Episodi di vandalismo a Palazzo Giusso

“L’aula studio di Palazzo Giusso è inagibile, perché dei vandali hanno sciaguratamente pensato di entrare e rompere gli estintori all’interno. Circostanze del genere non si verificano raramente: è un problema che ha basi sociali e in questo caso l’Università non ha colpe. Dal canto loro, gli addetti alla portineria ribadiscono che non rientra nelle loro mansioni assicurare la sicurezza o la sorveglianza delle strutture, ma esclusivamente la detenzione delle chiavi degli spazi e la manutenzione degli strumenti didattici”, riferisce esterrefatta Nicoletta Farro, iscritta al primo anno di Mediazione Linguistica e Culturale, a seguito di uno degli episodi di vandalismo che si sono verificati nel mese di novembre presso la sede di Largo San Giovanni Maggiore. “Se ci fosse maggiore vigilanza, la questione non sussisterebbe dal momento che paghiamo le tasse per un servizio inesistente. Non posso fare a meno di pensare che dei ragazzini di dieci anni abbiano distrutto l’aula dove andavo a studiare tutti i giorni”, dice Laura, al secondo anno di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Nel cortile di Palazzo Giusso “si sono appostati negli ultimi tempi dei ragazzini che importunano le studentesse lanciando pietre. Una volta hanno preso anche me e sono tornata a casa con un livido sul braccio. Come si può stare tranquilli se nemmeno all’Università siamo tutelati?”, reclama Lidia D’Acunto, al terzo anno di Lingue e Culture Orientali e Africane. “Una mattina cinque bulletti mi hanno fatto il bagno con una bottiglia d’acqua e hanno colpito altri con lattine mentre giravano in bici”, continua Federica De Vita, matricola di Lingue e Culture Comparate. Di recente, anche Palazzo del Mediterraneo “è invaso dai teppistelli di quartiere, che mi hanno presa di mira con gesti e parole offensive. Quando ho chiesto nello stesso momento aiuto alle guardie, la risposta è stata: «come istituzione non possiamo fare niente». Così ho preso il cellulare per telefonare a casa e quelli mi hanno aggredita, poiché credevano che stessi chiamando i carabinieri. Sono allibita che una cosa del genere possa accadere a un metro dall’ingresso dell’Università senza che ci sia la minima forma di controllo o protezione”, afferma con disappunto Bianca Errico. “Noi ragazze abbiamo paura persino di trattenerci quando le lezioni a Palazzo del Mediterraneo finiscono alle 18.30, perché ci sono sempre questi gruppetti pericolosi che si aggirano nei dintorni”, aggiunge Federica.
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