Scienze e Tecniche dell’edilizia non è il “fratello minore del Corso in Architettura”

“Il Dipartimento di Architettura e Disegno industriale è sempre stato molto attento alle attività di orientamento e a tutte quelle iniziative che potessero in qualche modo essere inclusive per gli studenti. Anche con un’emergenza sanitaria in corso cerchiamo di fare in modo che questo non cambi”, afferma la prof.ssa Ornella Zerlenga, Vicedirettrice di Dipartimento. Prolusioni ai vari Corsi di Laurea “si tengono ogni anno, e questo perché crediamo fermamente che gli studenti debbano essere a conoscenza di quello che andranno a studiare nella loro quotidianità. L’università è un impegno che permea la vita degli studenti a tuttotondo, ed è quindi importante scegliere con cognizione di causa”. A Scienze e tecniche dell’edilizia è stato dedicato l’incontro del 20 novembre sulla piattaforma Microsoft Teams. Il Corso di Laurea Triennale “viene generalmente identificato come il fratello minore del Corso a ciclo unico in Architettura, ma non c’è niente di più sbagliato”, sostiene la docente. “Si tratta invece di un Corso a sé, che si propone lo scopo di formare una figura professionale completamente diversa, cioè una sorta di ‘tecnico’ che vada a operare direttamente sulle opere architettoniche dal punto di vista dei materiali e della loro conservazione. Certo, anche questa figura riceve una preparazione propedeutica simile a quella dell’architetto, ma che non è focalizzata sulla progettazione, bensì sull’intervento pratico sui materiali”. Si tratta quindi di un Corso di Laurea importante, specialmente in un settore “che sta riscoprendo nuova gloria. Oggi constatiamo che infrastrutture, ma anche spazi abitativi, costruiti circa cinquant’anni fa, sono meno resistenti di quelli costruiti mille anni fa (ne è un esempio il triste caso del ponte Morandi). Questo avviene perché probabilmente le conoscenze in termini di materiali non erano allora sufficienti, ma oggi, grazie anche alle nuove tecnologie e alle politiche sulla sostenibilità, l’edilizia è in costante aggiornamento. Sono quindi necessarie figure professionali che sappiano far fronte alle contingenze del nostro tempo”. Un punto di vista che sembra prendere sempre più piede, dato che “i numeri del Corso sono in crescita. Rispetto all’anno scorso, in cui si erano contati circa 25 iscritti, quest’anno il numero è raddoppiato. È anche per questo che sono importanti le attività di orientamento, in questo caso in entrata; proprio per far conoscere il Corso di Laurea e le sue applicazioni nel futuro panorama lavorativo”. Tre le parole chiave della prolusione: “ricostruire, riabitare, ripensare. Un sunto, in sostanza, di quello che abbiamo già detto. Al fine di poter rinnovare le vecchie prassi edili è necessario rivalutare il tutto alla luce di una sola parola: interdisciplinarità. Oggi non si può più parlare di discipline a sé stanti ed è ormai chiaro che la frontiera del futuro è data proprio dal connubio di più settori e discipline, la cui collaborazione può dare un sostanziale contributo alla risoluzione di problemi di più varia natura”. L’auspicio della docente è che “gli studenti vivano il Corso di Laurea per quello che è, cioè un percorso a parte che non ha nulla in meno al Corso in Architettura perché, semplicemente, è molto diverso. Non ho motivo di dubitare che i numeri del Corso in futuro cresceranno ancora, data la sua forte attualità”. La mattinata, rivolta in modo particolare alle matricole, ma estesa a tutti gli studenti degli anni successivi, è stata introdotta dalla prof.ssa Zerlenga, dalle prof.sse Cettina Lenza, Coordinatrice del Corso, e Ornella Cirillo, referente per la didattica, e dalla presentazione dei responsabili dei servizi di segreteria e biblioteca, nonché dei rappresentanti degli studenti. L’ospite relatore, il prof. Massimo Ferrari, docente di Composizione architettonica e urbana del Politecnico di Milano, ha proposto una comunicazione sul tema: “Costruire e ricostruire”. A introdurlo, il prof. Francesco Costanzo.
Nicola Di Nardo

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