Con Rosetta Stone è più semplice imparare le lingue

Imparare una lingua per comunicare con il mondo: l’Università Vanvitelli ha messo a disposizione di tutta la sua comunità accademica corsi di lingua gratuiti, grazie alla piattaforma per l’apprendimento linguistico Rosetta Stone. Molto ampia è l’offerta di Rosetta Stone Catalyst, ben 24 lingue: inglese americano, inglese britannico, francese, tedesco, spagnolo latino-americano, spagnolo castigliano, portoghese, brasiliano, cinese mandarino, arabo, olandese, filippino (tagalog), greco, ebraico, hindi, italiano, giapponese, coreano, persiano (farsi), polacco, russo, svedese, turco, vietnamita.
Questa nuova opportunità è stata presentata, via Teams, venerdì 19 marzo.
Ad aprire l’incontro, porgendo i saluti istituzionali, è il Rettore Gianfranco Nicoletti che fa leva sull’importanza di possedere elevate e performanti skills nelle lingue, in un mondo interconnesso e internazionale: “In una realtà sempre più multilingue e globalizzata, le competenze linguistiche costituiscono un requisito fondamentale per inserirsi nel mondo del lavoro e per accrescere la capacità di interazione del proprio bagaglio culturale”. Il programma Rosetta Stone “è uno dei software di maggiore successo per l’apprendimento delle lingue, altamente qualificato e riconosciuto in ambito internazionale. Consente un approccio alle lingue moderno e interattivo, con contenuti variegati e performanti. La piattaforma è uno strumento integrativo, non sostitutivo, dei normali corsi di lingua tenuti in presenza e/o in modalità DAD. I nostri docenti potranno servirsi di Rosetta Stone come meglio credono per coadiuvare l’apprendimento dei propri studenti”. Uno dei punti di forza dell’Ateneo, ricorda, è proprio l’internazionalizzazione: “Abbiamo, dunque, deciso di offrire a studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo la possibilità di accedere ad uno dei 24 corsi di lingua online presenti su tale piattaforma. Siamo, credo, tra le poche università in Italia a promuovere questa azione in maniera gratuita”. L’auspicio “è che il progetto riscuota ampio successo e che ci possa aprire, in futuro, a sempre più nuove e interessanti iniziative”. Sottolinea l’entusiasmo degli studenti anche la dott.ssa Annamaria Gravina, Direttore Generale, poi prosegue: “Ringrazio il professor Minucci e la dottoressa Luise per la proposta di Rosetta Stone che arriva in un momento particolare. Siamo ancora in una fase di chiusure e quale migliore occasione per l’impiego di questo strumento attraverso i nostri computer, tablet o cellulari”. Anche da parte sua, l’auspicio è proseguire “nell’accoglienza di idee fortemente innovative che permettano ai nostri studenti di uscire dal loro guscio e prepararsi per essere accolti in Europa”. Rimarca l’importanza della comunicazione internazionale anche il prof. Sergio Minucci, Delegato di Ateneo per l’Internazionalizzazione e la Mobilità: “Internazionalizzazione significa soprattutto mobilità, andare in altri Paesi. E, senza una buona conoscenza delle lingue, questo diventa difficile”.
