Divulgazione scientifica, Daverio a L’Orientale

La conoscenza come motore di sviluppo: la Regione Campania ci crede e si comporta di conseguenza. Al primo incontro della manifestazione Costruiamo conoscenza, che si è tenuto il 28 novembre presso l’Aula Conferenze dell’Orientale a Palazzo del Mediterraneo, l’assessore regionale all’Università e alla Ricerca Scientifica Teresa Armato ha detto che in un anno di assessorato ha avuto modo di acquistare consapevolezza di quanto è grande il patrimonio di conoscenze della regione ma anche di quanto questa realtà sia poco conosciuta. “Abbiamo 7 atenei, 200.000 studenti, migliaia di professori, centri di eccellenza. Bisogna innescare un processo di conoscenza della conoscenza, questo evento è un primo passo”. E’ dunque un segnale volto a “dare e consolidare l’immagine della Campania come una regione della conoscenza”. I temi trattati nel corso di ciascuno degli incontri previsti dalla manifestazione, durata quattro giorni, non erano affatto semplici. Il primo giorno si è parlato di Spazio/Tempo con il critico d’arte Philippe Daverio. Più di un docente universitario (insegna Disegno Industriale presso l’Università degli studi di Palermo, nonché Storia del design presso il Politecnico di Milano), più di uno studioso che si occupa anche di gestione culturale (è stato assessore alla cultura del Comune di Milano dal 1993 al 1997), più di un autore e conduttore televisivo (il suo programma più noto è Passepartout, in onda su Raitre dal 2002. “Non ci fa pentire di avere acceso la televisione”, ha detto Teresa Armato), Daverio è quel che si dice un autentico personaggio. Protagonista assoluto per il suo modo di vestire, con l’anacronistico panciotto e papillon, per il suono della voce, per il modo in cui sa catturare l’attenzione e nello specifico affrontare, come ha fatto davanti a una platea di circa un centinaio di studenti, il tema del rapporto spazio/tempo partendo dalla constatazione che la città è una complicata combinazione di questi due elementi, a Napoli resa ancora più terribile dagli esosi tassisti. Passando per San Tommaso, che da Napoli a Roma a Parigi 800 anni fa ha camminato a piedi e scritto “come se avesse vissuto 1420 anni”, così annullando tempo e spazio in un’epoca in cui si era ben lontani dall’immaginare la possibilità di velocizzare i tempi e ridurre le distanze che esiste per noi oggi. Profetizzando per i giovani un futuro disastroso “a meno che non prendiate la storia per la coda e cominciate ad agitarla come il gatto del vicino quando lo si vuole gettare dalla finestra”. Concludendo che, a seguito dell’accantonamento dell’ideologia, dovremo trascorrere i prossimi venti anni a cercare di costruire una teoria, e che non si costruisce niente senza conoscenza (richiamando così il titolo della manifestazione), e che questa conoscenza si deve basare su nuovi percorsi di metodologia, capacità di agilità mentale, velocità di elaborazione e, soprattutto, sul ritorno agli istituti storici e alle proprie radici “perché non è affatto vero che siamo tutti uguali”. Ritornando, infine, al punto da cui era partito, e cioè all’esoso tassista napoletano che, per aver almeno fornito uno spunto di avvio della discussione, stavolta non fa rimpiangere i sei euro in più di quelli che si sarebbero spesi altrove. L’intervento è stato preceduto dal saluto del prof. Pasquale Ciriello, rettore de L’Orientale, che citando Baudelaire ha sottolineato come si possono annullare gli spazi anche nel chiuso di una stanza attraverso la lettura e lo studio di altri paesi e di altre culture, un po’ quello che avviene quando si studiano discipline come quelle trattate nelle facoltà dell’Orientale. Di grande interesse la relazione di Paolo Jedlowski, professore di Sociologia che si autodefinisce fenomenologo della quotidianità e che in questa veste ha parlato della velocità dei nostri giorni, generatrice di un’inevitabile “discrasia tra il quasi annullamento del tempo delle informazioni e quello dell’apprendimen­to”. A corollario, gli interventi di Enzo Torrieri e Carlo D’Angiò, rispettivamente project leader e project manager del Centro di Regionale di Competenza TEST, e di Antonio Massarotti, project leader del Centro Regionale di Competenza Innova, che hanno illustrato le attività scientifiche dei centri di cui fanno parte. L’incontro è stato moderato dall’inizio alla fine dal prof. Luigi Mascilli Migliorini, presidente del Centro di Ateneo per l’Orientamento e il Tutorato, che ha tirato le conclusioni dal punto di vista dello storico. 
Sara Pepe
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