Didattica: si apre il dibattito in Facoltà

In Facoltà si apre il dibattito sulla didattica. Il nuovo Preside prof. Eugenio Mazzarella, forte sostenitore del riordino del sistema dei crediti su base sei, ha iniziato ad incontrare studenti e docenti. Una prima assemblea si è svolta il 9 novembre. Hanno partecipato il Preside, i Presidenti dei Corsi di Laurea e in rappresentanza degli studenti Giancarlo Marino. Ed è proprio quest’ultimo a tracciare un resoconto dell’incontro focalizzato sulla ripartizione dei crediti.  “Durante la riunione – spiega – sono emerse tre ipotesi: la prima, quella di procedere immediatamente alle modifiche di ordinamento, in una forsennata corsa contro il tempo, dato che l’ultima scadenza utile per la ratifica di cambiamenti sarebbe stata quella del prossimo Consiglio di Facoltà (il 23 novembre); la seconda, una soluzione di compromesso: procedere per quest’anno accademico, ove possibile, alla compattazione degli esami, tramite modifiche di Regolamento, unificando due moduli da quattro crediti formativi in uno da otto; la terza, quella di elaborare entro gennaio 2006 ipotesi e prospetti di modifica all’interno dei singoli corsi di laurea che saranno ratificati ed eventualmente emendati soltanto dopo l’approvazione dei decreti attuativi della 270, ‘calando’, in parole povere, la rimodulazione su base sei all’interno del cosiddetto modello ad ipsilon”.  “Come tempistica – precisa Giancarlo –  si prevede  che i decreti saranno approvati a febbraio e i corsi del ‘nuovissimo ordinamento’ dovrebbero essere attivati a partire dal prossimo anno accademico. Dal dibattito è emersa, soprattutto, la mancanza dei tempi necessari per optare per la prima soluzione. Per quanto riguarda la ‘caduca’ compattazione su base otto, il Consiglio degli Studenti e buona parte dei presidenti di corso di laurea si sono dichiarati contrari a quella che hanno giudicato un’opzione ‘di comodo’, che in realtà non andava ad incidere sulle problematiche degli studenti, dato che già attualmente è possibile sostenere due moduli consecutivi di una stessa disciplina in una sola seduta d’esame. Viceversa, con questa proposta, cioè con la base otto, addirittura sarebbe stata eliminata una possibilità di scaglionamento dei programmi degli esami ritenuti più ostici o complessi”. “Bisogna sottolineare – aggiunge Giancarlo – che l’esigenza di rimodulazione degli esami, così fortemente sentita da parte degli studenti della nostra Facoltà, non nasce soltanto dell’abbattimento del numero degli esami ma abbraccia due altri aspetti molto importanti: in primis il miglioramento dell’offerta culturale dei corsi di laurea che con un maggior numero di crediti potranno presentare moduli di una valenza ben più formativa degli attuali su base quattro, e ancor di più perché la base sei consentirà, per un gioco di proporzioni matematiche, di sopperire pressoché in maniera totale ai requisiti di accesso all’attuale Sicsi, che all’interno della Laurea Magistrale, dovrebbero rimanere immutati”. “Proprio il largo utilizzo di condizionali fa capire come il quadro della situazione sia ancora nebuloso e di qui la decisione unanime di aspettare indicazioni a livello ministeriale, fatto salvo l’impegno dei Corsi di Laurea a farsi trovare pronti al passaggio alla base sei quando saranno approvati i decreti attuativi”. 
L’attesa dei
decreti della
nuova riforma
Non sono mancate, tuttavia, obiezioni da parte di alcuni presidenti di corso di laurea su una completa applicazione della base sei, sia per ragioni culturali (per taluni i programmi da sei crediti sono stati ritenuti piuttosto angusti per alcuni moduli, in altri casi il passaggio a base sei è stato criticato poiché porterebbe alla diminuzione dei moduli per certe discipline) sia di equipollenza con medesimi corsi di laurea di altri atenei italiani ed europei. E’ il caso di Psicologia dei Processi Relazionali e di Sviluppo che fin dalla sua attivazione ha optato per la base otto. “In sostanza adesso – commenta Giancarlo – le modifiche passano ai Consigli di Corso (CCL); organi privi di rappresentanze studentesche per i quali c’è la necessità imprescindibile di elezioni a breve termine. Il solo vaglio della Commissione Didattica della Facoltà non potrà, infatti, garantire un adeguato monitoraggio dei lavori svolti in sede dei  CCL dove noi consiglieri di Facoltà operiamo per quanto possibile in maniera ufficiosa, riuscendo a garantire la copertura dei soli corsi di studio nei quali siamo rispettivamente immatricolati”. C’è un particolare da non trascurare: “Il preside è fiducioso sulla possibilità del passaggio del nuovo ordinamento al modello voluto dalla Moratti, nel quale sarà applicato la base sei, trovando soluzioni di compromesso per la convalida degli esami già sostenuti su base differente. Come Consiglio degli Studenti riteniamo in ogni caso necessario quanto sostenuto dal professor Mazzarella e che sia applicato in tutti i corsi di laurea non soltanto per la risoluzione di problemi didattici e di equiparazione tra corsi di laurea che hanno docenti in comune, ma anche e soprattutto come segno di una scelta di forte identità culturale unitaria all’interno della nostra Facoltà”. 
