È partita la Magistrale in Data Science

Annunciata circa un anno fa, quando ancora non si era concluso l’iter delle autorizzazioni da parte del Ministero dell’Università, è partita ora la Laurea Magistrale in Data Science. Le lezioni sono cominciate l’otto ottobre. Rispetto al progetto che si era delineato, la novità principale è che la nuova laurea non è ad accesso programmato. Gli immatricolati – ma c’è tempo ancora per iscriversi e si tratta dunque di un numero provvisorio – dovrebbero essere una ventina. I corsi del primo anno – alcuni dei quali in inglese – si svolgono al Dipartimento di Fisica, nel Complesso universitario di Monte Sant’Angelo. Sono: Hardware and software architecture per i big data; Data management and computer networks; Data mining, Statistical analysis of the data; Laboratorio di programmazione; Teoria ed etica dei big data. Il secondo anno è ancora in fase di definizione e si articolerà in tre indirizzi: Data science per le pubbliche amministrazioni, l’economia e le aziende; Data science per le scienze di base e l’ingegneria; Real World evidence per farmacologia ed oncologia. Per ora, spiega il prof. Giuseppe Longo, che è il Coordinatore di Data Science, “non abbiamo in programma una Laurea Triennale. Può darsi che in futuro ci penseremo, ma per il momento vogliamo concentrarci sul lancio e sul consolidamento della Magistrale. Ad essa si accede da vari Corsi di Laurea. Sostanzialmente quelli della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base e da Economia. Serve un minimo di requisiti in Matematica ed in Statistica”. Le prospettive occupazionali per chi si laureerà sono ottime secondo il prof. Longo: “Il Data Science è il settore di punta, il più ricercato dal mondo del lavoro. In Europa nei prossimi dieci anni serviranno da un minimo di dieci ad un massimo di venti milioni di persone con questa laurea”. Una delle peculiarità del nuovo Corso di Laurea, prosegue il docente, “è il coinvolgimento di importanti gruppi aziendali, appartenenti a diversi ambiti, nel percorso formativo. Ospiteranno i nostri studenti al secondo anno negli stage e nei tirocini durante i quali si elabora la tesi di laurea e sono certo che offriranno ai ragazzi, ancor prima della conclusione, opportunità di lavoro. Dico questo perché ricevo già ora molte richieste di aziende le quali mi chiedono se sono disponibili laureati in Big Data. È un campo nel quale in questo momento in Italia la richiesta del mercato del lavoro è superiore alla disponibilità di laureati”. 
Ma chi è e cosa fa un Data Scientist? Sulla pagina ufficiale del Corso di Laurea è definito in questi termini: “Un professionista altamente specializzato in possesso di conoscenze approfondite relative a infrastrutture hardware per la gestione dei big data; metodologie software per il loro trattamento; statistica avanzata; data mining; machine learning”. Un professionista capace di gestire una gran mole di dati, dunque, che però deve essere anche in grado di dialogare ed interagire con gli esperti dei vari settori nei quali i dati sono utilizzati: economisti, medici, ingegneri ed altre figure. “Definiamo queste ultime competenze – prosegue Longo – come conoscenze di dominio”. Data Science – lo ricordava Longo – è considerata oggi una laurea più che promettente dal punto di vista degli sbocchi occupazionali. Un’analisi presentata da Data Science Central ricostruisce 105 figure professionali legate alla produzione, analisi e interpretazione dei dati. La prima per frequenza è ‘Data Scientist’, seguita da ‘Business Analyst’, ‘Analyst’, ‘Data Analyst’, ‘Statistician’, ‘Business lntelligence manager’ e ‘Analytics specialist’. Nel 2011, il McKinsey Global Institute (MGl) in un rapporto intitolato ‘Big data: The next frontier for innovation, competition, and productivity’ si dichiarò preoccupato per la carenza di figure professionali adeguate a svolgere l’analisi dei dati necessaria per migliorare il processo decisionale. A livello europeo, nel 2013, la UNECE, in collaborazione con Eurostat e l’OECD, ha sottolineato sia il forte ritardo europeo nelle tecnologie legate alla Data Science, che la centralità della figura del Data Scientist per la raccolta e l’analisi statistica dei dati.
“Qui alla Federico II – conclude Longo – la nuova laurea è nata da una iniziativa e dalla volontà mia, di Roberta Siciliano e di Antonio Picariello. La gestazione è durata un anno ed un altro anno è trascorso in attesa di tutte le autorizzazioni necessarie ad attivare il nuovo percorso formativo. Abbiamo dovuto superare trappole burocratiche di dubbia utilità. Direi, però, che ne è valsa la pena. Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto”. 
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