Federico Alvino si ricandida

Giurisprudenza dell’Università Parthenope alle urne per il rinnovo della presidenza. La data della consultazione sarà decisa nel Consiglio di Facoltà del 12 maggio. Spetterà al decano, il prof. Raffaele Bifulco, docente di Istituzioni di Diritto Pubblico, avviare le procedure elettorali. Voteranno i trentadue componenti del CdiF, professori ordinari ed associati, rappresentanti dei ricercatori e degli studenti. Ha manifestato la sua intenzione di ricandidarsi per un ulteriore mandato il prof. Federico Alvino. Rumors in Ateneo indicherebbero una candidatura alternativa. Sarebbe il prof. Luigi Moschera, professore straordinario di Organizzazione Aziendale, il nome accreditato da un gruppo di docenti come papabile alla poltrona di primo cittadino della Facoltà. Moschera, però, sentito sull’argomento, sembra cadere dalle nuvole. Della scadenza elettorale – sostiene – non si è affatto parlato. Quindi non intende intervenire “in segno di rispetto del Consiglio e  delle cariche istituzionali della Facoltà”. A tanto riserbo sulle questioni di politica accademica, fa da contraltare la loquacità su tutto ciò che riguarda la didattica che Moschera segue molto da vicino in quanto Presidente dei Corsi di Laurea in Economia Aziendale e Scienze dell’Amministrazione e delegato di Facoltà all’orientamento (torneremo successivamente su due interessanti progetti avviati).
Un altro Corso
a Napoli
Federico Alvino, 41 anni, professore ordinario di Economia Aziendale, consigliere al Comune di Napoli dove è Presidente della Commissione Attività Produttive, candidato alle ultime regionali con l’Unione di Centro con oltre 13 mila preferenze, è Preside della Facoltà di Giurisprudenza di Nola dal 2007, quando eletto con 14 voti su 26 votanti (segno di una frattura tra le due anime della Facoltà – quella giuridica e quella economica), succede al prof. Salvatore Vinci. Oggi si ripropone “per proseguire il lavoro iniziato tre anni fa”. Tra i progetti da seguire con maggiore attenzione: “l’attivazione, dal prossimo anno accademico, del primo Corso di Laurea in Giurisprudenza a Napoli. Avrà sede nell’edificio dell’ex Palazzo Telecom (Monte di Dio) dove sarà allocato il polo economico-giuridico dell’Ateneo”. La partenza del Corso – che sarà a numero programmato – è subordinata alla disponibilità della sede per la quale i lavori di riattazione sono ormai in via di completamento, “perché vogliamo garantire una didattica di qualità, certo non ricorrere ai cinema. E quindi offrire quei servizi che fanno la differenza: aule, biblioteca, sale informatiche, laboratori”. Giurisprudenza farà compagnia all’altro Corso napoletano, Scienze dell’Amministrazione, e si porrà in competizione con altre Facoltà del capoluogo “che hanno sì storia e tradizione, ma anche una certa omogeneità di contenuto”. Un bel modo di festeggiare i dieci anni della Facoltà, il cui punto di forza – sottolinea Alvino – è l’età media dei docenti: 40-45 anni (il decano ha soli 48 anni!). L’altra metà – e più – della Facoltà è a Nola, dove si iscrivono 600 matricole l’anno (“abbiamo toccato anche picchi di 1.500 immatricolati”). Troppi studenti per poche aule: ne occorrerebbero 18 mentre sono solo 9 quelle disponibili. Tre (una da 80 posti e due da 30) oltre all’Aula Magna in Piazza Giordano Bruno, nell’ex Casa del Fascio, ed altre 6 esterne (di cui tre al Cinema Savoia) per le quali “paghiamo un fitto passivo di 100mila euro l’anno”. Situazione insostenibile: “le indicazioni ministeriali invitano a ridurre i fitti passivi e, oltretutto, non sono viste di buon occhio le sedi decentrate”. “Se pure si dovesse arrivare al completamento della Reggia Orsini, l’ex Tribunale, si tratta di attendere perlomeno dieci anni. Per cui occorre avviare un riequilibrio, ridurre la pressione su Nola”, dice Alvino con rammarico sottolineando l’assenza di risposte dagli enti locali. Eppure la Facoltà – il cui bacino d’utenza è per il 60 per cento dell’agrolano e per il 30 per cento dei paesi vesuviani – ha rappresentato la risposta ad una domanda di cultura dei giovani del posto “che non si sarebbe potuta realizzare o che avrebbe pesato economicamente sulle famiglie”. Nessun problema con i requisiti minimi per quanto riguarda l’organico (sono i 62 docenti più qualche nuovo arrivo per concorsi in atto): “abbiamo utilizzato il sistema incentivato dal Ministero (il cui contribuito è pari al 90 per cento dello stipendio) che consente di far arrivare docenti per trasferimento da fuori regione”.   
Altre candidature oltre alla sua? “Non ne so nulla. Né in via ufficiale, né in via ufficiosa”, risponde Alvino. Comunque, nell’eventualità, “ben vengano per un confronto plurale”.
Moschera: tutoraggio per gli studenti bravi e per quelli in difficoltà. “Il miglioramento degli indicatori qualitativi”, l’obiettivo perseguito dal Consiglio di Corso di Laurea presieduto da Moschera che ha avviato, in coordinamento con il Centro Orientamento e Tutorato d’Ateneo, due progetti destinati agli studenti. Il primo si occupa di recuperare coloro che sono in ritardo (sono 98 i fuoricorso a Scienze dell’Amministrazione, Corso che ha un’alta percentuale di studenti lavoratori) attraverso un servizio di tutoraggio articolato su due livelli: gli studenti fuoricorso da più di 4 anni (sono 46) saranno seguiti da 5 professori associati mentre gli altri sono assegnati ad un team di due ricercatori, se possibile di aree disciplinari diverse. Il secondo progetto, seguito dal prof. Raffaele Fiume e coordinato dal prof. Salvatore Capasso, vuole coccolare gli studenti con media più alta supportandoli nel loro percorso (ad esempio nell’individuazione degli esami opzionali, nella scelta della disciplina della tesi, nei contatti con il mondo del lavoro). (pa.)
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