Cesaro e Pollice, docenti di Diritto Civile al Secondo Corso

Ancora volti nuovi tra i docenti che hanno iniziato i corsi a Giurisprudenza da pochi giorni. Questa volta facciamo conoscenza con due civilisti: il professor Ernesto Cesàro ed il professor Paolo Pollice. Incaricati ufficialmente dalla facoltà solo lo scorso 30 ottobre, i docenti hanno già cominciato le lezioni al Secondo Corso di Laurea (ricordiamo che si tratta solo della prima annualità del Diritto civile), seguendo questo calendario: prof. Cesàro lunedì, martedì, mercoledì dalle ore 9 alle 10 nell’aula A7 del nuovissimo edificio di via Marina, stessi giorni e stessa aula, ma dalle ore 13 alle 14, per il professor Pollice.
“Provengo dalla Facoltà di Economia, dove insegnavo Istituzioni di diritto privato -si presenta così il professor Cesàro-, per cui direi che sono abituato alle grosse platee. Pensi che quando ero a Salerno seguivano le mie lezioni non meno di 850 studenti, tutti mantenevano l’attenzione fino alla fine. Il mio corso a Giurisprudenza si articolerà essenzialmente in una parte generale, sul contratto, ed in una speciale, sul contratto col consumatore. Conto di far adottare ai ragazzi il testo di Bianca e, in aggiunta, il mio libro in materia di tutela dei consumatori; non escludo che su argomenti di rilevanza più specifica saranno tenuti dei seminari di approfondimento”.
Scherziamo un po’ col professore tirando in ballo l’omonimia del suo cognome con quella di un altro civilista della facoltà. Cosa che potrebbe ingenerare confusione negli studenti… “Lei sta sicuramente parlando di mio fratello, che collabora con la cattedra del professor Grasso. Io mi distinguo da lui, per l’età e non solo…”, specifica il docente e si riprende a parlare di didattica. “Credo che inizieremo i seminari solo dopo aver trattato i temi del corso, che, tra l’altro, sono molto belli e di rilevanza pratica, si pensi alle strette relazioni col diritto comunitario. Che poi è uno dei sistemi principali attraverso i quali si creano le regole moderne. Inutile dire che i ragazzi, prima di affrontare l’esame, devono conoscere a perfezione gli istituti di diritto privato; per questo è utile una ripetizione del manuale di Privato e rileggere proprio la parte sul contratto, che è il tema portante del corso. Raccomando l’uso del codice. Quello dell’esame è un momento di grande serietà ed impegno, vorrei continuare ad avere qui le grandi soddisfazioni che ho già avuto insegnando in giro per l’Italia, da Cagliari a Siena a Salerno”.
Proviene da Scienze Politiche dove insegnava Diritto privato, il prof. Pollice. Ci spiega subito perché è legato a doppio filo a Giurisprudenza.
“Sono un allievo del professor Rascio -esordisce il docente-, per cui ho una impostazione di insegnamento che forse ricorda quella del mio maestro. Il corso di Diritto civile è diviso in due annualità, quest’anno affronterò due grandi temi: il contratto ed i diritti reali. Nella seconda annualità si parlerà, invece, di tutela dei diritti civili, rimedi e tutela dal punto di vista del diritto privato. Per quanto riguarda i testi, il programma prevede un mio libro di 200 pagine sui diritti reali, uno del professor Cataudella, sul contratto ed uno del professor Di Maio, sulle tutele. E’ un programma contenuto, anche nel numero di pagine, perché credo che il diritto civile sia materia specialistica del diritto privato, allora conviene puntare su argomenti monografici. I programmi ampi spesso disorientano e non permettono la focalizzazione di tematiche particolari”.
Passiamo dunque ai consigli per gli studenti.
“Che dire, per superare questo esame è fondamentale la conoscenza delle Istituzioni del diritto privato. Lo studente non deve credere che sta studiando cose che stanno in cielo, ma fenomeni che si verificano in ogni momento della giornata. Il contratto è strumento di integrazione nei rapporti, ogni discorso ha potenzialmente una ricaduta pratica nel civile. Gli studenti che sostengono l’esame dovrebbero avere già superato il primo impatto con la terminologia civilistica, per cui ci aspettiamo da loro un uso corretto della stessa. Non dimentichiamo che a Scienze Politiche il diritto privato è solo materia di complemento, ma qui no. E’ materia fortemente professionalizzante, poi c’è da rispettare la grande tradizione civilistica che vanta la facoltà…”.
Marco Merola
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