Linfoma: Diagnosi e protocolli terapeutici’. La seconda sessione pratica, che si svolgerà presso l’aula Anatomopatologica, sarà un’esercitazione durante la quale i partecipanti sperimenteranno le tecniche di cui si è discusso nella parte teorica, grazie all’utilizzo di soggetti deceduti. Chi vuole partecipare a questa seconda parte del seminario è tenuto a versare un contributo di 300 euro: il limite massimo di partecipanti è di 15 persone e si privilegiano i laureati “ma – aggiunge D’Ovidio – se dovessero esserci dei posti disponibili si potrebbe dare la possibilità di partecipare anche a qualche studente”.  
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