La Triennale in Sustainable Blue Economy ha una guida ufficiale: è la prof.ssa Stefania Corsaro, docente di Metodi Matematici dell’Economia e delle Scienze Attuariali e Finanziarie. Corsaro guiderà il Corso per il prossimo triennio, forte di un’esperienza di sei anni come Coordinatrice della Magistrale in Economia e Management del Mare.
Un bagaglio di competenze che, spiega, rappresenta un punto di partenza importante per affrontare un percorso “particolarmente sfidante, caratterizzato da una forte dimensione internazionale e da una marcata interdisciplinarità, a cavallo tra tutte le discipline economiche, ma anche tra le scienze marine e biologiche”. Dopo il primo anno di attivazione – erogato a Napoli e a Cadice, con la Danzica in procinto di aggiungersi quest’anno – il Corso si prepara ad accogliere la seconda coorte di studenti. “Abbiamo avuto un primo incontro di docenti e Coordinatori del Corso degli altri Paesi europei nel mese di giugno – racconta Corsaro – È stato un momento molto importante per fare il punto della situazione e soprattutto per individuare le aree di miglioramento”.
“Ascolto, confronto e revisione continua” caratterizzeranno il mandato. L’obiettivo è tenere insieme “qualità, sostenibilità del carico didattico e centralità degli studenti”.
Una delle caratteristiche distintive del Corso è la mobilità internazionale: gli studenti devono trascorrere un anno in una sede diversa da quella in cui hanno iniziato il percorso e ogni insegnamento è affidato ad almeno due docenti, uno locale e uno straniero. Un modello che, se da un lato rappresenta un’opportunità, dall’altro impone di armonizzare sistemi universitari diversi: “La sfida è proprio quella di raggiungere una coerenza dei sistemi universitari, in termini di pratica didattica e di cultura accademica”.
Particolare è anche l’organizzazione della didattica: per consentire la mobilità dei docenti, gli insegnamenti vengono erogati in forma intensiva e ciascun corso avrà la durata di circa due settimane. “È una struttura di cui bisogna tenere conto proprio per garantire che il carico didattico non diventi eccessivo”. Il primo anno, però, ha dato riscontri incoraggianti: “Ho visto molto entusiasmo anche da parte dei colleghi nel progettare ed erogare gli insegnamenti insieme ai colleghi stranieri. È stato molto stimolante per noi e gli studenti sono stati soddisfatti”.
Per quanto riguarda il tetto massimo di iscrizioni, Napoli può accogliere fino a 30 studenti, un numero contenuto “che permette di garantire maggiore attenzione individuale e di gestire anche le attività sul campo previste da alcuni insegnamenti delle Scienze Marine”. Le iscrizioni invece sono organizzate “in più blocchi, con una scadenza anticipata per gli studenti extraeuropei in considerazione dei tempi necessari per il visto”. La selezione è affidata a una commissione internazionale e la graduatoria è unica per i tre Paesi, “con l’assegnazione alle sedi determinata anche dalle preferenze espresse dagli studenti”.
Il Corso è già stato accreditato secondo l’European Approach, “un primato in Italia di cui la Parthenope va fiera”. Ma per la Coordinatrice il traguardo che conta davvero è un altro: “costruire una comunità accademica europea unita ed efficace che, tra le altre cose, si occupi di temi di grandissima rilevanza e attualità, come la sostenibilità e l’economia blu, fortemente sentiti a livello europeo”. Conclude: “Auspico che questo Corso decolli. Stiamo muovendo i primi passi e mi auguro di vincere tutte le sfide che abbiamo davanti”.
Giovanna Forino
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Ateneapoli – n.15 – 2026 – Pagina 35







