Fisici in erba sperimentano anche l’antimateria

Presentazione finale del Progetto Lauree Scientifiche per il settore della Fisica. Mercoledì 14 ottobre, presso il Centro Congressi di Monte Sant’Angelo, gli studenti delle scuole di Napoli e provincia partecipanti all’iniziativa hanno presentato elaborati ed esperimenti pratici, risultato di mesi di lavoro all’università tra lezioni e laboratori, per apprendere il metodo scientifico ed imparare che la scienza non è poi una cosa assurda e incomprensibile. Inaugurato alcuni anni fa per promuovere le Facoltà scientifiche colpite da una grave carenza di iscritti, l’iniziativa va avanti, pur fra tante difficoltà economiche, entusiasmando, anno dopo anno, i ragazzi che vi partecipano i quali, spesso per la prima volta, si misurano con un esperimento scientifico vivendo a pieno la vita di un laboratorio.
La giornata è stata inaugurata dagli interventi del Rettore Guido Trombetti, del Preside della Facoltà di Scienze Roberto Pettorino e della rappresentante dell’Ufficio Scolastico Regionale Alessandra Monda. “L’aula è piena più degli altri anni e i ragazzi mi sembrano molto interessati”, dice il prof. Fulvio Peruggi, Presidente del Corso di Laurea di Fisica e divulgatore nelle scuole. 
Con poche eccezioni, la scelta dei ragazzi è caduta su una rosa di esperimenti storici o fondamentali nell’apprendimento di una disciplina scientifica. 
L’ENTUSIASMO DEGLI STUDENTI. “Siamo abituati a fare esperimenti a scuola, però è stato interessante partecipare a questo progetto che ha cambiato il nostro approccio alla scienza, alla Fisica in particolare. Anche la conferenza finale per noi è una esperienza nuova”, dicono Valerio Figliulo, Gianpietro Colonnino, Pietro Donati, Alessia Guadagno, Marco Ferrara, Mario Pellegrini, Alessandro Dolce, Claudia Troiano, Elisa Iamunno del Liceo Galilei di Napoli. “Abbiamo anticipato il programma di Matematica, è stato strano”, afferma Marco Cito, del Liceo scientifico Calamandrei, il quale però non intende cambiare idea sulla sua scelta universitaria futura: “mi iscriverò ad Ingegneria, la mia passione”.  
Gli studenti del Liceo scientifico Caro hanno misurato la variazione del campo elettromagnetico attraverso una serie di bobine in relazione all’intensità ed il rapporto tra la carica e la massa di un elettrone. “C’è voluta molta pazienza per fare questo esperimento. L’esperienza è stata sicuramente bella perché ci dà un assaggio di quella che potrebbe essere la Facoltà del futuro. È stato anche interessante imparare a lavorare in gruppo”, affermano Vincenzo Iorio, Paolo Strangio e Alessandro Cardinale. 
Simone Bruno, Marco Maietta e Salvatore Cifuni, che sogna di diventare un giocatore di basket professionista, studiano all’ITIS Ferraris, sostengono: “Siamo già formati alla scienza, ma interfacciarsi con laboratori all’avanguardia è stato molto utile”. 
Uno degli esperimenti più interessanti e semplici da riprodurre su un banco da lavoro è quello dell’urto tra due carrelli, uguali o distinti tra loro, sia in moto che fermi, per misurare il valore del prodotto tra massa e velocità per verificarne la conservazione in tutte le fasi. Lo ha proposto un gruppo di studenti del Liceo classico Genovesi: “abbiamo sperimentato attraverso strumenti e sensori un principio fondamentale scoprendo un metodo di lavoro divertente”, commentano Roberta e Sara De Martino e Sara Bezzone.
“Avevamo già intenzione di seguire un percorso scientifico, magari ad Ingegneria, e questo progetto ci ha dimostrato che ne siamo anche capaci”, affermano Dario Formisano e Alessio Cuomo del Liceo scientifico Calamandrei. 
