Allarme cani randagi nel Policlinico

Un cane nero di media taglia con una caratteristica particolare, una lesione rosa sul naso, si aggira tra i giardinetti del Policlinico. “Se lo vedete, statene alla larga!”, ammoniscono gli studenti di Medicina. Il cane, infatti, ha un atteggiamento minaccioso e ha già morso più di una persona, come è capitato ad una studentessa che è corsa a farsi medicare al Pronto Soccorso del Cardarelli ed ha subito denunciato l’accaduto. “Se il cane è accompagnato dal branco è ancora peggio – avverte Marco, uno studente del II anno – Io ho avuto la malaugurata idea di attraversare un prato dove erano loro e mi hanno ringhiato contro”. Marco è tornato prudentemente indietro, ha fatto il giro dell’aiuola e gli animali si sono tranquillizzati. Episodi del genere di solito capitano nelle ore serali, quando gli studenti lasciano l’Università per recarsi a casa. Ma non è detto che i cani siano ‘poco socievoli’ anche di giorno. “Ero sul vialetto per andare alla metropolitana quando tre cani si sono avvicinati ad un ragazzo che camminava davanti a me – racconta Chiara D’Esposito, iscritta al I anno – Un pastore tedesco stava per aggredirlo ed io sono intervenuta per metterlo in fuga con l’ombrello. Il ragazzo è rimasto interdetto e se ne è scappato”.
Federica Coppola, Francesco Montefusco e Giovanna Baiano, tre studenti del II anno, sostengono di aver sentito di situazioni di questo tipo accadute ai colleghi “ma a noi non è mai capitato”, sostengono. “Attorno all’edificio 9 la pavimentazione è tutta sporca di escrementi di cani – affermano Ambra Uccello del II anno e Gianpiero Stefanelli del III – Alcuni animali dormono addirittura nell’androne dell’edificio 1”.
Gli animali si sono ambientati. Difendono il ‘loro’ territorio. Tra gli studenti c’è chi ha già sporto reclamo all’Amministrazione Sanitaria dell’Azienda Ospedaliera. “E’ assurdo che dei randagi circolino liberamente all’interno del Policlinico – afferma Clara, studentessa del I anno – Se sono qui è perché qualcuno gli dà da mangiare. Si dovrebbero sterilizzare e trasportare i più pericolosi in un canile”.
Ma ci sono anche coloro a cui la condivisione degli spazi con i randagi non dà alcun fastidio. “Si tratta di un gruppetto di cani neri innocui. Erano cuccioli e li abbiamo visti crescere”, affermano Marialisa Bisco del IV anno e Roberta Ascione del III. “Proprio stamattina gli sono passata accanto e non mi hanno degnata di uno sguardo. Forse si innervosiscono quando percepiscono che qualcuno ha paura di loro”, conclude Bianca Festa, studentessa del IV anno.
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