BIM: una nuova sfida per la stagione 4.0 della progettazione

Il galoppante inserimento nel mondo professionale italiano del BIM, acronimo di ‘Building Information Modeling’, un modello che contiene tutte le informazioni riguardanti l’intero ciclo di vita, dal progetto alla costruzione, fino alla demolizione e dismissione, di una struttura, sollecita la realtà accademica a formare i futuri tecnici con spiccate competenze in questo campo. Particolarmente sensibile alla tematica è il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile ed Ambientale che ha stipulato numerosi tirocini con gli Uffici tecnici dell’Ateneo e imprese che operano a livello nazionale nell’ambito delle costruzioni. In corso diversi lavori di tesi che vedono come protagonista indiscusso il BIM. Motori di questa iniziativa sono la prof.ssa Lia Maria Papa e il prof. Pierpaolo D’Agostino. “È fondamentale – spiega la prof.ssa Papa – dare ai ragazzi una formazione pratica e per questo abbiamo stipulato tirocini con l’Ufficio tecnico. I ragazzi, durante l’attività di stage, si occupano di trasferire il materiale dal bidimensionale al BIM, il loro lavoro viene poi utilizzato dall’Ufficio tecnico come base per i concorsi. Sempre nell’ottica  di avvicinare i ragazzi a questa realtà, stiamo organizzando un seminario interamente dedicato al BIM che si terrà il 7 giugno presso l’Aula Bobbio della sede di Piazzale Tecchio della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base. La partecipazione al convegno è aperta a tutti gli interessati!”. 
Entusiasti dei lavori che stanno svolgendo, gli studenti. Maria Cerella, laureanda alla Magistrale in Ingegneria Edile, racconta: “Il mio lavoro di tirocinio e tesi riguarda la modellazione HBIM di un edificio di elevato interesse storico-architettonico, nello specifico si tratta della Basilica di Santa Croce a Firenze. La modellazione sta procedendo per zoom consequenziali in cui i LOD (Livello di Dettaglio) degli elementi digitali saranno via via affinati, fino a raggiungere il massimo LOD possibile per la Cappella Bardi. Questo lavoro mi affascina perché mi offre l’occasione di sperimentare, in modo del tutto operativo, l’applicazione della metodologia BIM ad edifici appartenenti al patrimonio culturale, tematica ancora in fase di sviluppo dal punto di vista operativo ma ampiamente affrontata in letteratura. Difatti, il BIM è diffuso e maturo per le nuove costruzioni, ma per il patrimonio storico-architettonico presenta ancora delle criticità dovute alle intangibili ed inestimabili caratteristiche e specificità degli elementi architettonici”. Attività, queste, che aiutano a proiettare gli studenti nel mondo lavorativo: “perché permettono di interfacciarsi con professionisti del settore. La realtà lavorativa si sta orientando sempre di più al nuovo approccio BIM, il che segnerà sicuramente un passo in avanti. Inoltre, – prosegue Maria – sarebbe molto utile per noi studenti se si investisse maggiormente nella formazione universitaria rendendo, dunque, obbligatori più esami su questa tematica, oppure incentivando convegni come quello del 7 giugno, cui sicuramente parteciperò”. Dello stesso parere il suo collega Antonio Manuel Esposito, il quale aggiunge: “questo convegno penso sia molto utile, in quanto parla delle tematiche BIM in modo ampio e a partire da esperienze pratiche, maturate in materia. Mettere in luce pro e contro, riscontrati durante i vari casi studio condotti, può contribuire a una maggiore consapevolezza da parte di tutti gli attori che si interfacciano a questa nuova metodologia”. Durante l’attività di tirocinio, il laureando sta “testando l’applicazione della metodologia BIM all’edilizia esistente, la cui sperimentazione è ancora in fase embrionale. A partire dalla mia esperienza penso, però, che ci sia la necessità di revisionare tutti i processi decisionali legati all’edilizia. Solo così sarà possibile sfruttare appieno le proprietà multidisciplinari della metodologia BIM e riuscire ad applicare gli obblighi introdotti dal Decreto Ministeriale 560/16, noto anche come Decreto BIM, grazie al quale nel settore pubblico nasceranno nuove figure professionali (BIM Manager, BIM Specialist, BIM Cordinator) e quindi nuovi sbocchi occupazionali”.
Maria Maio
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