Come diventare avvocato in uno studio legale internazionale

“La mia esperienza da avvocato mi porta a consigliarvi di iniziare, da studenti, a migliorare il vostro inglese. Andate all’estero per seguire corsi di perfezionamento sulle materie che vi piacciono, preparatevi ad inserirvi nei grandi studi di pratica forense. Sono scelte che richiedono un grande sacrificio ma allo stesso tempo vi permettono di crescere dandovi tante soddisfazioni”. Queste le parole pronunciate dall’avvocato Ferdinando Bruno, ex studente, napoletano che ha partecipato alla manifestazione organizzata il 10 maggio dall’Elsa in collaborazione con il prof. Massimo Iovene “Colloqui di Orientamento Professionale sulla Professione di Avvocato”. “L’iniziativa- spiega Federico Baffi, segretario generale dell’Elsa- è nata nell’ambito di un progetto partito un anno fa con i colloqui di orientamento professionale ai principali sbocchi di Giurisprudenza. Con quest’evento offriamo ai ragazzi l’opportunità di conoscere direttamente come funziona uno studio legale internazionale. Purtroppo a Napoli la realtà degli studi legali è diversa che a Roma e a Milano, dove vi sono maggiori imprese, maggiori capitali e una diretta collaborazione con l’estero”.
Nell’aula Arcoleo ci sono moltissimi studenti. Tutti ascoltano interessati e aspettano il momento opportuno per porre domande mentre i giovani avvocati intervenuti raccontano il loro lavoro. “Lo studio legale Allen & Overy che noi rappresentiamo – spiega l’avvocato Stefano Parlatore- ha la sede principale a Londra, vi sono poi studi a Milano, Roma, New York, in Medio Oriente, in Russia, in Polonia. In Italia lo studio è organizzato in cinque Dipartimenti: Finanziario, Societario, Mercato dei Capitali, Contenzioso e arbitrati, Tributario e fiscale. All’interno di ogni Dipartimento, poi, vi sono ulteriori aree di specializzazione. Il nostro lavoro prevede una grande mobilità. Bisogna essere disposti a viaggiare, conoscere l’inglese. Occorre anche specializzarsi in un campo specifico. Quando un neo laureato entra in uno studio come il nostro, si cerca di assecondare il suo interesse ma poi si ruota anche tra i vari dipartimenti per poter dimostrare un’attitudine a 360 gradi. Alla fine della rotazione si decide. I ragazzi che preparano l’esame di abilitazione alla professione di avvocato interrompono temporaneamente l’attività presso lo studio per poter studiare. Lo studio, inoltre, offre ai propri avvocati corsi di lingua, programmi di formazione manageriale e di valutazione continua delle competenze tecniche per prepararsi al meglio nei confronti dei clienti. L’opportunità di essere sempre aggiornati è unica”. 
“La difficoltà maggiore – spiega Laura Fracazi di Allen & Overy- sta nei rapporti con l’estero. E’ complicato far capire ad un collega straniero perché una legge italiana sia fatta in quel modo. Inoltre, lavorare insieme a volte diventa complicato e quindi si deve trovare un equilibrio che ti permetta di stare bene con il tuo team”. E prosegue: “chi fa l’avvocato deve chiedersi tre cose: perché si sta facendo una ricerca, a cosa ci può servire e soprattutto cosa vogliamo ottenere”. 
I ragazzi ormai completamente rapiti dai discorsi incominciano a formulare qualche domanda: Come si accede ad uno studio così prestigioso, come si valutano i curriculum? “E’ necessaria la conoscenza della lingua inglese – spiega il dott. Parlatore- Si prendono in considerazione il voto di laurea, le esperienze formative e attività lavorative presso studi legali, i programmi di scambio con l’estero e tutte le attività ed esperienze che evidenzino assunzione di ruoli di responsabilità. Naturalmente è necessaria non solo una buona formazione universitaria ma anche la voglia di arrivare”.
Il prof Iovene chiede: cosa si aspetta uno studio come il vostro da uno studente? Cosa bisogna insegnare ai ragazzi? “Bisogna insegnare ai ragazzi come mettere in pratica ciò che si studia- ribadisce la Fracazi- Ad esempio i neo laureati hanno difficoltà nel ricercare le fonti del diritto, di fronte ad una banca dati si rimane impalati perché non si conosce la parola chiave che può essere utile nella ricerca”.
Chiediamo all’avv. Bruno cosa ricorda della sua esperienza alla Federico II. “Ricordo un’università troppo affollata, un luogo dove mancava il contatto con il professore, un posto per fare esami insomma. A Londra le classi dei master sono composte al massimo da venti persone. Ma non rinnego che questa sia un’ottima facoltà”. 
Mentre gli studenti si apprestano a consegnare i curriculum, il presidente dell’Elsa Andrea Alberico ringrazia gli avvocati per la disponibilità: “siamo soddisfatti di aver portato a conoscenza degli studenti come funziona un importante studio legale”.
“Quando ho cominciato il corso di Diritto del commercio internazionale – spiega il prof. Iovene- ho immaginato questa chiusura per fornire indicazioni agli studenti su come muoversi da Napoli, come contattare uno studio legale importante”. 
“Spero che leggano il mio curriculum”,  dice Biagio Fusco, studente prossimo alla laurea. “Il professore ci ha consigliato di non perdere questa grande opportunità, non si sa mai!”, aggiunge Raffaella. Diverse le motivazioni – e l’umore- di Carmen di Marino, laureata da quattro anni: “ho un master, ho studiato a Londra, ho fatto pratica in uno studio di Milano ma la Allen & Overy non mi ha mai contattata. Sono demotivata ma cerco di non arrendermi. Speriamo che sia la volta buona”. 
Chi volesse tentare un colloquio presso lo studio Allen & Overy può inviare il proprio curriculum a questi indirizzi di posta elettronica: valeria.marra@allenovery.com e  marzia.grugni@allenovery.com 
Susy Lubrano
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