ECONOMIA, offerta didattica plurima ma il primo anno è comune

Se si è interessati alle discipline economiche, a quale Corso di Laurea è preferibile iscriversi? Si è tentato di dare una risposta a questa domanda nell’incontro del 30 settembre, a cui hanno partecipato i professori Paola Coppola della Federico II, Clelia Buccico della Seconda Università, Andrea Regoli della Parthenope e Paola Villani del Suor Orsola Benincasa. Le tre Facoltà di Economia degli Atenei rappresentati (al Suor Orsola è attivo Turismo per i Beni Culturali ma afferisce alla Facoltà di Lettere) offrono un’ampia gamma di Corsi di Laurea triennale, alcuni anche interfacoltà. La scelta per un neo-diplomato, dunque, si complica. 
I docenti dopo aver fornito delle dritte sui Corsi più gettonati – “Economia e Commercio dà una preparazione a più ampio raggio” (prof.ssa Coppola); “con la Laurea in Economia aziendale ci si prepara a diventare manager in imprese private o in istituzioni pubbliche” (prof.ssa Buccico) – hanno ricordato che nei primi due anni è previsto un blocco di discipline comuni, ciò significa che se ci si accorge in ritardo di avere una passione per un settore diverso dal proprio, si può facilmente passare da un Corso all’altro.
Tanto interesse per Scienze del Turismo
Destano interesse tra gli studenti i Corsi di Laurea in Scienze del Turismo attivati da tutte e tre le Facoltà di Economia (solo quello del Federico II è a numero chiuso). Una scelta, per la prof.ssa Buccico, che consente di trovare lavoro subito dopo la Triennale: “alcuni laureati si uniscono in società con l’obiettivo di  valorizzare i beni archeologici e museali del territorio. Scienze del Turismo, oltre alle materie economiche e giuridiche, prevede conoscenze di storia, di geografia e di tutto ciò che è necessario per lavorare nel campo dei beni culturali. Una volta terminati gli studi si può diventare consulente per la Soprintendenza, lavorare in una casa editrice specializzata o operare nella filiera turistica”. Anche al Suor Orsola c’è un Corso di Laurea in Turismo per i beni culturali che afferisce alla Facoltà di Lettere e Filosofia. Ha sede a Pomigliano D’Arco ed è a numero programmato. “Se lo scegliete perché siete incuriositi dalle materie economiche ma avete paura di affrontarle, sappiate che vi troverete in difficoltà nel momento di iscrizione alla Specialistica – mette in guardia la prof.ssa Villani – Optate per questo Corso solo se vi interessa il blocco delle materie specifiche. Tenete conto dei vostri gusti ma anche delle vostre predisposizioni e attitudini”. Uno studente chiede che possibilità abbiano i laureati di inserirsi nel mercato del lavoro e la docente cita come esempio la storia di alcune sue ex studentesse: “Melania si è laureata a marzo con una tesi in Archeologia industriale su un progetto di recupero di un’industria tessile di Biella; il progetto è piaciuto, è stato finanziato e lei ora sta lavorando lì. Giuseppina, invece, ha svolto un tirocinio pre-laurea alle Terme di Saturnia ed ha ottenuto subito un contratto stagionale. Tornerà a Napoli solo per laurearsi”.
Dalla platea la richiesta di saperne di più su eventuali prove di ingresso. “Alla Federico II c’è un pre-test elettronico facoltativo che si può svolgere anche da casa ma in un giorno prestabilito – risponde la prof.ssa Coppola – C’è chi si aiuta con Internet, chi chiede il supporto ad un amico ma così facendo non capisce il senso della prova. Serve ad orientare la scelta. E’ stupido barare”. “Alla Parthenope non c’è alcuna prova di accesso ma quest’anno, per la prima volta, abbiamo pubblicato sul sito della Facoltà delle domande di matematica, fisica, logica e comprensione del testo per far capire quali sono le competenze richieste per affrontare gli studi”, interviene il prof. Regoli.
Quali sono i criteri per effettuare una scelta di cui non ci si debba pentire? La prof.ssa Villani raccomanda: “Individuate il Corso di Laurea che fa per voi non basandovi sulle materie che vi piacciono ma sulle possibilità di carriera. Pensate a quello che potrebbe essere il vostro futuro professionale. Per esempio, se amate la letteratura ma escludete l’idea di insegnare, tanto vale continuare a leggerla di sera”.
