Consiglio di Amministrazione della Federico II: si lavora al Piano Triennale

I consiglieri di amministrazione della Federico II in carica da alcuni mesi si sono riuniti finora sempre in modalità virtuale, parlandosi da dietro uno schermo su piattaforma Teams, ma sono motivati, soddisfatti del clima che hanno trovato e dei rapporti instaurati con i colleghi. Pronti a lavorare a quello che sarà da qui all’autunno il loro compito più importante: la predisposizione del Piano Triennale dell’Ateneo. “Un documento – spiega il prof. Edoardo Massimilla, ex Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici – che coinvolge certamente tutto l’Ateneo e che ha un certo rilievo nel Consiglio di Amministrazione”. Sottolinea: “È l’appuntamento più importante dei prossimi mesi, perché è un discorso che riguarda vari aspetti fondamentali. Mi riferisco all’organico, ai parametri di autovalutazione, all’offerta didattica, alla ricerca, all’amministrazione”. Una sorta di piano complessivo a più livelli al quale parteciperà ognuno con la sua competenza e contribuiranno le varie articolazioni della Federico II. La cornice nella quale inserire tutte le singole iniziative di sviluppo. Spiega il docente: “L’Ateneo redige ogni anno un piano annuale ed una volta ogni tre anni il piano complessivo, che rappresenta l’orizzonte nel quale si inserisce la programmazione annuale. Nel mandato elettorale di un rettore ci sono due piani triennali”. Dopo le prime sedute, il bilancio, assolutamente provvisorio, dell’esperienza in CdA è positivo per il prof. Massimilla. “C’è un buon clima di grande dialogo e collaborazione – dice – ed è fondamentale per lavorare in questa condizione difficile determinata dalla situazione generale. C’è tanta positività, sicuramente. Sono molto contento in particolare di constatare che c’è una capacità di collegamento e dialogo delle varie anime e sensibilità dell’Ateneo che  si incarnano nelle diverse scuole che lo compongono. Intendo scuole come grandi aree culturali, la pluralità delle quali è la cosa che determina poi la natura generalista dell’Ateneo. C’è bisogno che le anime dialoghino, si confrontino in maniera sempre franca, schietta e collaborativa. Solo se si riesce a sintetizzare i punti di vista differenti si va avanti bene e la composizione stessa del Consiglio di Amministrazione è in qualche maniera pensata sul criterio di rappresentanza delle grandi aree: politecnica, scienze di base, scienze umane e sociali, agraria e veterinaria, medica”. Ribadisce: “Il  clima di confronto schietto e collaborativo che ho apprezzato finora in Consiglio è la cosa che dà più speranza, la più importante dal mio punto di vista, anche il Rettore lavora in questa direzione in maniera efficace”.
Da un docente di area umanistica ad un ingegnere, la parola al prof. Pier Luca Maffettone, un altro dei componenti del CdA. Per il momento, racconta, “abbiamo approfondito una serie di tematiche, tra le quali la didattica in relazione alla situazione che va evolvendo. C’è grande attenzione dell’Ateneo per rendere possibile, naturalmente nel limite delle regole di distanziamento e sicurezza generale, il ritorno in aula per gli studenti”. Prosegue: “Ancora non siamo entrati nei dettagli con la nuova programmazione. Abbiamo avuto un paio di settimane fa dal Rettore la comunicazione relativa alla necessità di preparare il nuovo Piano triennale che dobbiamo fornire al Ministero. Programmazione significa tra l’altro punti organico, ciò che ha a che fare con le progressioni di carriera, assunzioni del personale tecnico-amministrativo. Su proposta del Rettore, il CdA ha cominciato a ragionare su una significativa allocazione di risorse per l’assunzione del personale tecnico-amministrativo”. Prosegue: “In questa prima fase siamo stati anche assorbiti dalla necessità di portare a termine molte attività aperte dal vecchio Consiglio. Poi c’è sta la normale amministrazione, per esempio l’attribuzione ai Dipartimenti dei fondi in ingresso. È stata una piacevole sorpresa. Non mi aspettavo una tale quantità e qualità di progetti che accedono a finanziamenti. Avevo una visione limitata alla scala di Dipartimento ed ho constatato dalla visuale del CdA che le cose vanno molto bene da questo punto di vista per l’Ateneo”. Primo bilancio personale? “Una esperienza molto positiva, un clima molto sereno che rende possibile lavorare bene con semplicità ed informalità”.
Un altro dei componenti del CdA è il prof. Alessandro Pezzella, che insegna a Fisica. “Abbiamo portato avanti – dice – l’ordinaria amministrazione e costruito strumenti di lavoro solidi. Per esempio su aspetti legati al personale e alla destinazione delle risorse. C’è una quantità enorme di documenti da approfondire, molto da studiare e da lavorare, ma è una bella soddisfazione”. Quando sarà pronto il Piano triennale? “Dipende in parte anche dalla pandemia e dalla capacità di risposta. C’è una sorta di cronoprogramma. Essendo un vecchio frequentatore degli ambienti ministeriali al Cun, so bene che la sequenza ordinatoria dei provvedimenti è essenziale. Il 25 marzo dal Ministero è partito il ‘La’ all’orchestra”.
Fabrizio Geremicca

Scarica gratis il nuovo numero di Ateneapoli su www.ateneapoli.it

- Advertisement -
spot_img
spot_img
spot_img

Articoli Correlati