L’Orientale. Gli studenti, tra lezioni e studio individuale

Il secondo semestre è ormai entrato nel vivo. Lezioni dal mattino al pomeriggio, studio nei giorni liberi e nei buchi tra un corso e l’altro. Tutto in prospettiva degli esami che si avvicinano. Per le studentesse e gli studenti di Studi Letterari, l’anno accademico procede tra gli insegnamenti annuali (quelli di lingua) e non, che scandiscono tempi e priorità. Roberto Romano, iscritto al primo anno della Magistrale in Letterature e culture comparate, sta facendo i conti innanzitutto con il passaggio dalla Triennale: “sicuramente la mole di studio è un po’ più consistente – io studio cinese e spagnolo – soprattutto nel caso della prima lingua, il livello si alza parecchio, com’è giusto che sia.

Mi sto abituando”. Al momento sta frequentando le lezioni di “Cinese 4, Spagnolo 4 (il professore Roberto Mondola è davvero bravo, bisogna dirlo), Filologia romanza e Glottologia e Linguistica storico-comparativa, che sto trovando parecchio tosto. C’è molto da imparare e qui si percepisce la vera differenza rispetto al tipo di studio di tre anni precedenti”. Riccardo Matacena, studente del primo anno di Lingue e culture comparate, prova a trarre un primo bilancio di questo inizio dell’esperienza universitaria.

E parte dalle difficoltà logistiche e organizzative: “sono casertano e faccio il pendolare tutti i giorni, devo dire che è difficile frequentare tutte le lezioni, talvolta si creano accavallamenti tra vari corsi e non sempre riesco a seguire tutto. Sto vivendo questa situazione ora, al secondo semestre, infatti darò un esame da non frequentante”. Sugli esami sostenuti: “ho avuto qualche problema con Letteratura italiana contemporanea. Era molto importante esserci durante le lezioni, cosa che per i motivi che ho spiegato non sono riuscito a fare sempre, infatti all’esame ho dovuto accettare un voto non troppo soddisfacente perché la preparazione non era delle migliori”.

Per quanto riguarda gli idiomi scelti, Riccardo ha optato per tedesco e cinese. È nel pieno della prima annualità e le relative verifiche si avvicinano: “il primo l’ho già studiato al liceo, ho maggiore dimestichezza, anche se le lezioni frequentate al primo semestre non mi hanno fatto impazzire, troppa Linguistica, speravo di approfondire di più il lessico, per esempio. Al secondo semestre invece è iniziato Letteratura tedesca, che mi stimola molto di più.

Al cinese invece ho bisogno di abituarmi un po’, soprattutto per assorbire un metodo di studio adeguato, ma piano piano ci sto riuscendo e conto di dare l’esame”. Alessia Pedalino è studentessa della Magistrale in Lingue e letterature americane, studia inglese e polacco. A sorpresa, è la prima lingua che la sta mettendo più in difficoltà. E ha spiegato nel dettaglio perché: “la struttura dello scritto – un listening e una parte di grammatica, con punteggio minimo da raggiungere per arrivare all’orale – richiede un livello di preparazione davvero alto. Ho già avuto difficoltà al terzo anno di Triennale, infatti ho dato lo stesso esame tre, quattro volte.

Di sicuro si tratta di uno snodo molto importante ed è giusto che la richiesta sia di un certo tipo, al tempo stesso, nonostante il tanto studio, non è detto si riesca a superarlo, perché in sostanza il livello di padronanza della lingua deve corrispondere a un C1, quindi si tratta di finezze, conoscere tantissime espressioni inglesi. È tosta”. Sul polacco il discorso è diverso: “mai avuto problemi”.

Sul resto dei corsi che sta seguendo in questo periodo: “Filologia slava, che sto trovando davvero simpatico e non me lo aspettavo, il prof. Alessandro Maria Bruni è molto bravo e sa destare il nostro interesse, poi Analisi del testo e traduzione letteraria inglese e Letteratura italiana”. Chiude Mariarosaria Palo, iscritta alla Magistrale in Lingue e comunicazione in area euromediterranea, che ha optato per spagnolo e arabo – che sta studiando però solo da un anno.

“In questo momento sono alle prese con le lezioni di Spagnolo, Linguistica spagnola, quello che preferisco dato che lo studio da anni, e Critica letteraria, sicuramente il più difficile, gli argomenti sono più filosofici”. Una battuta sull’arabo: “è stata senza dubbio una scelta giusta, guardando al futuro credo che anche una piccola base possa tornare utile. Bisogna anche dire che se non si è costanti, ci si perde: basta saltare una lezione e ci si ritrova nei casini, gli aspetti più difficili da gestire sono il parlato e la pronuncia. Formulare le frasi è complicato”.
Claudio Tranchino

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Ateneapoli – n.7 – 2026 – Pagina 40-41

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