Altro esperimento piuttosto apprezzato dagli studenti è stato quello sull’equivalente meccanico della caloria, misurando la conversione in energia calorica dell’energia meccanica prodotta con un mulinello. “Venire qui dà una certa emozione”, dice Giuseppe Macca del liceo scientifico Silvestri di Portici. “Ho sempre avuto la passione per la scienza, ma non ne sono ancora sicuro al 100%”, aggiunge il suo compagno Ciro Olisterno nonostante la partecipazione alle Olimpiadi della Matematica. 
“Pensavo già di scegliere Fisica, ora ne sono ancora più convinta”, commenta Camilla Carfagna del Liceo scientifico Alberti. “Tutto quello che studiamo ha una reale applicazione nella scienza. Alcuni di noi avevano già intenzione di iscriversi a Facoltà scientifiche ed ora prenderemo in considerazione anche Fisica”, dicono Russo Andrea, Serena Di Dio e Sara Bonucci del Liceo scientifico Labriola. 
Davide Mocerino, Annina Caputo, Rosa De Luce del Liceo scientifico Brunelleschi di Afragola hanno fatto un esperimento sugli urti di una pallina che va su e giù rimbalzando sul pavimento, studiandone parabole e coefficienti. “Abbiamo avuto l’occasione di calcolare questi valori con programmi che sui PC normali non ci sono. Un approccio diverso alla scienza, ma è prematuro parlare di scelte universitarie”, dicono. Vincenza Salemme e Andrea Caiafa del Liceo scientifico Vittorini hanno dimostrato come sia possibile applicare una funzione matematica esponenziale a diversi fenomeni naturali, fisici, chimici e demografici. “Capire fenomeni che si rispecchiano nella vita pratica aiuta ad individuare anche le proprie aspirazioni”, sostengono. Armando Chiantese, oggi al quinto anno dell’Istituto tecnico industriale Ferraris, è cresciuto insieme al progetto: “ho imparato ad apprezzare tutto quello che succede in natura ed a chiedermi il perché”.
Edoardo Vitagliano e Francesco Terracciano sono già matricole: il primo a Fisica, il secondo a Medicina (“quella del fisico è una vita troppo sacrificata”), ma sono venuti a presentare il lavoro che hanno svolto lo scorso anno al Liceo Imbriani sulle leggi dell’elettricità. “Il progetto è un modo per avvicinare gli studenti ad una Facoltà abbastanza bistrattata: è una leggenda metropolitana molto poco supportata dai fatti che i  laureati in Scienze non riescono a spendere la propria laurea”, dice Edoardo. 
MASTER CLASS SULLA FISICA MODERNA. Carmen Giugliano e Maria Rosaria Annunziata del Liceo Torricelli di Somma Vesuviana hanno partecipato ad un progetto interno a quello delle Lauree scientifiche, il Master Class incentrato sulla Fisica moderna e le misurazioni relative all’andamento delle particelle elementari all’interno dei moderni acceleratori. “Credevamo che questa parte della Fisica fosse solo fantascienza. Invece abbiamo studiato l’antimateria e lavorato su dati provenienti dall’LHC, l’acceleratore del Cern di Ginevra. L’argomento trattato ci ha entusiasmato tantissimo”. Pochi gli studenti medi che si cimentano in lavori di questo genere “perché i docenti preferiscono farvi partecipare le quinte, ma si tratta di argomenti che affascinano molto i ragazzi i quali, pur lavorando solo su un centinaio di dati, riescono ad ottenere risultati confrontabili con quelli degli scienziati che lavorano con milioni di dati”, afferma il prof. Giovanni Chiefari, docente responsabile del progetto Lauree Scientifiche nel settore della Fisica, che ha organizzato l’evento insieme alle prof.sse Elena Sassi, Gabriella Monroy ed ai ricercatori Sara Lombardi e Italo Testa. Master Class è un’iniziativa europea che prevede una competizione tra scuole; in passato i ragazzi napoletani l’hanno anche vinta ed in generale i piazzamenti sono sempre stati dignitosi. Ripartirà a febbraio.                                              
Simona Pasquale
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