Ripetizione, continuità ed esercizi
È la volta del dott. Freddy Nicolas, CEO e Direttore Generale di ProLingua International, partner ufficiale per l’Italia di Rosetta Stone: “Nella Comunità Europea emerge che, talvolta, grandi aziende italiane perdono l’opportunità di contratti con l’estero per la mancanza di competenze linguistiche del personale. Nel mondo del lavoro, invece, oltre a solide conoscenze, bisogna avere la capacità di tirar fuori il meglio di sé anche attraverso un’altra lingua”. La concezione con cui ci approcciamo ad una lingua, spiega, è spesso erronea: “Ci si fossilizza sull’esame pensando che sia necessario imparare una quantità di dati per fornire delle risposte e, quindi, raggiungere un risultato. La lingua non è una serie di dati da memorizzare, è un ponte con un’altra cultura e, di questo ponte, costituisce solo una sua parte”. Gli ingredienti della comunicazione sono tanti; tra questi, ci sono le parole, ma anche l’energia e la nostra stessa persona: “Quando gli adulti imparano una lingua si focalizzano sulla prestazione e sul controllo logico. Cercando di tradurre a tutti i costi ogni elemento, si esce dal contesto della comunicazione. Bisogna, invece, arrivare ad un automatismo in cui occhio, orecchio, lingua sono sincronizzati e il messaggio scorre in maniera fluida”. Rosetta Stone è uno strumento di cui bisogna conoscere il valore per poterlo utilizzare correttamente e con l’approccio giusto. Il dott. Nicolas si ricollega, poi, ad alcune ricerche nel campo della glottodidattica. Cita il tedesco Hermann Ebbinghaus, i suoi studi sulla curva dell’oblio e l’importanza della ripetizione che consente di conservare più a lungo un dato nuovo: “La ripetizione aiuta l’associazione. Dopo che questa è avvenuta in vari contesti, il dato viene collegato a diverse esperienze”. Il suo discorso si allarga poi al campo delle neuroscienze e al filtro affettivo: “Quando il filtro affettivo è alto, lo stress è maggiore e il canale di comunicazione si chiude. Per i livelli più bassi, A1 e A2, Rosetta Stone usa una tecnica basata sulle immagini perché il cervello deve imparare ad associare immagini senza tradurre. Per i livelli più alti, spinge a lavorare su situazioni reali”. Un consiglio: “Bisogna lavorare con continuità, con una media di almeno venti minuti al giorno. Chi è ad un livello più alto, può mantenere una media anche di tre volte alla settimana”. A spiegare nel dettaglio il funzionamento della piattaforma, c’è la dott.ssa Giada Marcelli, Direttore Scientifico e Responsabile Didattico ed E-Learning ProLingua: “Quando vi iscriverete al programma riceverete delle credenziali. Potete usare la piattaforma da qualsiasi dispositivo. L’importante è entrare sempre con le credenziali che riceverete”. Per accedere allo studio di inglese, francese, tedesco e spagnolo “bisogna effettuare un test che dura tra i 30 e i 45 minuti. In base al risultato, il programma vi colloca al livello di apprendimento giusto per voi. Dopo il test dovrete compilare un breve questionario in cui vi si chiederà perché studiate la lingua in questione e qual è il vostro obiettivo”. Dopo aver fatto, da computer, test e questionario “potreste scaricare anche l’applicazione. Per le altre lingue troverete un questionario di autovalutazione”. La dott.ssa Marcelli condivide poi il suo schermo e mostra il funzionamento del programma per la lingua inglese. Partendo dai livelli base A1 e A2, esegue alcuni degli esercizi proposti, al livello A2, sui vari livelli della lingua. “Dovrete completare una serie di unità e l’importante è andare sempre con ordine. Come potete notare, anche se il livello non è ancora alto, non trovate l’italiano. Avrete anche la possibilità di alcuni approfondimenti. Vi consiglio, ad esempio, le storie che potete leggere, ascoltare e su cui potete esercitare la pronuncia”. I livelli dal B1 al C1 hanno un’interfaccia differente. Anche in questo caso, l’utente avrà unità ed esercizi da portare a termine, oltre alla possibilità di aggiungere ulteriori contenuti a seconda delle necessità: “Per questi livelli, che dispongono in più della possibilità di una riflessione linguistica sulla grammatica, potete muovervi in maniera più libera tra i contenuti, in base ad esigenze e interessi contenutistici”. Gli esercizi, insomma, “sono davvero tanti. Il consiglio è quello di considerarli come un gioco, esercitandovi costantemente”. Per ulteriori informazioni: “Potete contattarci utilizzando il modulo di supporto che troverete anche sul sito della vostra università”.

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