Economia, Facoltà da primato in Campania per Aziendale

“La scelta della Facoltà va fatta tenendo conto degli sbocchi occupazionali, ragionando con la propria testa e non seguendo le mode del momento. Oggigiorno, la velocità ha una grande valenza: è importante laurearsi presto e bene, in modo da entrare il prima possibile in un mercato del lavoro che è altamente competitivo”. Questa è l’esortazione del prof. Vincenzo Maggioni, Preside della Facoltà di Economia con sede a Capua, alle future neo-matricole ancora in dubbio su quale percorso di studi scegliere.
Il primo anno simile per tutti i Corsi
Economia Aziendale, Economia e Legislazione d’impresa, Economia e Commercio, Scienze del Turismo per i Beni culturali (in collaborazione con Lettere) e Studi internazionali (in collaborazione con Giurisprudenza e l’ Università di Malta): sono questi i Corsi di Laurea triennale attivati dalla Facoltà, tutti a libero accesso. Li passiamo in rassegna insieme al prof. Maggioni, premettendo che hanno una comune matrice (il primo anno è quasi uguale per tutti i percorsi), con il vantaggio per gli studenti di poter cambiare Corso al termine del primo anno senza incorrere in debiti formativi. Quello che attira più immatricolazioni è Economia Aziendale. “Siamo stati i primi in Campania ad attivare questo Corso di laurea, quindici anni fa –afferma Maggioni –  replicandolo sul piano di studi dell’Università ‘Bocconi’. Il Corso ha avuto modo di formare, nel tempo, un buon legame con il territorio e un’immagine forte”. E’ un percorso di studi orientato sull’impresa, il cui obiettivo è trasmettere le conoscenze sulle dinamiche d’azienda. La laurea triennale in Economia e Commercio ha, invece, una componente economica e giuridica più forte rispetto a quella aziendale. “Paragonato al precedente, è un percorso un po’ più generale, che prepara professionisti con conoscenze relative al funzionamento dei sistemi economici e dei mercati nei quali operano le imprese. Sicuramente, fornisce un’apertura maggiore e una libertà di scelta per il biennio specialistico”. Economia e Legislazione d’Impresa è tagliato per la preparazione degli studenti alle professioni autonome, quali dottori commercialisti, consulenti del lavoro e analisti d’impresa. “E’ un indirizzo più marcato, con una componente professionale che si riflette in insegnamenti come Diritto del lavoro e tecnica professionale”. Scienze del turismo per i Beni Culturali è interfacoltà con Lettere. Le lezioni si svolgono per un semestre presso la Facoltà di Lettere (che ha sede a S. Maria Capua Vetere) e per un altro a Economia. Affianca agli insegnamenti dell’arte e dei beni culturali, quelli economici, “perchè lo studio dei sistemi turistici, messo a frutto, genera attività imprenditoriali”.
Infine, per quest’anno, relativamente al Corso in Studi internazionali, saranno mantenuti in vita solo il secondo e terzo anno, quindi non si procede con nuove immatricolazioni, se ne sta valutando l’organizzazione. “Un percorso di studi, questo, che fornisce una preparazione diplomatico-internazionale, al termine del quale, viene rilasciato un titolo che ha una doppia valenza: nel sistema italiano e in quello anglo-maltese”.
L’organizzazione didattica si focalizza su quattro aree tematiche: aziendale, economica generale, quantitativa (basata sugli insegnamenti di Matematica e Statistica) e giuridica. A questo punto, “è difficile che gli studenti abbiano predisposizioni negative per tutte e quattro le aree su cui sono sviluppati i corsi di laurea. Se l’allievo sa di avere un’avversione verso le materie giuridiche, può scegliere un corso di laurea che prevede pochi esami di Diritto, in modo da ridurre al minimo la componente negativa. Il primo anno serve proprio per testare le capacità personali e rendersi conto delle quattro aree di studio. Per questo abbiamo dato la possibilità a quegli studenti che si accorgono magari di aver fatto una scelta sbagliata di poter cambiare corso di laurea, senza alcun debito formativo”.
Seguire le lezioni non è obbligatorio, ma aiuta molto. “Essere presenti in aula, studiare quotidianamente gli argomenti trattati, vivere la facoltà perchè il mestiere di coloro che si iscrivono all’Università è studiare. Le lezioni più affollate, soprattutto quelle di Economia Aziendale, sono sdoppiate sia per lettera che per cattedra, in modo che le aule possano contenere la numerosità degli studenti e, allo stesso tempo, per invogliare questi ultimi a seguire”.
Un ambiente
gradevole
Un ulteriore incentivo allo studio, secondo Maggioni, è fornito dalla sede, l’ex caserma Fieramosca, al Gran Priorato di Malta, a Capua. “Anche l’ambiente ispira gli studenti, e, negli ampi cortili della Facoltà, si respira silenzio e tranquillità che danno l’impressione di un ambiente protetto e molto gradevole”. Altro punto di eccellenza della Facoltà è la biblioteca che oltre al patrimonio cartaceo, si avvale di un settore on-line costituito per lo più da abbonamenti a riviste e cataloghi. Comprende, inoltre, sessanta posti studio. “Stiamo puntando molto sui servizi: oltre ad assicurare spazi crescenti agli studenti (entro la fine dell’anno, ci sarà anche una buvette), percorriamo un percorso abbastanza evoluto che porterà all’attivazione del servizio bancomat in Facoltà, all’attivazione di una carta elettronica per i servizi di tipo amministrativo e per l’accesso alla documentazione didattica e al proprio curriculum. Le aule dispongono di impianti di amplificazione e di video-proiezione”. Al piano terra della sede, è allestito un Ufficio per il tirocinio.  Esperienza che gli studenti possono vivere durante il ciclo di studi triennale. “Il tirocinio si basa su tre aree professionali: impresa, pubblica amministrazione e professioni. Possono svolgerlo, per un periodo solitamente di tre mesi, tutti gli studenti che abbiano concluso almeno il secondo anno e magari può servire da spunto per il loro lavoro di tesi. A tale proposito, la Facoltà ha stipulato varie convenzioni con imprese del territorio nazionale, solo per citarne qualcuna: Plasmon, Fiat e Alenia”. Non dimentichiamo il corpo docente: la loro età va dai 35 ai 45 anni, praticamente giovanissimi. “I docenti giovani hanno più capacità di adattamento e soprattutto non danno un’immagine di eccessivo rigore all’allievo”.
Maddalena Esposito
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