Ferrara, Novellino, Salvatore, Lamberti tra i candidati

Prof. Gennaro Ferrara (UDEUR)
Fra le personalità accademiche candidate a queste elezioni regionali, quello con più titoli istituzionali è certamente il prof. Gennaro Ferrara. 67 anni, rettore del Parthenope da 18, ha portato un piccolo ateneo di 1.500 studenti agli attuali 18.000 di oggi. Come nasce la candidatura? “Grosse pressioni. Alla fine perché mi sono deciso? Perché il Consiglio Regionale deve rappresentare la massima espressione istituzionale e di sintesi tra i partiti che lo compongono e tra Consiglio e cittadini; perché è l’organo legislativo della Regione e deve dare le indicazioni al Presidente. Però in passato non è stato così, non ha ben funzionato, e si sarebbe invece potuto fare tanto di più, nell’interesse dei cittadini. È dunque questo il mio primo obiettivo”. Invece? “Si è privilegiato un organo a danno di un altro (la Giunta a danno del Consiglio), ma così non si ha sviluppo produttivo”.  Anche “Università e ricerca, imprese, governo locale, debbono operare in sintonia ed allo stesso passo” è l’altro motivo della scelta: “se questi tre non funzionano come sistema efficiente è un danno per la collettività”. Rispetto delle istituzioni, un altro obiettivo. “Vede, la mia Università è stata danneggiata in questi anni. Ha pagato un prezzo per essere al di fuori di certe logiche, per la sua autonomia di pensiero: niente consulenze regionali, né attenzioni particolari, né casa dello studente per i propri iscritti. Anche questa logica di dividere fra amici e non, non è uno schema che apprezzo. Al centro del mio agire di Rettore c’è sempre stata l’attenzione all’utenza. Perché prima di essere ateneo siamo cittadini: tutti uguali e con identici diritti”. Il candidato Ferrara porta con se anche un’esperienza maturata di Vice Presidente del Consiglio Regionale dal 1990 al 1995, quando fu anche Presidente della Commissione Sanità. “Penso quindi di avere una buona conoscenza della macchina regionale, delle persone in essa operanti e delle professionalità interne”. Capolista di un partito, l’Udeur: “è un partito di centro, come nella mia tradizione. Sono stato nella DC prima e poi con Democrazia Europea. Ritengo di essere in sintonia con una grande parte degli italiani, probabilmente con la maggioranza”. Che accoglienza sta riscontrando per la sua candidatura? “Noto in giro un certo entusiasmo, non solo nel partito, fra gli amici e le persone che mi stimano, ma anche in vari settori della città”. “Del resto non credo di avere cose di cui farmi perdonare o di cui vergognarmi. Definirei la mia vita caratterizzata da onestà intellettuale, e questo mi è da sempre riconosciuto da tutti”. Aggiunge un suo vanto “si parla tanto di periferie e marginalità, ebbene, io ho raggiunto una posizione sociale, nonostante la mia provenienza: sono nato a S. Pietro a Patierno non certo da famiglia ricca”.  Infine: “come assunzione di umiltà e di responsabilità, chiedo il voto a tutti: sulla mia storia personale ed anche sulla mia posizione politica di uomo di centro”. 
Prof. Ettore Novellino 
(Margherita)
53 anni, Preside confermato della Facoltà di Farmacia, Presidente della Conferenza Nazionale dei Presidi di Farmacia, membro di importanti Commissioni ministeriali e Presidente da diciassette anni dell’Ordine dei Farmacisti di Avellino, il prof. Ettore Novellino è, per rilevanza, la seconda autorità accademica impegnata in questa competizione. “La candidatura non è nata spontaneamente. Ma dall’invito ricevuto dal partito della Margherita, nella persona dell’On. Ciriaco De Mita”. “Del resto dal 1978 sono docente di Farmacia e dall’87 ininterrottamente Presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Avellino. Dunque ho sempre osservato sia il punto di vista accademico che quello istituzionale, che significa anche relazioni con chi deve poi legiferare”. Nel 2000 la Presidenza della Facoltà. E poi le continue mutazioni della riforma universitaria, la partecipazione alle Commissioni Ministeriali “e dunque sempre più la necessità di relazioni istituzionali, la centralità della legiferazione regionale in materia di sanità, tutela dell’ambiente, formazione, ed anche di altre deleghe che sono passate al Consiglio Regionale”. “Quindi la scelta di essere vicino a persone che hanno già mostrato di conoscere e saper fare, (come De Mita, appunto)”. “E l’esigenza di rispondere a settori più ampi di quelli della Facoltà e dell’Ateneo” con l’idea che i tempi fossero maturi per il salto di qualità: “la Facoltà di Farmacia è diventata, per dimensioni di iscritti, la prima in Italia, ed anche per riconoscimenti scientifici siamo ai primi posti”. Ribadisce: “ho la consapevolezza -riconosciutami – di poter dare un contributo tecnico a politici di professione di primo piano”. “Sto riscontrando grande entusiasmo verso una persona nuova della politica, che ha già dimostrato di saper fare e che anzi rinuncia ad un ruolo professionale riconosciuto”. “Questo rimettersi in gioco, mettersi sotto esame a 53 anni vedo che è molto apprezzato. E se il mio esempio andrà a buon fine saranno anche altri soggetti nuovi ad avvicinarsi”.  Campagna elettorale: “c’è il mio entusiasmo e quello dei tanti che spontaneamente mi stanno dando una mano: dagli studenti con cui ho notoriamente un rapporto eccezionale,- con una stima al di sopra delle mie aspettative-, ai docenti, ma anche l’adesione spontanea di tanti”. Che ruolo ricoprirà in Regione? “Sarò quello che vorranno De Mita e Bassolino, se sarò eletto. Ma prima deve vincere la coalizione, poi il partito, poi debbo essere eletto io”. 
