Dibattito in Facoltà con i tre candidati

Riorganizzazione interna, regole e immagine della Facoltà. Questi i temi al centro del dibattito, moderato dal decano prof. Federico Martorano, con i tre candidati alla Presidenza di Economia –Basile, Fiore e Guarino- che si è svolto lunedì 30 maggio nella Sala Blu di Monte Sant’Angelo. “Tutti noi percepiamo la necessità di una sterzata” afferma in apertura il prof. Achille Basile, che espone subito le linee guida del suo programma. Una gestione pluralistica della Presidenza rappresenta, per il docente, il punto cardine, infatti manifesta l’intenzione di formare una vera e propria squadra. Compito del nuovo Preside sarà, dice Basile, quello di riuscire ad intervenire con maggiore incisività presso il Senato Accademico, relativamente all’assegnazione dei fondi ordinari alle Facoltà: “la nostra Facoltà e il Polo cui afferisce, sono ampiamente sottofinanziati rispetto agli altri due per tutto ciò che concerne personale tecnico-amministrativo e ricerca”. L’ufficio di Presidenza dovrà, quindi, trasformarsi in un centro di spesa, che amministri i fondi necessari a dare slancio alla Facoltà come centro di cultura, per fornire agli studenti tutte quelle attività formative collaterali che, oggi, non è in grado di dare. “Occorrerà monitorare l’offerta formativa, che non è soddisfacente, per fare un miglior uso del tempo degli studenti”. Perché la macchina organizzativa che ha in mente possa attuarsi, Basile pone l’accento su una questione spinosa: le regole devono essere ampiamente condivise. L’unico modo per definire esattamente quali sono i compiti e le incombenze di ciascun organismo. Per facilitare il processo decisionale, il candidato Preside ha proposto di inserire, nel sito della Facoltà, un’area riservata ai docenti, in modo che tutti possano essere al corrente dei documenti e del materiale informativo. L’internazionalizzazione rappresenta un altro punto del programma di Basile “dobbiamo aprirci di più e instaurare rapporti di collaborazione e ricerca anche con alcune business school americane”.
“La Facoltà non potrà essere condotta con criteri di accentramento personale. Fondamentale sarà anche la trasparenza nelle scelte”, esordisce il prof. Lucio Fiore, il quale pone al centro del suo intervento programmatico la riorganizzazione della Facoltà. “Bisogna razionalizzare gli ordinamenti, i piani di studio, le discipline. Occorre semplificare, perché gli studenti sono confusi. E non solo loro”. Quella di Economia, prosegue Fiore, è una Facoltà composita che dovrà essere in grado di trovare armonizzazione nell’offerta all’utenza studentesca. “Prima di ogni altra cosa, bisognerà pensare al funzionamento al nostro interno e, per far ciò, il Preside dovrà essere presente in Facoltà”, sostiene Fiore al termine del suo intervento. 
“Questa lunghissima campagna elettorale è stata un po’ anomala”, afferma il prof. Giancarlo Guarino, il quale mette subito in evidenza le debolezze della Facoltà. “Non siamo in grado di lavorare insieme e manca un sistema certo di regole e garanzie” dice il giurista, che non condivide l’idea di una gestione eccessivamente pluralista, “fino ad ora abbiamo avuto tantissime commissioni ma il risultato è stato quello di creare tanti piccoli potentati. Questo sistema non funziona”. Le uniche garanzie potranno venire da un sistema di regole che nasca all’interno della Facoltà perché, conclude Guarino, “io non ho soluzione ai problemi”. 
“La nostra Facoltà è un po’ sottovalutata in città ed anche fuori. Eppure abbiamo docenti di altissima qualità e una tradizione alle spalle” dice nel suo intervento il prof. Sergio Sciarelli che prosegue “il complesso di Monte Sant’Angelo era, in origine, destinato a noi e alla Facoltà di Scienze. Adesso sembra che siamo a malapena sopportati. Il nuovo Preside dovrà tutelarci anche in questo senso”. “La Federico II è una delle università più prestigiose nel mondo, non possiamo mantenerci su un piano provinciale. Dobbiamo volare alto e intensificare quanto più possibile scambi e gemellaggi con altre Facoltà” dice il prof. Stefano Ecchia, che avanza una proposta: potenziare gli organi mediatici attraverso una rivista o, addirittura, fondando una casa editrice. “Non possiamo continuare a modificare i piani di studio senza sapere quali sono i risultati” afferma in chiusura il prof. Francesco Balletta. Dopo il dibattito si va alle urne. Si vota mercoledì 8 giugno alle 10:30.
Simona Pasquale 
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