Ad ottobre niente appelli d’esame

Riduzione degli appelli d’esame alla Facoltà di Scienze Politiche: una questione da affrontare per il Collettivo. Il calendario accademico è stato rivisto e riadattato alle esigenze che impone il nuovo ordinamento. A settembre è stato possibile sostenere esami per un solo appello, le date di ottobre (presenti gli altri anni) sono state eliminate per non creare disagi tra esami e corsi ormai avviati. “La logica consiste nel sostenere gli esami al termine dei corsi –spiega il prof. Amedeo Di Maio, Preside della Facoltà –  Ciò è scontato in qualsiasi altro Ateneo, ritengo che anche i nostri studenti debbano adeguarsi. Logicamente tutto ciò viene sperimentato e se, in fase di monitoraggio, ci accorgiamo che è meglio un passo indietro e tornare sulla vecchia strada, lo faremo”.
A novembre, è previsto un unico appello esclusivamente per gli studenti fuori corso. Per tutti gli altri, le sessioni d’esame slittano a febbraio. “Con l’applicazione della riforma Zecchino-Moratti, i ritmi di studio sono diventati davvero pressanti – dice Sebastiano del Collettivo– A Scienze Politiche, il piano di studi  prevede diciotto esami in tre anni. Non so come sia possibile concludere nei giusti tempi il percorso di studi se poi saltano le sessioni. Io non sono uno studente fuori corso, quindi non potrò usufruire della sessione di novembre. Mi tocca aspettare febbraio: quattro mesi di pausa forzata. Credo sia una gran perdita di tempo”. Il Preside, dal canto suo, ribatte: “tra gennaio e febbraio, ci saranno tre appelli e alcuni esami potranno essere sostenuti appena termineranno i rispettivi corsi, quindi anche a dicembre”.
Per essere in sintonia col nuovo calendario, per quest’anno, l’inizio dei corsi è stato anticipato al 2 ottobre, una settimana prima rispetto allo scorso anno. “I neo-diplomati che si iscrivono al nostro Ateneo, devono rendersi conto del passaggio e quindi del relativo cambiamento tra scuola e università – spiega il  Preside – Consiglio loro di partecipare alla vita universitaria frequentando i corsi oltre che studiare con regolarità. Come tutti i docenti, io sono sempre pronto e disponibile ad ascoltare e a tenere presente ogni opinione dei ragazzi”.
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