Economia, quello che non va in Facoltà

“Microeconomia è sicuramente l’esame più difficile. E’ lungo e, se non lo studi bene, lascia delle lacune che è quasi impossibile colmare”, dice Gennaro Scuotto, terzo anno del Corso di Laurea in Diritto dell’Impresa e delle Amministrazioni. Continua il viaggio tra gli studenti di Economia per radiografare i loro problemi e le loro difficoltà. “Microeconomia è un esame come gli altri, basta seguire il corso, studiare e fare gli esercizi”, replica Raffaella D’Ambrosio, studentessa al secondo anno di Economia Aziendale. “L’esame più complicato è Diritto Privato, perché i professori non approfondiscono gli argomenti. Io ho seguito il corso con il prof. Lucarelli, si limitava a leggere il codice ed a spiegarci l’articolo. Ma non basta – sostiene Gennaro Colantuono, terzo anno del Corso di Laurea Economia delle Imprese e Mercati, che prosegue – Per quanto riguarda, invece, il corso di Microeconomia, occorrerebbero più esercitazioni. La prof.ssa Basile, secondo me, dovrebbe dedicare meno tempo alla teoria”. “Adesso che hanno aggiunto delle sessioni d’esame, le cose sono più semplici. Microeconomia resta in assoluto l’esame più difficile insieme a quello di Aziendale I, perché è diviso in due parti -Ragioneria e Metodologie- che sono entrambi fondamentali”, dice Mario Gennaro. Sotto accusa: “senza dubbio Diritto Commerciale e Matematica, perché il prof. Basile non sa rendere la materia interessante e il libro di testo è poco chiaro”, sottolinea Mario Auricchio, studente di Economia Aziendale. “E’ una guerra continua perché c’è una forte disorganizzazione. Quello che salta subito agli occhi è la difformità tra i vari docenti: lo stesso corso tenuto da professori diversi non ha lo stesso programma. Questo danneggia gli studenti che ritardano gli esami, aspettando l’avvicendamento delle cattedre, perché spesso c’è differenza anche tra i criteri di valutazione – afferma Carmine Carrella, terzo anno del Corso in Amministrazione delle Imprese Finanziarie, che fa un esempio concreto – Ho dato l’esame di Macroeconomia con Giannola. Oltre a studiare il libro di testo, ho dovuto fare delle ulteriori ricerche anche su altri testi. Alcuni colleghi che avevano abbandonato il corso, hanno sostenuto l’esame con Cella e si sono trovati molto meglio. Queste cose, ad uno studente, bruciano!”. Anche il suo amico Mario ha un esempio da fare: “il nostro programma di Diritto Privato, è doppio rispetto a quello di Scienze del Turismo e vale lo stesso: cinque crediti!”. C’è, inoltre, una forte discriminazione nei confronti di chi non segue le lezioni, perché lavora o non riesce a seguire tutti i corsi che, spesso, si accavallano. Queste persone non godono degli sconti sul programma -di cui usufruiranno, invece, i corsisti- e non possono sostenere le prove intercorso.
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