Diritto Privato, ripartono gli incontri di tutorato

In seguito al successo, in termini di partecipazione e risultati agli esami, è ricominciato, il 27 aprile, presso l’aula Di Sabato del Dipartimento di Economia, Management, Istituzioni, il tutoraggio in Diritto Privato promosso e organizzato dalla prof.ssa Consiglia Botta e sostenuto da tutti i docenti e ricercatori della disciplina: Antonio Di Biase, Paola Majello, Roberta Marino, Antonella Miletti. La seconda edizione è aperta a tutti, anche alle matricole prima escluse. Le attività si svolgono di pomeriggio per non sovrapporsi ad altri seminari e seguono un calendario stabilito. “Siamo molto contenti per essere riusciti a stimolare un nuovo interesse – dice la prof.ssa Botta – Al di là dell’esito degli esami di aprile, che hanno fatto registrare un buon successo, è stata una bella esperienza perché siamo riusciti a trattare alcuni temi fondamentali. L’iniziativa non vuole essere sostitutiva della didattica istituzionale ma ci serve per comunicare ai ragazzi, anche a quelli rimasti un po’ indietro, che non li abbiamo abbandonati. Per questo hanno deciso di aderire tutti i docenti della materia, che faranno lezione a turno. Sono sicura che gli appelli di giugno andranno ancora meglio”. 
Positivi anche i commenti dei corsisti. Anna Cuomo, terzo anno di Economia e Commercio, si avvicina per la prima volta alla disciplina: “sono qui per capirne l’approccio perché non sono riuscita a fare Diritto Privato da sola”. A lezione anche studenti che avevano abbandonato l’università, recuperati grazie all’iniziativa specifica condotta dalla prof.ssa Rosalba Filosa Martone. Fra questi, c’è Giulio De Matteis del vecchio regime quadriennale a ciclo unico: “iniziative come questa sono ottime per noi iscritti ai vecchi ordinamenti. Anche l’orario pomeridiano è perfetto, perché la mattina lavoro. L’impressione, dopo la prima lezione, è molto positiva: abbiamo un rapporto diretto con il docente e le lezioni, focalizzate su un tema, fanno risparmiare tempo”. Catello Stella è iscritto al terzo anno fuori corso in Economia e Commercio: “appena arrivato all’università ho preferito affrontare subito altre materie, più vicine alla mia formazione liceale, ottenendo anche buoni risultati. Poi ho provato a studiare autonomamente Diritto Privato, ma mi sono reso conto che non è semplice entrare nell’ottica di questa disciplina così vasta e ramificata”. Altri hanno opinioni diverse sull’importanza della disciplina nell’ambito di una laurea in Economia: “non è difficile, è sopravvalutata. Svolgiamo un programma confrontabile con quello di Giurisprudenza dove è un esame spartiacque, mentre noi abbiamo bisogno solo di un’infarinatura”, sostengono Annamaria Balestrieri e Luca Amoroso, terzo anno di Economia e Commercio. “Vista la sua reale utilità nella formazione economica, non me la sono sentita di sottrarre tempo a materie come Microeconomia e Macroeconomia”, aggiunge il collega Luca Esposito.
 
Privato-Lavoro, accorpamento penalizzante a Turismo
 
Alcune studentesse al secondo anno di Scienze del Turismo ad Indirizzo Manageriale lamentano l’abbinamento in un unico corso Diritto Privato-Diritto del Lavoro in quanto “ha aggravato l’impatto del primo anno”, spiega Alessia Cavaliere. Le aspiranti manager del turismo confrontano il metodo di lavoro in aula fra i diversi corsi di tipo giuridico: “non siamo riuscite a trovare un’applicazione alle normative che leggevamo. Il professore di Diritto Pubblico, invece, ha invitato in aula esponenti del mondo del lavoro che ci hanno aiutato a capire le applicazioni, nel mondo reale”, sottolineano Sara Scala e Luana Sgueglia.
“Dover studiare milleduecento pagine piene di dettagli da tenere a mente prende psicologicamente male”, racconta Mario Fusco, terzo anno di Economia Aziendale. E spiega il suo difficile rapporto con la disciplina all’interno di una carriera universitaria condotta con profitto: “È uno degli ultimi esami che mi sono rimasti ed è l’unica materia, insieme con Economia II, nella quale sia mai stato bocciato. Mentre in seguito ho superato quest’ultimo esame senza problemi, con il Diritto non ci sono riuscito”.
Resistono ancora pregiudizi nei confronti del Diritto e della sua presunta astrazione dalla realtà, pur disciplinando questioni estremamente pervasive e fondamentali della vita di ciascuno. “Abbiamo scelto Economia Aziendale, un settore estremamente pratico e siamo obbligati a imparare anche argomenti che non c’entrano niente con l’Economia”, affermano Dalila Cangiano e Andrea Strino. Altri rimpiangono di non aver avuto delle prove intercorso: “alcune cattedre di Diritto le organizzano. Io ho avuto un professore veramente bravissimo, che spiegava tutto nei minimi dettagli e all’esame parlava con noi. Ho seguito tutte le sue lezioni, ma non ho capito subito come si doveva studiare il Diritto. Quando me ne sono resa conto, era tardi per recuperare perché è andato in pensione quest’anno. Forse con delle prove durante il semestre, avrei dato l’esame in tempo”, racconta Chiara Bertoni. Una matricola, Giada Vitullo, primo anno di Economia Aziendale, è    al corso per sondare il terreno: “ho dato tutti gli altri esami previsti al primo semestre, Economia Aziendale e Matematica, senza problemi, ma ho avuto paura di presentarmi all’esame di Diritto. Dicono tutti che i professori sono molto severi, bocciano tanto, e che è difficile ricordare tutto quello che c’è scritto nel libro”.
Simona Pasquale
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