Architettura dice basta alla plastica

Qualche mese fa il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha lanciato la campagna Plastic Free per azzerare o comunque fortemente ridurre l’utilizzo di bottiglie e bicchieri di plastica nelle sedi delle istituzioni politiche e culturali. L’iniziativa prevede tra l’altro l’eliminazione dei distributori delle bottigliette monouso e la sostituzione con erogatori di acqua naturale o frizzante, anche refrigerata. Dopo l’annuncio di Costa molte istituzioni e aziende hanno annunciato già la loro adesione, dalla Camera dei Deputati al Ministero dello Sviluppo Economico, dall’Università di Foggia al Cnr Irsa, a tanti piccoli Comuni. In Campania arriva ora l’Ateneo Vanvitelli con un progetto che nasce dal Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale e che, dopo un anno, esaurita la fase di sperimentazione, ci si augura possa essere esteso a tutti gli altri Dipartimenti.
“L’iniziativa – dice la prof.ssa Ornella Zerlenga, che l’ha curata ed organizzata – è nata su impulso del Senato Accademico. Abbiamo preso contatto con una ditta che fornisce gli erogatori di acqua e ci siamo messi d’accordo affinché lo sistemassero proprio all’ingresso del Dipartimento. I riscontri finora sono stati molto positivi. Studenti e professori hanno aderito con convinzione, portano la loro borraccia e fanno il pieno di acqua. Si vedono sempre più raramente le bottigliette di plastica monouso in giro per le aule ed i laboratori”. Ogni tre mesi l’azienda che ha sistemato l’erogatore nel Dipartimento fornirà i dati relativi al risparmio della plastica. 
Architettura ha poi aggiunto una particolarità, un qualcosa in più al progetto, conformemente alle sue specificità culturali. “Ho proposto a due studentesse che si apprestavano a svolgere la tesi per il conseguimento della Laurea Triennale in Design di lavorare ad una campagna di comunicazione per incentivare studenti e professori ad utilizzare l’erogatore al posto delle bottigliette di plastica. Hanno preparato un bel progetto di comunicazione etica. Ne è venuto fuori un logo molto carino. È prevista anche la stampa di volantini che saranno distribuiti a chi frequenta il Dipartimento. Il logo, sotto forma di adesivo, è regalato a chiunque ne faccia richiesta per sistemarlo sulla sua borraccia”. Aggiunge la docente: “In futuro, magari già dal prossimo autunno, in concomitanza con le nuove immatricolazioni, c’è l’ipotesi di regalare a ciascun immatricolato una borraccia con il logo Plastic Free. Ci conto perché credo che anche queste iniziative rientrino nella cosiddetta terza missione dell’Università, quella relativa alla promozione della cultura nel territorio”. 
Maria Grazia e Giulia Spanò sono le sorelle che hanno progettato il marchio adesivo nell’ambito della propria tesi di laurea in Design grafico presso il Corso di studi in Design e Comunicazione. La prima ha 27 anni e lavora in un’azienda pubblicitaria di Caserta. La seconda, più piccola, ha intrapreso il percorso della Laurea Magistrale. “Il logo – racconta Maria Grazia – esemplifica l’idea che la plastica debba sparire dalla nostra vita o che, almeno, se ne debba fare un uso sempre più limitato. Abbiamo lavorato un paio di mesi alla tesi di laurea e l’abbiamo discussa ad ottobre scorso”. Aggiunge: “Siamo state entrambe molto contente di aderire alla proposta della prof.ssa Zerlenga che ci ha suggerito come argomento della tesi la campagna Plastic Free. Ci è sempre piaciuto il settore della comunicazione etica e, dunque, abbiamo lavorato con entusiasmo. Credo e spero che il risultato finale sia buono. Mi auguro, soprattutto, che davvero il logo aiuterà chi vive il Dipartimento a riflettere su come un semplice gesto, l’utilizzo di una borraccia al posto della plastica monouso, moltiplicato per tante persone e per 365 giorni all’anno, possa contribuire a ridurre il problema dell’inquinamento ambientale”. Riguarda, quest’ultimo, la terra ed il mare, che è sempre più invaso da micro e macroplastiche. Una indagine condotta qualche tempo fa da Goletta Verde di Legambiente, durante la quale sono stati monitorati 2600 chilometri di mare con 205 ore di osservazione, ha offerto un quadro sconfortante della situazione in Italia. Su 2597 rifiuti galleggianti avvistati, il 95% è plastica: in media 32 ogni chilometro quadrato con i valori massimi nel Tirreno centrale con 51 per chilometro quadrato. Particolarmente grave il fenomeno dell’inquinamento da microplastiche, che arrivano dai cosmetici, dai dentifrici, dal lavaggio degli abiti in fibra sintetica e da altre fonti. Una indagine su sei isole le ha rilevate ovunque. I valori massimi sono stati riscontrati ad Ischia.
Fabrizio Geremicca
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