Chimica generale da paura per la mole di studio

Chimica generale, Fisica applicata, Matematica e tecniche computazionali. È questa la triade che ha dato il benvenuto alle matricole di Biotecnologie per la salute. Dopo mesi di lezione, esperienze di laboratorio e prove intercorso è arrivato il tempo dei bilanci. Non ha alcun dubbio su quale sia lo scoglio, Marco: “sicuramente Chimica Generale, oltre che per la mole di studio, anche perché l’orale, diversamente dalle altre due materie, è obbligatorio”. Primo assaggio alle prove intercorso: “sono state molto utili. Ti rendono consapevole di quanto tu sia veramente preparato”. Per lui è stato un crescendo l’approccio alla Chimica: “abbiamo sostenuto due prove. La prima è andata male, alla seconda, invece, ho avuto 28. Mi è servito un po’ di tempo per acquisire la mentalità universitaria. Lo studio è cambiato radicalmente. A scuola puoi concederti qualche giorno di pausa. All’Università, invece, è importante mettersi sempre in discussione”. Obiettivo per la sessione: “accettare i voti ottenuti allo scritto per Matematica e Fisica. Per Chimica, invece, spero di trasformare all’orale il 28 dello scritto in 30”. Viviana: “la mia preoccupazione è per Fisica, perché non adoro la materia, ma il vero scoglio è Chimica perché il programma è enorme e tocca tutti gli argomenti possibili”. Per lei 30 e lode alla prima prova intercorso e 28 alla seconda. Abbastanza per stare tranquilli? Sembra di no: “l’orale mi terrorizza. Lo studio è su un libro di migliaia di pagine, slide e integrazioni. Non è facile studiare la Chimica in maniera così approfondita”. Si chiama Matematica, invece, l’incubo di Antonella, che spiega: “vengo da un Liceo Classico, quindi l’ho studiata poco. Al quinto anno ci siamo fermati ai limiti. All’Università, invece, è stato affrontato un programma che va dai limiti in poi, quindi per me è tutto nuovo. Ho deciso di rinviare l’esame a febbraio”. Per lei, che sogna un futuro da ricercatrice – “e sono convinta di aver scelto la strada giusta” – il pollice si alza di fronte alle prime prove pratiche: “durante il corso siamo stati in laboratorio due volte. Lavorare in gruppo è stato molto interessante”. Ha già deciso di spostare alla sessione estiva l’appuntamento con Fisica, Ludovica: “ho preferito dedicarmi completamente all’orale di Chimica, che terrò a febbraio”. Punto di partenza sono un 25 e un 20 ottenuti rispettivamente alla prima e alla seconda prova in itinere: “sono state positive per rompere il ghiaccio. La prof.ssa Lucia Falcigno ci è stata molto d’aiuto in tal senso. Ha lavorato molto sulla nostra ansia. Era per noi la prima prova e la preoccupazione era evidente”. Dell’orale preoccupa la mole di studio: “è un libro enorme ed è difficile memorizzare tutti i particolari. Ho assistito a qualche prova orale per capire la tipologia di domanda. Non è semplicissimo. Due miei amici sono stati bocciati e una studentessa ha avuto 20 nonostante il 30 alle prove intercorso. Io, comunque, non mi sono fatta influenzare dai risultati altrui. Ho preferito concentrarmi sugli argomenti chiesti dalla docente”. Sui mesi in aula: “sono stati molto positivi. Mi è piaciuta particolarmente l’attenzione destinata alle esercitazioni e le attività di laboratorio in piccoli gruppi”. Si unisce al coro Leone, studente del primo canale: “Chimica (prof.ssa Filomena Rossi) è assolutamente l’esame più complesso. Ho programmato l’orale a febbraio per poter dedicare più tempo possibile allo studio”. In merito ai corsi: “sono andati benissimo. I docenti sono stati bravi a farci appassionare”. Esperienza di laboratorio: “è stata perfetta, in ambienti e con strumenti nuovi. Abbiamo svolto esercizi di base semplici, ma molto utili per comprendere al meglio ciò che abbiamo affrontato da un punto di vista teorico”.
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