Matematica e Statistica 
“scogli psicologici”
Ci sono esami statisticamente più difficili?, chiede una ragazza.
“Gli esami non sono difficili in sé. A volte le difficoltà derivano dalle condizioni psicologiche dello studente – risponde la prof.ssa Coppola – Si incontrano materie in cui si è meno portati e docenti che non rispondono ai propri gusti. L’importante è essere desiderosi di conoscere. Ricordando che “conoscere non è sapere, ma sapere vuol dire saper cercare”, ovvero significa essere capaci di orientarsi per trovare le informazioni che si cercano. L’ho imparato dal mio professore di Ragioneria Amodeo”.
Un’altra domanda riguarda la preparazione nelle materie scientifiche di chi proviene dal liceo classico. “Matematica e Statistica diventano scogli più che altro psicologici – rassicura il prof. Regoli – E’ compito del docente cercare di stimolare l’interesse degli studenti. Sta nell’abilità del professore far capire che gli strumenti statistici si prestano a molteplici utilizzi”. “All’esame di Ragioneria, per esempio, è probabile che abbia più difficoltà lo studente che proviene dall’Istituto di Ragioneria perché pensa di sapere già quel che verrà insegnato. Io ho fatto il classico. Lì avevo imparato un metodo e una disciplina che mi sono state utilissime all’Università”, racconta la prof.ssa Buccico.
Il consiglio del prof. Regoli è quello di approfittare della disponibilità dei docenti: “Come in tutte le grandi famiglie ce ne sono di più e meno gentili: andateli a trovare durante i loro orari di ricevimento, chiedete loro spiegazioni”. “Smanettate sui siti degli Atenei, cercate informazioni sugli esami, i docenti – suggerisce la prof.ssa Villani – Entrate nelle aule, imbucatevi, conoscete i responsabili dei Corsi. Recatevi all’ufficio di orientamento in uscita, cercate di capire dove potrete andare a lavorare in futuro. Dovete essere motivati, la scelta va fatta con il cuore”. La prof.ssa Buccico invita ad approfittare dell’esperienza Erasmus, il progetto che consente di studiare per un periodo presso università europee: “seguire i corsi in un’altra realtà è un’occasione di formazione umana, oltre che professionale, importantissima”. Alla Sun, inoltre, i più meritevoli vengono premiati con viaggi premio: “Negli scorsi anni sono stati organizzati per loro incontri con Facoltà straniere in Spagna e negli Emirati Arabi”.
Uno studente chiede il microfono: “Per chi vuole accedere al mondo bancario, quale Corso di Laurea risulta più vantaggioso?”. “Io le auguro di diventare banchiere piuttosto che bancario – scherza la prof.ssa Coppola – Al concorso per lavorare in banca si accede con il diploma. Le Facoltà di Economia hanno un’offerta didattica plurima ma gli esami del I anno sono i medesimi, perché a 18 anni non si hanno le idee chiare sui propri interessi. Si iscriva a Economia e Commercio o a Economia Aziendale e penserà dopo a specializzarsi”. E’ possibile che, cominciando a studiare, ci si innamori di una materia specifica. Meglio non precludersi il ventaglio di possibilità. A chi è indeciso tra i vari Corsi di Laurea la prof.ssa Buccico suggerisce: “Andate a spulciare i diversi piani di studio. Può succedere che in corso d’opera si cambi idea e ci si appassioni a una materia che non si immaginava. Io, per esempio, volevo diventare una manager, avere un lavoro dinamico, fare tanti soldi. Poi ha prevalso la strada della passione”. “Io pensavo che avrei lavorato in azienda, ma ho scoperto che mi piaceva il diritto tributario e ho conciliato l’insegnamento con la professione – racconta la prof.ssa Coppola, sottolineando quanto sia importante per i neodiplomati crescere in fretta, diventare adulti – Capita che vengano da me genitori a chiedere informazioni. E’ inimmaginabile. Bisogna essere consapevoli delle proprie scelte. Mettendo in conto che si può sempre sbagliare e tornare indietro”.
Manuela Pitterà
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