Fin qui il parere degli studenti che in linea di massima converge con i professori. Per tutti la soluzione più accettabile è aspettare. La pensa così il Presidente del Corso di Laurea triennale in Lettere Classiche, Ugo Maria Criscuolo. “Al momento bisogna aspettare in attesa dei cambiamenti che si profilano all’orizzonte. Esiste una riforma che sarà operativa dopo che saranno emanati i decreti attuativi. Il problema si ripresenterà a febbraio. Comunque credo che il passaggio da quattro a sei sia fondamentale per evitare la frammentazione degli esami e dare più spazio ai contenuti”. Punto su cui conviene Nicola De Blasi, Presidente del Corso di Laurea in Lettere Moderne. “E’ inevitabile restare in attesa per capire quali saranno i nuovi assetti della Facoltà, in vista della nuova formula sancita dal Ministero. Siamo in una fase di riflessione che interessa tutti i Corsi. Il rischio è introdurre cambiamenti che sono suscettibili di altre modifiche. Così facendo in Facoltà si avrebbero quattro ordinamenti: uno vecchio, l’attuale, quello che potremmo introdurre tra quindici giorni, più un altro nuovo che è dietro l’angolo. Sarebbe una situazione ingestibile”.  Per il prof. Gianfranco Borrelli, presidente del Corso di Laurea triennale in Filosofia: “la Facoltà ha avviato una profonda riflessione culturale sulla riorganizzazione complessiva degli ordinamenti didattici. Attendere un paio di mesi non mi pare che sia un grosso sforzo. Intanto è giusto procedere ad una sorta di ricognizione di quello che si è fatto ed, eventualmente, individuare i punti critici, per poi porvi rimedio nell’interesse degli studenti”.  Anche il prof. Stefano Manferlotti, presidente del Corso di Laurea specialistica in Letterature moderne europee, ritiene che aspettare sia d’obbligo: “la fretta in passato ha dato brutti risultati. Sono favorevole alla fase di riflessione che si è data la Facoltà. Sono favorevole al rafforzamento delle discipline caratterizzanti. In sostanza meno esami, ma più corposi, al fine di evitare un’eccessiva parcellizzazione. Stiamo lavorando tutti in questa situazione”.  Lo conferma anche Roberto Delle Donne, presidente del Corso di Laurea triennale in Storia: “sono concorde con la posizione assunta da quasi tutti i colleghi. Si deve chiarire la situazione normativa. Aspettiamo due decreti attuativi in merito a due diverse leggi: la 270  dell’ottobre del 2004, che verrà ad incidere profondamente sui corsi di studio, e quella del 17 ottobre scorso che riguarda l’istituzione della laurea magistrale per l‘insegnamento che mette in soffitta la Sicsi, che dovrebbe diventare operativa a partire dall’anno accademico 2006 – 2007, sempre che siano rispettati i tempi. L’accesso sarebbe garantito subito dopo la triennale. Per cui ci dovrebbero essere dei requisiti d’accesso. Nell’incertezza conviene riflettere”. Ultimo commento, quello del prof. Francesco Aceto, presidente del Corso di Laurea in Archeologia e Storia delle Arti. “Nella situazione di incertezza legislativa dove i decreti sono approvati, ma non vengono emanati è prudente non mettere in cantiere niente che sarà cambiato a distanza di pochi mesi. Si creerebbe uno stato di caos generale, sia per gli studenti che per i docenti. Sappiamo quello che va fatto per correggere. Rischiamo di intervenire più volte”. 
Elviro Di Meo
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