Data Analytics, al terzo anno di vita, è sempre più internazionale

Terzo anno di vita per Data Analytics, Corso di Laurea Triennale erogato in lingua inglese, unico nel suo genere, afferente al Dipartimento di Matematica e Fisica, che si propone di formare esperti nell’ambito della gestione di grandi mole di dati e informazioni. Arrivano al traguardo quest’anno una cinquantina di studenti che avranno la possibilità di mettersi al lavoro e dimostrare il proprio valore. Da aprile avrà inizio il periodo di tirocinio, che gli studenti intraprenderanno presso dodici aziende convenzionate (Bc Soft, Mediamobile Italia, Technova Scarl, ENGINFO, STMicroelectronics, 012Factory, il CIRA e F.lli Schiano Europe. Infine, TIM Telecom Italia Mobile, Global Technologies Italia, Crisma e Micron Europe Limited) e “avranno l’occasione di toccare con mano il lavoro di analisi dei dati. In cosa consiste? Oggi riceviamo quantità enormi di dati e in molti casi, intendo a livello forse mondiale, non si ha la benché minima idea di come interpretarli. I dati servono a comprendere che cosa stia accadendo in una determinata situazione e suggeriscono la direzione da intraprendere per risolverla, se è il caso di farlo. Ecco, uno specialista nell’analisi dei dati sa interpretare questa enorme mole di dati, centuplicata dall’avvento di Internet, ed è capace di sbrogliare la matassa. Per questo un analista dei dati può essere un grande alleato per le aziende ed è per lo stesso motivo che stiamo ricevendo moltissime richieste”, sottolinea la Coordinatrice del Corso di Laurea, prof.ssa Rosanna Verde. Il Corso di Laurea, che ha un forte taglio internazionale, non si è potuto precludere la possibilità di inviare alcuni suoi studenti all’estero, ed è in quest’ottica che è stato attivato il doppio titolo di laurea da conseguire in collaborazione con l’Université Paris 13 di Parigi, che ha recentemente cambiato denominazione in Université Sorbonne Paris Nord. Quattro gli studenti che si trovano attualmente ne la cité de l’amour, dove stanno ricevendo una preparazione informatica: “Stanno anche loro seguendo in modalità mista, ma in modo differente rispetto al nostro: mentre le lezioni frontali vengono normalmente seguite da remoto, per le esercitazioni è tassativa la presenza in aula. Siamo in contatto con gli studenti e sappiamo che si sono ambientati bene; sono partiti insieme e hanno trovato due appartamenti nei quali convivono dividendo le spese. La loro permanenza in loco è prevista per un anno. Per quanto riguarda la copertura delle spese da parte dell’Ateneo, è previsto un contributo mensile per sei mesi nell’ambito del double degree, mentre i restanti sei mesi sono assicurati dal progetto Erasmus”, spiega la docente. Che poi aggiunge: “Non è un caso che si tratti di un Corso in lingua inglese e che gli studenti sostengano anche esami di lingua francese: l’analisi dei dati non è un fenomeno nazionale, ma globale, e un nostro laureato dovrà essere in grado di operare in ogni azienda senza limiti di confine geografico”. La platea studentesca parla sempre più altre lingue. “Il primo anno c’era una prevalenza di studenti italiani, quelli stranieri erano soltanto due; al secondo anno si è avuto un aumento del numero degli iscritti stranieri, oggi sono in maggioranza, oltre il sessanta per cento”. Tra gli italiani “anche studenti che provengono da fuori regione, come una ragazza leccese che è davvero molto brava e che fa parte del gruppo di studenti attualmente in Francia”. La prosecuzione degli studi: “Il nostro Ateneo non attiva ancora un Corso di Laurea Magistrale, anche se è un progetto che quasi certamente prenderà forma. Tuttavia, lo scenario universitario nazionale offre numerose alternative a un laureato in Data Analytics, che si tratti di Statistica, di Informatica o di Sviluppo in ambito informatico e digitale”. Al Corso di Laurea, conclude la prof.ssa Verde, “unica realtà nazionale, guardano con interesse numerosi Atenei del Nord, dai quali abbiamo ricevuto i complimenti. Ecco, il mio auspicio per il futuro dell’Università è che la dimensione internazionale possa creare una condizione di parità ed equità, mentre, per quanto riguarda il futuro degli studenti, mi auguro che possano far tesoro del nostro insegnamento e aprirsi una strada in questo mondo in costante cambiamento”.

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