Emiddio, Roberto e Stephanie, tre studenti di Ingegneria Informatica, in Cina nel quartier generale della Huawei

Una delegazione di tre studenti campani – su undici partecipanti – in Cina, nel  quartier generale della Huawei, la nota società impegnata nello sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti, di sistemi e di soluzioni di rete e telecomunicazioni, grazie al programma educativo Talent Lab – Seeds for the Future, giunto alla terza edizione. Un viaggio studio di due settimane –  che si è concluso ai primi di febbraio – organizzato e finanziato dalla nota casa tecnologica e patrocinato dai Ministeri dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e dello Sviluppo Economico (MISE) a cui hanno partecipato undici universitari nel campo dell’Ingegneria Informatica e delle Telecomunicazioni che, al termine dell’esperienza, sono stati ricevuti dall’Ambasciatore d’Italia nel Paese dell’Antico Celeste Impero Ettore Francesco Sequi. L’iniziativa ha l’obiettivo di promuovere le tecnologie d’avanguardia tra gli studenti del settore. Tra le novità di quest’anno, l’ambizione di preparare esperti in grado di introdurre nel sistema industriale i cambiamenti tecnologici necessari alla cosiddetta ‘fabbrica intelligente’, motore delle Smart Cities, città-laboratori della crescita digitale, in grado di generare innovazione attraverso la banda ultralarga, la valorizzazione delle iniziative strategiche in ricerca e sviluppo, la nascita e la crescita delle startup. Durante il viaggio studio, i giovani ammessi al programma – selezionati sulla base delle conoscenze di inglese e dell’interesse per il campo – che in futuro saranno coinvolti in progetti presso aziende pilota individuate dal MISE, hanno incontrato anche Qu Wenchu, Senior Vice President dell’azienda che solo nel 2014 ha investito nell’innovazione oltre sei miliardi di dollari, oltre il 14% del proprio fatturato globale, il quale ha consegnato loro l’attestato di merito nel corso di una cerimonia cui ha partecipato il Capo di Gabinetto del Ministro dello Sviluppo Economico Vito Cozzoli. Le attività sono state suddivise in due momenti culturali, uno di tipo scientifico nella sede principale del colosso informatico a Shenzhen, l’altro di tipo linguistico attraverso corsi di lingua, scrittura e pittura cinesi all’Università di Pechino. Il progetto Talent Lab è, infatti, parte di una più vasta iniziativa denominata Telecom Seeds for the Future, un progetto di Corporate Social Responsability basato sulla promozione di esperienze professionali interculturali, le quali hanno fino ad ora coinvolto cinquecento giovani in cinquantasette paesi, promosso da questa realtà industriale che nel nostro continente annovera più di settemila dipendenti, ottocentocinquanta dei quali impegnati nei laboratori di ricerca presenti in Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Svezia e Regno Unito, e i cui prodotti, installati in più di cento settanta paesi, servono più di un terzo della popolazione mondiale.
Le impressioni dei tre studenti iscritti ai Corsi di Laurea Magistrale in Ingegneria Informatica presso la Federico II e Salerno. “È stato davvero interessante, abbiamo visitato un Paese molto diverso dal nostro, sia dal punto di vista culturale che in termini di ritmi di vita”, racconta Emiddio Esposito, 23 anni, di Nocera Superiore, studente all’Università di Salerno dove ha conseguito la Laurea Triennale con 110 e lode. Il viaggio, intenso e coinvolgente, ha consentito a tutto il gruppo italiano di vedere con i propri occhi alcuni dei monumenti più famosi e rappresentativi del Paese – dalla Grande Muraglia, alla Città Proibita, a Piazza Tienanmen – e di scoprire in anteprima il futuro delle tecnologie dell’informazione, “prodotti che nemmeno immaginiamo, non ancora usciti sul mercato, per esempio data center componibili”. Le ragioni che lo hanno spinto a partecipare al programma: “volevo fare un’esperienza all’estero che contribuisse a farmi vedere delle cose che non sempre all’università è possibile osservare, soprattutto in termini pratici. Qui da noi, si dà molta enfasi alla teoria, senza la quale non sarebbe possibile sviluppare le applicazioni, ma credo che un’esperienza di questo genere dia molti vantaggi, soprattutto per quanto riguarda le conoscenze sulle reti cellulari che mi interessano molto perché spero, appena terminati gli studi, di trovare lavoro in ambito progettuale, in un settore innovativo”.
“La formazione è stata completa, perché abbiamo seguito tutte le fasi del ciclo produttivo di dispositivi di comunicazione mobile e di apparati di reti in fibra ottica con strumenti non sempre facili da trovare all’università. Abbiamo visto le soluzioni pratiche di tanti aspetti teorici che ci ha aperto la mente su tanti campi sui quali, in quel Paese, sono avanti”, sostiene Roberto Vela, 24 anni, napoletano, studente alla Federico II, laureato alla Triennale con una tesi sulle reti di calcolatori e cloud computing e un anno di lavoro all’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), appassionato di lingue straniere. Roberto è rimasto molto impressionato dall’esperienza sia in termini tecnologici che umani. Aggiunge: “Mi sono piaciute anche le lezioni all’università dove ho scoperto la musicalità di una lingua nella quale è fondamentale l’intonazione”.
“Volevo andare all’estero in un posto che non fosse l’Europa. Durante la Triennale sono stata in Spagna con l’Erasmus. Sapevo che un soggiorno in Cina sarebbe stato diverso, potente. Personalmente mi ha colpito la praticità che abbiamo sperimentato e quello che fanno nel campo della sorveglianza informatica e della sicurezza”, racconta Stephanie Canè, 25 anni, di Pomigliano D’Arco, studentessa alla Federico II dove si è laureata con una tesi sulla sicurezza informatica e la tutela della privacy, settori nei quali vorrebbe lavorare in futuro. Entusiasta anche della cultura e dell’esperienza linguistica: “è stato molto bello affrontare, anche se con un breve corso, una lingua che riteniamo astrusa e cimentarsi nella loro scrittura”.
Simona Pasquale
- Advertisement -




Articoli Correlati