Contributo fitto, sportelli per gli studenti fuorisede

In funzione sportelli di assistenza per gli studenti fuorisede gestiti dai ragazzi di Link-UduNapoli. Offriranno informazioni per la compilazione delle domande di contributo per l’affitto fino al 25 febbraio, termine previsto dal Comune di Napoli. Il bando offre un aiuto di 2000 euro l’anno per i giovani che sottoscrivono un contratto di locazione.
“Molti ragazzi non sanno dell’esistenza di questi contributi, oppure non sanno a chi rivolgersi per la compilazione della domanda, quindi hanno bisogno di una mano. – spiega Peppe Sbrescia, rappresentante degli studenti della Parthenope – Il Comune ha demandato ad associazioni studentesche, come l’Udu, il Comitato degli Studenti Fuori Sede e alla CGIL, la gestione di sportelli informativi, situati in diverse sedi delle Università napoletane”.
Lo sportello dedicato ai ragazzi della Parthenope è aperto presso la sede della Facoltà di Scienze e Tecnologie. Per accedere  al contributo bisogna avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, essere titolari di un contratto di locazione ad uso abitativo regolarmente registrato (per un immobile ubicato nel Comune di Napoli), avere un reddito complessivo imponibile lordo non superiore ad euro 12 mila per l’anno 2008, non essere titolare di diritto di proprietà, usufrutto, uso o abitazione su un alloggio ubicato nell’ambito del Comune o della sua provincia, adeguato alle proprie esigenze, ad eccezione di quello eventualmente abitato unitamente ai genitori.
“Vediamo la proposta come un primo intervento positivo nel riconoscimento dell’autonomia sociale dei giovani e uno strumento importante per gli studenti fuori sede che, soprattutto a Napoli, difficilmente riescono a far valere i propri diritti”, rispondono dall’UduNapoli, ma la strada è ancora lunga se, come sottolinea Sbrescia, “bisogna fare ancora molta opera di sensibilizzazione sia con gli studenti che con i proprietari. Purtroppo tanti studenti fuori sede della Parthenope non hanno un contratto di affitto e vivono nell’ombra, spesso in abitazioni fatiscenti”.
Un lavoro di sensibilizzazione e di presa di coscienza dei propri diritti lo hanno iniziato proprio i ragazzi dell’Udu con il Progetto Puntoeffe: “di assistenza agli studenti fuori sede. Accompagniamo e seguiamo i ragazzi nelle varie fasi della loro permanenza in città: dalla ricerca dell’alloggio ai problemi di assistenza sanitaria, di mobilità, fino all’assistenza legale per questioni inerenti la casa o problematiche simili, che possiamo fornire grazie agli avvocati dell’Udu”, spiega Sbre-scia. L’idea su cui si basa il Progetto Puntoeffe, dunque, è quella di fornire un servizio di assistenza a 360 gradi per i ragazzi che si trovano per la prima volta lontani da casa a dover affrontare problemi di vita quotidiana in una città non sempre facile come Napoli. “Un’altra questione su cui stiamo lavorando – aggiunge Sbrescia – è quella della sicurezza. Non sono infrequenti i casi di rapina operati ai danni di studenti fuori sede che vivono nel centro storico. Aree della città che nelle ore serali diventano pericolose soprattutto per chi non è riconosciuto ‘della zona’. Per questo stiamo cercando di portare alla luce questa questione, spesso sottovalutata, chiedendo anche un maggiore intervento delle forze dell’ordine per una vigilanza anche notturna”.
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