Erasmus+ all’insegna della ecosostenibilità e inclusione

Rinnovato il nuovo e più inclusivo piano Erasmus+ formulato dal Parlamento Europeo. Finanziamenti quasi raddoppiati rispetto alla programmazione del settennio precedente, apertura agli adulti e quindi non solo agli studenti più giovani, programma semplificato, inclusivo ed eco-friendly. Dai circa 14 miliardi di euro stanziati nei sette anni precedenti si passerà infatti, tra il 2021 e il 2027, a circa 28 miliardi, il che significa verosimilmente un aumento nell’erogazione del numero delle borse di studio disponibili. “Non solo – fa notare la prof.ssa Elvira Falivene, Delegata all’Internazionalizzazione del Dipartimento di Scienze Politiche ‘Jean Monnet’ – per la prima volta Erasmus+ apre le porte alla mobilità presso Paesi extra UE, e questo produrrà un significativo miglioramento delle connessioni internazionali volte a preparare giovani e (sempre per la prima volta) meno giovani”. Si tratta infatti di un’occasione d’oro anche per chi, ormai fuori dalla fascia d’età in cui canonicamente si intraprende un’esperienza all’estero, vuole ampliare il proprio bagaglio di competenze. “Per come la vedo io, ma è un punto di vista personale, era necessario essere più inclusivi verso fasce d’età più alte – continua la docente – Anche chi ha avuto un decorso di vita diverso, per volontà o necessità, deve infatti poter accedere a una formazione adeguata, anche a livello internazionale. Inoltre, l’incremento dell’utilizzo di devices digitali a seguito della pandemia da Covid-19 può essere funzionale non solo alla riduzione dell’impatto ambientale da consumo di carta, ma anche a una maggiore connessione e scambio di competenze tra studenti e docenti”. L’Erasmus è un’esperienza “che cambia gli studenti nella mente e nel fisico – dice la prof.ssa Francesca Graziani, Referente Erasmus del ‘Jean Monnet – È qualcosa che si nota nel momento in cui rientrano in Italia. Mi capita di parlare con gli studenti e li vedo entusiasti perché, e specialmente per un Dipartimento che si propone di elargire una formazione internazionale, il conoscere realtà e culture diverse costituisce un’esperienza di vita estremamente importante”. Ben venga dunque l’incremento dei fondi a disposizione “se questo significa poter soddisfare le esigenze del maggior numero di studenti possibile”, chiosa. Ok per la digitalizzazione anche da parte della Graziani, che però ammonisce: “è estremamente positivo se questo contribuisce a un minore impatto ambientale per quanto riguarda i trasporti e l’abbattimento nel consumo di carta, ma per quanto riguarda l’erogazione della didattica non può sostituire la presenza. L’Erasmus è fatto di contatto umano e la pandemia ha avuto un impatto molto negativo sotto questo punto di vista: diversi nostri studenti hanno dovuto seguire le lezioni previste dai Corsi di Laurea esteri dall’Italia, venendo privati fattivamente della parte più bella dell’esperienza, cioè del vivere l’ambiente, la cultura e le persone del posto in cui si approda”. Una notizia che ha accolto il favore di tutti, perché favorisce la mobilita internazionale e amplia il novero delle possibilità. “Dal punto di vista dei trasporti verrà incentivato l’utilizzo di mezzi sostenibili – racconta il prof. Nicola Pisacane, Referente Erasmus del Dipartimento di Architettura e Disegno industriale – e questo nell’ottica della sensibilità europea in tema di ecosostenibile. Ritengo si tratti di un processo molto importante”. Sempre più numerosi gli studenti che chiedono di partire: “purtroppo non disponiamo dei fondi per accontentare tutti; se l’aumento dei fondi significa, quindi, per il nostro Dipartimento poter erogare un maggior numero di borse Erasmus, ritengo sia una cosa fantastica. Il nostro Dipartimento e l’Ateneo premono molto verso l’internazionalizzazione e in questo senso siamo in linea con la politica europea”. Importantissima è anche la ricerca, e ad annunciarne l’essenzialità è la prof.ssa Maria Antonietta Sbordone, membro della Commissione Erasmus dello stesso Dipartimento: “quello che ho notato con estremo piacere – racconta – è il crescente interesse accreditato alle relazioni tra atenei e imprese di settore nell’ambito della ricerca. Credo che in futuro si debba puntare ancora di più su questo, anche nel settore tessile, cioè il nostro, così da poter mettere a disposizione degli studenti un ventaglio più ampio di possibilità internazionali”. La delibera del Parlamento Europeo “credo sia una dimostrazione di quanto per l’Unione Europea sia importante puntare sui giovani, orientamento, peraltro, in linea con quello del nostro Ateneo”. A Economia, nonostante le difficoltà imposte dalla pandemia, alcuni studenti sono riusciti a partire lo scorso gennaio con destinazioni Spagna, Portogallo e Polonia. Sebbene anche loro abbiano dovuto seguire da remoto, il trovarsi nella nazione di destinazione “ha avuto dei risvolti molto positivi rispetto al seguire dall’Italia, che viceversa credo sarebbe stato piuttosto frustrante”, sostiene la prof.ssa Rosa Vinciguerra, Delegata Erasmus del Dipartimento. “Ho avuto modo di sentirmi con gli studenti, anche sfruttando le possibilità digitali che abbiamo a disposizione, e li ho trovati molto entusiasti, e questo a rimarcare l’importanza dell’esperienza Erasmus”. Ben accolto anche a Economia, dunque, l’aggiornamento Erasmus per il prossimo settennio, che si prefigura “come un salto di qualità in tema di internazionalizzazione, ecosostenibilità e inclusione. Credo sia proprio questa la direzione, e l’Europa sta dimostrando i suoi sforzi nella creazione di una rete di connessioni Europa-mondo”.
Nicola Di Nardo
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