Benedetta e Valentina: impegno e passione civile

Dalle attività condotte durante gli incontri del Laboratorio sull’Economia e il Management delle Imprese Criminali (LEMIC), promosso dal prof. Roberto Vona con esponenti di spicco del mondo della Magistratura e delle Forze Armate, è nato un filone di studi e ricerche che ha attratto tanti giovani, come le due ragazze delle quali raccontiamo la passione e l’impegno civile, nato seguendo le lezioni e maturato durante il Corso di Perfezionamento per la professione di Dottore Commercialista (PERDOC) e il relativo praticantato nell’ambito dell’Amministrazione Giudiziaria. Benedetta Grieco, 26 anni, napoletana, ha conseguito l’anno scorso la Laurea Magistrale in Economia e Commercio con una tesi sulla gestione di un’azienda interessata da un provvedimento giudiziario in corso, del quale si sta ancora occupando. “Sono una statalista convinta fin dalla nascita, ma ho scelto il mio ambito di studio grazie al LEMIC. Fino ad allora avevo affrontato questi argomenti solo marginalmente, mai con un punto di vista pragmatico, e, sebbene fosse mia intenzione intraprendere la libera professione, immaginavo che solo un avvocato potesse scegliere la strada del Curatore Fallimentare. Grazie al Laboratorio ho scoperto che non è così e ora ho la possibilità di trasformare la mia vocazione in un lavoro”, dice la studentessa che si è iscritta ad Economia per seguire le orme del padre – laureato in Ingegneria ma esercita la funzione di Amministratore Delegato – e diventare manager. Con il
tempo, i suoi interessi l’avvicinano alla prospettiva della libera professione. Racconta con trasporto del suo lavoro e dei problemi che sta imparando ad affrontare: “prima della confisca, la maggior parte delle aziende ha grandi difficoltà; blocco degli investimenti e delle forniture, carenza di clienti. Di fronte all’ipotesi della vendita si contrappongono due scuole di pensiero: una favorevole perché ormai l’attività non è più produttiva, l’altra contraria perché lo ritiene un bene dello Stato. Nel mezzo le leggi presentano punti di forza e di debolezza”. Davanti a due strade chiuse, perché non proporne una terza? “Affittarle a giovani imprenditori, sul modello di Libera Terra, e creare dei fondi pubblici, magari con finanziamenti europei, per dare garanzia alle banche. In questo modo noi giovani potremmo inserirci in questi settori problematici”. Consiglia a tutti di partecipare al Corso: “indica una strada. Le Mafie condizionano le vite di tutti, dobbiamo avere consapevolezza dei modi in cui agiscono, per distaccarcene, per scegliere, e altri potrebbero fare del loro sogno di migliorare il mondo un lavoro”. Valentina Rescigno, 25 anni, Laurea Magistrale in Economia Aziendale, la sua parte la sta già facendo. Eletta nel 2015 nelle file di una lista civica, è Assessore all’Ambiente del Comune di Mariglianella con delega alla Trasparenza. Ha incontrato il Laboratorio sull’Economia Criminale come esponente dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), con la quale ha anche seguito una Scuola di formazione sui Governi locali e le Politiche Europee, conclusasi con un viaggio a Bruxelles: “la passione politica è nata ai tempi del liceo. Sono sempre stata combattiva e interessata a quello che succedeva nel mondo. Per questo ho scelto Economia – dice di sè stessa – Prima ancora di laurearmi, ho deciso di mettermi al servizio dei miei concittadini e, al tempo stesso, di arricchirmi come persona, facendo convivere e comunicare fra loro l’esperienza amministrativa e quella professionale, che forniscono due punti di vista diversi sugli stessi problemi”. Una bella sfida per quella che si definisce ‘una ragazza della Terra dei Fuochi’: “di roghi, nel nostro territorio comunale, ce ne sono stati pochissimi, ma al confine se ne verificano spesso, per questo abbiamo aderito ad un patto territoriale con gli altri comuni limitrofi”. Per la sua tesi finale si sta interessando di riciclaggio di denaro all’interno delle sfere societarie (“purtroppo ad Economia manca un esame di Diritto Penale”). Sottolinea: “se il Codice antimafia ha rappresentato una rivoluzione perché riordina argomenti altrimenti prima frammentati, lascia, però, ancora l’Amministratore Giudiziario come una figura ibrida e lacunosa”.
Simona Pasquale
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