Aule multimediali: “sei studente di Sociologia, non entri”

Alle 12:50 del 9 maggio, Mario Diego Petruzziello si reca presso l’aula informatizzata dell’edificio di Giurisprudenza sito in via Porta di Massa n.32. Nota che due postazioni sono libere, consegna il suo badge per entrare, ma si sente chiedere anche il numero di matricola. Lo fornisce all’addetto, il quale, trovandosi di fronte a una matricola di Sociologia, risponde: “questi computer sono riservati agli iscritti di Giurisprudenza, lei non c’entra niente”. Un sopruso? Mario Diego ritiene di sì, e scrive ad Ateneapoli una lunga mail in cui racconta l’accaduto e motiva con citazioni tratte dalla home page del sito http://auledidattiche.unina.it la sua convinzione di aver subito un torto. Non solo. Scrive anche alla preside della Facoltà di Sociologia, prof.ssa Enrica Amaturo, che gli risponde immediatamente promettendo che chiederà spiegazioni al preside della Facoltà di Giurisprudenza, prof. Michele Scudiero. “Il responsabile dell’aula multimediale mi liquida – scrive Petruzziello, che è iscritto al terzo anno del corso di laurea in Culture digitali – e aggiunge, inoltre: ‘dia un’occhiata al regolamento affisso al muro, è tutto scritto lì!’. Lo leggo attentamente, ma (e la cosa non mi sorprende) non riscontro alcunché circa divieti di accesso per studenti non afferenti alla Facoltà di Giurisprudenza”. Conclude: “quello che è successo a me è una discriminazione! Nessuno può negarmi il diritto allo studio, l’accesso alle biblioteche, alle risorse, al sapere! Nessuno potrebbe dirmi: ‘Si accomodi fuori, questo è un luogo riservato’ ”. Ma è proprio così? Lo studente cita quanto riportato sul sito. “Le aule didattiche multimediali sono punti di accesso alla rete internet dislocati in varie strutture dell’ateneo. Possono accedervi tutti gli studenti regolarmente iscritti. Le aule mettono a disposizione un numero variabile di postazioni standard (PC o Mac) variamente equipaggiate. (…) Per l’uso delle postazioni è necessario effettuare una regolare prenotazione, che deve essere comunicata durante l’orario di apertura dell’aula, esibendo il libretto universitario o la tessera magnetica universitaria”. Secondo lo studente sul sito, nell’elenco delle aule multimediali disponibili, figura anche quella inerente al caso in questione. Effettivamente, tra le aule cosiddette “ad informatizzazione pesante”, cioè con accesso alla rete internet, in via Porta di Massa 32 ne vengono segnalate ben 4, di cui 3 da 30 posti e una da 36. Vengono indicate come aule gestite dal CSI, il Centro di ateneo per i Servizi Informativi, e difatti, come Petruzziello racconta, su un cartello affisso fuori dall’aula, è segnato un numero di telefono del CSI da chiamare in caso di problemi (0812537482). Tuttavia, il preside di Giurisprudenza, contattato da Ateneapoli, ha ribadito che le aule multimediali di via Porta di Massa sono riservate agli studenti della sua facoltà. “Queste aule sono state attrezzate dalla nostra facoltà con fondi ministeriali nell’ambito di un preciso progetto di informatizzazione e sono destinate ai nostri insegnamenti”, dice. “Abbiamo ben 4 insegnamenti di lingue e due di informatica, le aule multimediali servono per quelli. Come tutti sanno, il numero dei nostri studenti è estremamente elevato, e se consentissimo l’accesso anche agli studenti delle altre facoltà, il fine per cui abbiamo realizzato le aule verrebbe vanificato. Potremmo prendere in considerazione qualche caso particolare, venire incontro alle esigenze di qualche studente che abbia delle esigenze specifiche. Se questo ragazzo si fosse fatto vivo, avremmo trovato una soluzione. Ma sia chiaro che le nostre aule multimediali non sono un servizio di ateneo, servono esclusivamente la facoltà”.
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