Montemarano presidente

Il VII congresso nazionale della Confederazione degli studenti è stato l’occasione per un dibattito di alto livello sul tema “L’università e i suoi cambiamenti”. Sabato 26 novembre, nell’Aula A1 della Facoltà di Giurisprudenza Federico II, davanti a una platea di circa 400 persone, ne hanno discusso assieme quasi tutti i Rettori delle università campane, amministratori di enti locali, politici nazionali e vertici vecchi e nuovi della stessa Confederazione. L’università e gli studenti al centro, questo avrebbe potuto essere il motto della giornata. Il prof. Guido Trombetti, Rettore dell’Università Federico II, ha evidenziato che “la vera forza della riforma è la centralità dello studente”, sottolineando però anche una pericolosa tendenza a ridurre la funzione svolta dall’università alla semplice formazione di base: “si fa strada, in alcuni circoli intellettuali, la convinzione che l’università abbia solo il compito di portare alla laurea, mentre la ricerca e l’alta formazione si dovrebbero fare altrove. Così dall’università uscirebbero solo polli di batteria. E’ un’idea pericolosa”. Oltre al prof. Trombetti erano presenti numerosi altri Rettori: Gennaro Ferrara del Parthenope, Pasquale Ciriello de L’Orientale, Aniello Cimitile Sannio, Raimondo Pasquino, Salerno, per la Sun il delegato all’orientamento prof. Carmine Gambardella. 
Francesco Emilio Borrelli, tra i fondatori di Confederazione, introdotto da Fiorella Zabatta, altro nome storico dell’associazione, ha spiegato le ragioni di un’assenza che si notava, quella del Rettore del Suor Orsola Benincasa. “Non lo invitiamo mai perché non vuole le rappresentanze studentesche- ha detto- non è possibile che al Suor Orsola a decidere siano solo i docenti”. Borrelli, che attualmente è assessore della provincia di Napoli, ha inoltre rievocato i tempi in cui la Confederazione degli studenti muoveva i primi passi: “dieci, dodici anni fa c’erano solo i giovani socialisti e i giovani Dc ora scomparsi, oggi c’è Confederazione, che ha la maggioranza in quasi tutti gli atenei del Sud. Quella fatta con Confederazione è stata una delle più belle esperienze della mia vita”. Dall’ex leader è stata proposta l’idea della realizzazione di un forum sui problemi della città di Napoli ed è stato fatto un riferimento anche alle prossime elezioni al rettorato della Federico II: tutti favorevoli ad un Trombetti bis.
Dai vertici storici ai vertici attuali: il Congresso ha eletto presidente e segretario nazionale. Carlo Ceparano, presidente uscente, ha passato il testimone al segretario uscente, Emilio Montemarano, il quale a sua volta ha lasciato il suo incarico a Benedetta Sciannimanica, che per due anni è stata segretario provinciale su Napoli. Il neopresidente Montemarano è figlio d’arte: il padre è assessore regionale alla Sanità. Laureato in Medicina, si sta specializzando e ha colto l’occasione dell’incontro per accennare ad alcuni temi cari a chi vuole diventare medico, così come hanno fatto nel pomeriggio altri esponenti vecchi e nuovi di Confederazione, tra cui Tommaso Pellegrino, medico e segretario provinciale dei Verdi di Napoli. “Non è con i quiz di logica o di matematica che si può fare la selezione per l’accesso a Medicina”, ha affermato Montemarano. Da qui nuovamente una riflessione sul ruolo che l’università deve svolgere: “c’è la paura che le università diventino esamifici con le università a distanza o on-line, in cui pagando si è promossi e si ottengono buoni voti. Il nostro compito è di impegnarci per impedire questo e investire molto in tecnologie e post-laurea”. Ha ricordato inoltre che “troppe volte i diritti degli studenti sono calpestati, ci sono ancora facoltà in cui il docente butta il libretto in faccia agli studenti”. Dulcis in fundo, i successi di Confederazione, non soltanto dal punto di vista dei numeri (maggioranza assoluta al CUR con 3 rappresentanti su 4, tanto per fare un esempio), ma con riferimento anche ad alcune questioni di grande attualità, come quella delle quote rosa: “le donne in Confederazione sono da sempre protagoniste e in generale crediamo che il problema della differenza di sesso e delle quote non riguardi la nostra generazione”. Ecco un esempio immediato: Benedetta Sciannimanica, 26 anni, laureanda in Giurisprudenza è il nuovo segretario. Sciannimanica ha accolto con gioia e senza timori l’incarico dato che “il grosso del lavoro viene svolto dai segretari provinciali e quando si può contare su una buona squadra come quella che abbiamo a livello provinciale, il compito nazionale non può far paura”. Al dibattito della prima mattina del congresso, che è proseguito per tutto il pomeriggio del sabato e nella mattina di domenica 27 novembre, hanno partecipato anche molti politici. Teresa Armato, assessore regionale all’università, e Dino Di Palma, presidente della Provincia di Napoli, che hanno sottolineato la volontà di lavorare con i giovani e per i giovani. Il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, la quale ha espresso compiacimento per l’attività svolta dai ragazzi di Confederazione, “che fanno un’importante esperienza di democrazia e di rappresentanza” e ha citato un articolo comparso sull’Economist, in cui viene menzionata l’eccellenza degli atenei napoletani tra i punti di forza della città di Napoli. Stefano Caldoro, ministro per l’Attuazione del programma, ha fatto un po’ di conti sulla politica del governo in materia di università: “dal 2001 al 2005 abbiamo incrementato i fondi per le università dell’1-5%, e abbiamo avuto 4000 docenti assunti”. Infine, l’onorevole Alfonso Pecoraro Scanio, presentato come “amico di Confederazione”, che si è detto “contro la gerontocrazia della politica: occorrono i giovani”. Sui giovani nelle università in particolare: “da noi i giovani bravi sono costretti alla fuga e questo non è giusto. C’è troppo nepotismo nelle università, se emergesse un 50% dei laureati per tradizione e un 50% per bravura sarebbe già un bel successo. La situazione attuale fa arretrare il sistema  paese, e purtroppo non si tratta solo di un problema delle università, bensì anche della politica, dell’amministrazione, delle aziende”. 
Sara Pepe
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