Da 5 milioni e mezzo a 16 milioni per studente

Solo l’11 per cento dei laureati italiani nel 1998-99 ha concluso gli studi in corso. Drammatici anche i dati relativi all’abbandono tra primo e secondo anno di iscrizione all’università: il 25% molla subito; va meglio solo a Medicina (chi ce l’ha fatta a superare le prove di ammissione, ovviamente, tiene duro), segni negativi da Sociologia e Scienze politiche. Dalla radiografia del Comitato per la valutazione del sistema universitario, emerge un quadro niente affatto rassicurante. 
Non si discostano dalla tendenza nazionale, gli atenei di casa nostra: in Campania si laurea in corso l’8,3 % mentre la percentuale di mortalità nel passaggio al secondo anno mostra, rispetto al dato nazionale, delle differenze tra le università napoletane: va meglio all’Orientale 21%, seguono Seconda Università (22%), Federico II (27%), fanalino di coda il Navale con il 38% di abbandoni. Lo stesso Ateneo, detiene un altro primato, stavolta nazionale: è quello che riceve il minor finanziamento statale in Italia per studente: 5,4 milioni pro capite contro i 10, 4 dell’Orientale, i 12,6 del Federico II, i 16, 1 del Secondo Ateneo e gli 11,7 della media nazionale. L’ateneo più sovvenzionato, quello della Basilicata con 19 milioni e mezzo a studente. La situazione dell’ateneo retto da Gennaro Ferrara è però notevolmente cambiata dal periodo cui si riferisce l’indagine; la stortura è stata corretta: i fondi ministeriali sono ormai rapportati al numero di iscritti. E per una università che nel giro di pochi  anni ha visto crescere la sua utenza da 2 mila a circa 16 mila iscritti non è cosa da poco.
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