Gli ultimi anni delle scuole superiori sono un momento sospeso, in cui i ragazzi iniziano a immaginare il proprio futuro, cercando di dare una direzione concreta a sogni, passioni e aspettative. Dalle parole raccolte emerge una generazione consapevole, ma attraversata da dubbi profondi, stretta tra entusiasmo e paura.
Per molti, la scelta universitaria è già delineata. Daniele Pennacchio, Liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Aversa, ha un obiettivo preciso: “Vorrei scegliere Ingegneria meccanica, il mio sogno è di lavorare in Ferrari. Ciò che mi interessa è anche il contesto, un ambiente vivibile e a misura di studente”. Una visione concreta, che tiene insieme ambizione e qualità della vita. Anche Salvatore Pagano, suo compagno di classe, guarda al futuro con chiarezza: “Vorrei scegliere Economia, perché ho una forte passione per il commercio”.
Una scelta che ritorna anche nelle parole di Salvatore Gravato, del Liceo scientifico Carlo Miranda di Frattamaggiore: “Sono orientato verso Economia, mio padre lavora in questo ambiente, tra tutti i percorsi è quello che conosco di più”. Medicina è sempre molto ambito, ma non senza timori. Federica Licorio, Liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Aversa, racconta un percorso fatto di dubbi e decisioni recenti: “Ero un po’ indecisa tra Medicina e Psicologia, poi la scelta è caduta su Medicina. Mi preoccupa il semestre filtro, ci sono materie, come Fisica, in cui sono un po’ indietro”.
Anche Chiara Spiezia, Liceo scientifico Colombo di Marigliano, guarda alla medicina, ma declinata in chiave veterinaria: “Perché sono cresciuta vedendo mio padre fare questo lavoro”.
Il legame tra percorso scolastico e scelta universitaria è evidente per molti studenti. Fabiana Liccardo, del Liceo delle scienze umane Comenio di Napoli, zona Colli Aminei, spiega: “Vorrei studiare Psicologia, perché è collegata agli studi attuali. Inizialmente non avevo dubbi, poi ho avuto dei ripensamenti perché il Corso è lungo ed impegnativo. Però è l’unica professione in cui mi veda in futuro”. Una scelta condivisa anche da Enzo Russo: “molto positivo ed entusiasta di iniziare questo percorso”. Sulla stessa linea anche Emily Gargiulo e Denise Piccolo, entrambe del Liceo scientifico De Carlo di Giugliano: “Puntiamo su Psicologia anche se siamo un po’ spaventate dalla difficoltà e dalla mole di studio”.
Non mancano però le incertezze. Maria Coppola, Liceo scientifico Ettore Majorana di Pozzuoli, ammette: “Non so cosa scegliere, ma sono orientata su Scienze infermieristiche o Scienze nutraceutiche”. Lucia Esposito, Liceo scientifico Colombo di Marigliano, ha intenzione di iscriversi a Biotecnologie, ma ha ancora dei dubbi, “per questo l’orientamento mi servirà nella scelta. La mia alternativa è Matematica, anche se non mi sento portata per l’insegnamento”.
Il timore della gestione autonoma del lavoro è uno dei temi più ricorrenti. Domenica Reccia, Liceo scientifico Carlo Miranda di Frattamaggiore, che vorrebbe iscriversi a Scienze della formazione, lo esprime chiaramente: “Mi spaventa il fatto di dover organizzare lo studio da sola, rispetto al liceo dove veniamo guidati dai professori”. Le fa eco Ludovica De Santis, Liceo scienze umane Laura Bassi di Sant’Antimo: “Mi intimorisce adattarmi in un ambiente totalmente diverso, la paura di non stare al passo e l’essere autonoma al 100%”.
Maria Di Lillo, liceo scientifico Garofano di Capua, interessata alla Biologia perché vuole diventare nutrizionista, sottolinea: “Siamo un po’ preoccupati per l’approccio diverso con i professori, il cambio di ambiente anche con gli altri ragazzi, non siamo più in classi da 20 persone”.
C’è chi, invece, vive questo passaggio con maggiore serenità. Vincenzo Brunzo, Istituto Europa di Pomigliano d’Arco, deciso su Scienze Politiche, afferma senza esitazioni: “Non mi spaventa nulla, sono molto motivato”. E Martina Volpe, Liceo linguistico Amaldi di Santa Maria Capua Vetere, orientata verso le Professioni sanitarie, vede l’università come “una realtà più libera rispetto alle scuole superiori”.
Infine, emergono passioni e vocazioni legate all’insegnamento. Arianna Capasso, Liceo scienze umane Colombo di Marigliano, dice: “Vorrei studiare Lettere, perché vorrei diventare professoressa. Ho solo paura di non riuscire ad affrontare alcuni esami, come Latino, e di non riuscire ad ambientarmi”. Anche Domenica Reccia, Liceo scientifico Carlo Miranda di Frattamaggiore, dopo aver considerato Lettere, sempre spinta dalla passione per l’insegnamento, ha trovato la sua strada con Scienze della formazione primaria: “Ho capito che il mio desiderio è lavorare con i bambini”.
Tra sogni ben definiti e strade ancora da tracciare, ciò che accomuna tutti questi studenti è la consapevolezza di trovarsi davanti a un passaggio decisivo, che segna la costruzione della propria identità. E se le paure non mancano, è altrettanto evidente la voglia di mettersi in gioco e di provare.
Angelica Cioffo
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Ateneapoli – n.7 – 2026 – Pagina 33