Prof. Franco Salvatore
(D.S.)
“Mi sono candidato per spirito di servizio, non sono stato costretto da nessuno. Invitato si. Chi mi conosce sa che non avrei mai ceduto a pressioni”. Glielo ha però chiesto il Presidente Bassolino. “Si. E per me è stato un onore. Ci ho pensato per 3-4 giorni poi ho deciso. Perché non ci si può tirare sempre indietro”. A parlare è il prof. Franco Salvatore, espressione di una delle più importanti famiglie scientifiche dell’Università Federico II e fra le più importanti degli atenei italiani, i Salvatore, appunto. “Sono onorato –afferma- di avere avuto un fratello come Gaetano (Preside per 9 anni della Facoltà di Medicina ed estensore della Tabella XVIII che ha riformato gli studi medici, n.d.r.), e di avere un fratello come Marco (radiologo di fama internazionale, al convegno mondiale organizzato qualche anno fa a Napoli, intervennero oltre mille fra studiosi e scienziati di chiara fama, n.d.r.)”. Franco Salvatore ha un vastissimo curriculum scientifico, per cinque anni ha insegnato tra Francia e Stati Uniti, più volte Presidente e consulente di comitati scientifici internazionali e gruppi di ricerca di nomina ministeriale, fra le sue creature il Ceinge. 
Il programma elettorale: “un tema per me importante è l’educazione, che deve andare dall’infanzia all’età adulta. La famiglia e la scuola, come sono ora, non sono sufficienti. Le istituzioni politiche possono attivare dei meccanismi che incentivino a fare meglio. Credo che il volontariato sia una delle forme del dare agli altri che certificato e certificabile, potrebbe consentire di essere tutti più buoni e di avere una società migliore. Vorrei un decalogo dei buoni che come a Londra, si potrebbe anche affiggere nella metropolitana”. “Secondo punto la legalità, il rispetto delle regole, da quelle minute fino a combattere la corruzione e la microcriminalità. Ritengo, da cittadino, che si possa e si debba fare di più. E poi la ricerca e la formazione, -i temi di una vita- ci vuole fantasia e innovazione, che portano sviluppo e creano lavoro”. Una campagna elettorale incentrata però su altri temi. Perché? “Perché sui miei temi, obiettivamente, in Campania è stato fatto tanto in questi 5 anni, per merito di Bassolino e dell’assessore Nicolais”. La campagna elettorale: “cercherò di parlare con molte persone, di stringere molte mani. Ci metterò il mio impegno e il mio volto”. “Il Consiglio Regionale credo debba poter legiferare e legiferare bene, deve essere meno dispersivo e creare consenso nell’interesse dei cittadini. Purtroppo il Consiglio uscente non ha ben operato, forse anche per problemi di regolamento”. Quindi altri obiettivi: “prima lo Statuto e poi il Regolamento”. Si avvarrà dell’aiuto “di professionisti, gli amici, al di là del censo, della casta sociale e delle categorie. Per essere espressione di tutti e di tutte le classi sociali”. Avrà al suo fianco, a coordinare il comitato elettorale: “l’amico dei banchi di scuola, il prof. Lucio Zarrilli”.
Prof. Amato Lamberti 
(D.S.)
62 anni il prossimo 6 aprile, docente di Sociologia dell’Area delle Comunicazioni di Massa (con insegnamenti a Napoli e alla sede del Suor Orsola a Salerno), da 12 anni nelle istituzioni locali, dalla prima consiliatura comunale del 1993 con Bassolino Sindaco, alla Presidenza della Provincia di Napoli dal 1995 al 2004, il prof. Amato Lamberti si candida oggi per i DS. Perché la candidatura? “La decisione è frutto delle pressioni che mi sono giunte a portare un mio contributo in un contesto in cui c’è una grande aggressività da parte della destra. E non ho potuto tirarmi indietro. Sarò presente sui miei temi, l’impegno di sempre: la battaglia per la legalità, contro la criminalità che è ormai diventata affare, commercio, e sta assumendo dimensioni spaventose, con i capi di abbigliamento falsificati che ormai esportano in tutto il mondo. Un traffico forse più importante del traffico di droga, che rende la camorra una vera impresa economica, che occupa persone, realizza fatturato ed una capillare rete di distribuzione”. “Vedo anche che sta diventando difficile parlare di camorra, dall’area vesuviana al nolano, dove con l’Osservatorio -che ho riaperto insieme al Corriere del Mezzogiorno- intendevamo attivare una serie di dibattiti. Sembra di essere tornati indietro e questo mi preoccupa molto”. Altri temi? “Occorre aumentare il livello di sicurezza dei cittadini e delle imprese, altrimenti è difficile attrarre investimenti e creare occupazione sana per i nostri giovani”. “Per me una testimonianza di impegno che continua dall’82, interruppi quando divenni assessore al Comune nel 1993, ma attivai la linea verde antiusura e la cassetta anticamorra al Comune dove giunsero molte segnalazioni”. Dal ’95 al 2004 la Presidenza della Provincia di Napoli, e qui “la Consulta Provinciale anticamorra, con l’Osservatorio sulla Camorra e la Campagna video e di manifesti contro le piccole criminalità”. La campagna elettorale. “Incontro persone, associazioni e promuovo iniziative. Invito tutti a contattare il mio sito: www.amatolamberti.it ed il comitato elettorale in via Bracco 15/A a Napoli”. 
Paolo Iannotti
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