Il Dipartimento di Ingegneria ha un nuovo Direttore. Si tratta del prof. Massimo Vitelli, ordinario di Elettrotecnica. Le votazioni sono avvenute il 16 luglio e hanno decretato il docente come successore del collega Alessandro Mandolini. “Sono molto legato e grato a Ingegneria e vorrei restituire in minima parte ciò che ho ricevuto in tanti anni in termini di riconoscimenti, progetti realizzati”.
Laureato in Ingegneria Elettrica presso la Federico II, nel curriculum del professore, tra le altre cose, spiccano il primo premio a Campania Start Cup 2020 con il team EHPO (progetto di sviluppo e trasferimento tecnologico relativo al brevetto ‘Vibration Energy Harvester electronic Power Optimizer – VEHPO’) e l’aggiudicazione del finanziamento nell’ambito del bando Proof Of Concept 2020 per la valorizzazione di brevetti al fine di innalzarne il livello di maturità tecnologica, bando gestito da Invitalia per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Il prossimo Direttore, che si insedierà a novembre, parla dell’impronta valoriale che intende dare al proprio mandato: “credo in una gestione collegiale, in campagna elettorale ho parlato di istituzione di un comitato di saggi, mi avvarrò del contributo di colleghi che mi aiuteranno a limitare gli errori, che sono sempre dietro l’angolo. Ce la metterò tutta e farò del mio meglio”. Prosegue ancora sull’indirizzo di questo triennio: “continuerò a utilizzare il modello di governance basato sull’esistenza di tre aree, ovvero civile-ambientale, industriale e informazione. Il nostro Dipartimento è complesso ed eterogeneo. Le sfide che ci attendono sono importanti e diverse azioni che intraprenderemo saranno in accordo con il programma dalla prossima Rettrice, la prof.ssa Altucci”.
Sulla didattica: “bisogna agire per contrastare l’abbandono, legato soprattutto all’impatto con le materie di base al primo anno, e supportare gli studenti attivando e potenziando percorsi di tutorato mirati e corsi di recupero per gli Ofa. Sarebbe importante introdurre anche uno sportello di ascolto e orientamento in itinere per intercettare problematiche in anticipo. Una seconda azione potrebbe essere pensare a metodologie didattiche attive, ovvero far studiare i concetti prima per poi applicarli in aula, con il supporto del digitale, in particolare dell’IA. Per questo serviranno anche dei corsi di formazione per i docenti sulle nuove tecnologie per l’apprendimento. In generale, mi piace parlare di manutenzione dell’offerta formativa, bisogna tener conto delle indicazioni dei comitati di indirizzo”.
Uno degli obiettivi, anche a livello di Ateneo, sull’internazionalizzazione, è “attrarre studenti stranieri (soprattutto quelli provenienti dai paesi del Piano Mattei) e preparare i laureati a contesti globali. In questa scia, bisogna puntare anche sugli accordi per i doppi titoli, è una strategia di tutto l’Ateneo”.
Sulla ricerca, dopo la stretta sul Fondo di Finanziamento Ordinario (per la Vanvitelli l’ultimo stanziamento è rimasto in sostanza invariato) e la fine del Pnrr, “bisogna trovare i fondi per portarla avanti”. E spiega di aver bisogno di un referente: “ne ho già individuato uno, mi supporterà nell’attrazione di fondi, nel fornirmi suggerimenti, proposte per ottimizzare e aumentare la partecipazione a bandi competitivi nazionali e internazionali, a creare reti europee, a garantire collegamento tra politiche di Ateneo e singoli ricercatori. L’FFO è rimasto il medesimo grazie alla clausola di salvaguardia, ma gli adeguamenti stipendiali pari al 2,48% per i docenti lo erodono in parte, di conseguenza i margini d’azione si riducono”.
A proposito delle varie componenti del Dipartimento, Vitelli solleva una questione: “abbiamo subito una graduale diminuzione dei docenti e ricercatori, attualmente sono 113, e di personale tecnico-amministrativo, a oggi composto da 26 unità. Le prospettive per il futuro immediato non sembrano rosee. I progetti si possono portare avanti solo con il supporto di entrambe le componenti, molto dipenderà dalla disponibilità di risorse dell’Ateneo”. La proposta: “d’intesa con tutti, Rettrice, Direttore generale, altri Direttori e sindacati, penso sia necessaria una redistribuzione del personale tecnico-amministrativo. Inoltre, siamo carenti in tecnici di laboratorio, così come avremmo bisogno di supporto legale per anticorruzione e trasparenza”.
E poi, ancora sul personale tecnico-amministrativo: “la necessità del rispetto del codice dei contratti pubblici e dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) impongono dei tempi non compatibili con i progetti di ricerca. Si dovrebbe intervenire con una formazione mirata: l’IA offre strumenti importanti”. Sul famoso campus da realizzare con il Dipartimento di Architettura, progetto di cui si parla da almeno un decennio e per il quale è stata firmata un’intesa tra Ateneo e Comune di Aversa a gennaio scorso, ha ammesso: “al momento resta un sogno”. Inoltre a stretto giro, “non ci saranno ulteriori interventi sugli spazi di Ingegneria”.
Su Terza Missione e rapporti con il territorio: “credo molto nelle collaborazioni tecnico-scientifiche con i Comuni innanzitutto. Possiamo mettere a disposizione tante competenze per smart city, transizione ecologica. Dobbiamo rafforzare i rapporti anche con gli Ordini (Vitelli è stato presidente di quello degli Ingegneri di Caserta per cinque anni, ndr). Rafforzare – perché tutto questo si stava già facendo – la collaborazione con le scuole per i Pcto (Percorsi per competenze trasversali, ex alternanza scuola lavoro)”.
Poi un messaggio alle matricole: “Ingegneria da sempre è un ambito particolarmente impegnativo, ma i sacrifici vengono ripagati dal futuro professionale: a un anno dalla laurea, dicono i dati, gli studenti lavorano tutti. Noi docenti, durante il percorso, ci impegneremo a supportarli e intercettare eventuali problemi, i numeri ci consentono di curare i rapporti umani”.
Cl.Tr.
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Ateneapoli – n.15 – 2026 – Pagina 32-33







